Una donna. Però brava, eh!

Matteo Salvini si presenta davanti alle telecamere senza cravatta, con il collo della camicia sbottonato, stanco e sudato come se fosse appena uscito da una sala operatoria o meglio ancora da una estenuante partita di poker con gli amici – una serata in stile “una notte da leoni”, per capirci.

Dice: “sto lavorando perché ci sia un Presidente donna! Una donna in gamba, non una donna in quanto donna”.

Questa dichiarazione può sembrare razionale e sensata, se la ascoltiamo distrattamente, ma in realtà non ha alcun senso. Cosa significa che deve essere donna – però in gamba, eh?

Immaginate se avesse detto: sto lavorando per un Presidente maschio. Però uno bravo eh, non solo maschio!

Nel momento in cui decidi che sia donna – come valore primario – è del tutto inutile aggiungere “non donna in quanto donna”. Ormai hai posto la pregiudiziale di genere! Ci mancherebbe che, dopo averlo fatto, Salvini ci presentasse una candidatura di basso livello.

Chiaramente, sta strumentalizzando la questione femminile.

Ma dire “il Presidente deve essere una donna” è umiliante e svilente.

È un esercizio di sessismo maschilista paragonabile a quello di chi dice: deve essere uomo (ma uno bravo eh, non solo uomo!). Pensate a quanto possa sentirsi legittimata una eventuale Presidentessa nel sapere che sul tavolo c’erano candidati egualmente o più adatti di lei, ma lei in più era donna ed è stata scelta perché questo – il genere – era il primo e fondamentale requisito.

Signori miei, stiamo parlando del Presidente della Repubblica. Abbiamo diritto ad una candidatura di elevato profilo, indiscutibile valore civile e altrettanta statura morale.

Maschio o femmina non ha importanza, è un indecoroso ragionamento da bar.

29.1.2022

Il teatrino della politica

Verba Manent

Quando parli con qualcuno vuoi dire 100 cose, di queste 100 cose che ti affollano la mente riuscirai ad esprimerne forse 80, l’altra persona ne ascolterà circa 50, ne capirà 30 e, se tutto va bene, ne ricorderà 10.

Questo è uno dei paradossi della comunicazione, illustrato molto bene dalla scuola di Palo Alto. Si tratta di un meccanismo che dovremmo sempre tenere a mente quando parliamo con gli altri. Perché la comunicazione è “un ponte gettato tra due coscienze”.

Non è mai facile farsi capire, evitare disguidi e fraintendimenti.

Ecco perché siamo molto felici quando invece troviamo qualcuno che presta seriamente ascolto alle nostre parole e ci dà l’impressione di comprendere ciò che pensiamo e diciamo.

Di tutto questo e di altro ancora parlerò nel seminario on line “La parola crea il mondo“, che svolgerò venerdì 28 gennaio, alle ore 21.00, in diretta su Facebook – trovate tutte le informazioni seguendo questo link

https://fb.me/e/4503qtcFZ

Si tratterà di una ottima occasione di sviluppo e crescita personale, non potete mancare.

24.1.2021

Verba Manent :)

Un passo avanti

In estrema e precisa sintesi

Abbiamo fatto la prima, la seconda e la terza – millantando, al bar con gli amici, di averne fatte almeno sei. Abbiamo indossato mascherine all’aperto, in casa, in macchina, da soli e in compagnia (sostituendo lo slogan “ne usciremo migliori” con il ben più realistico: “ne usciremo con le orecchie a sventola”).

Abbiamo mandato a casa il Governo Conte e accolto con entusiasmo il “Governo dei migliori” guidato da Mario Draghi; abbiamo osservato con grande sgomento e pari disgusto i nostri politici esultanti per aver definitivamente affossato il ddl Zan; abbiamo iniziato a discutere “seriamente” di Berlusconi come futuro Presidente della Repubblica.

Abbiamo gioito per la scarcerazione di Zaky.
Continuiamo a chiedere giustizia per Giulio Regeni.

Abbiamo vinto più o meno tutto ciò che era possibile vincere – e anche qualche campionato che ancora non esiste (da Eurovision agli Europei di Calcio a quelli di Pallavolo (maschile e femminile) al torneo preolimpico di Basket, è davvero impossibile citare tutte le vittorie azzurre, ma sono sicuro che mi darete una mano nei commenti.

Abbiamo trasformato il loro arrogante “It’s coming home” in un ben più corretto “It’s coming ROME”.

Abbiamo seguito con grande passione “Vita da Carlo”; “Squid Game”; “Strappare Lungo i Bordi”; “Don’t Look Up”; “È Stata la Mano di Dio” e “Spiderman: No Way Home”.

I più giovani hanno cantato a squarciagola i brani di Madame, Blanco, Achille Lauro, Fedez, Sangiovanni e Sfera Ebbasta. Anche tutti gli altri hanno cantato questi brani, ma senza avere idea di chi fossero almeno la metà dei nomi che ho citato.

Abbiamo ammirato i Maneskin mentre conquistavano il globo, vincendo Eurovision e gli MTV Music Awards, aprendo il concerto dei Rolling Stones a Las Vegas, piazzando i loro brani nella classifica dei più ascoltati al mondo su Spotify.

Abbiamo salutato per sempre personaggi del calibro di Raffaella Carrà, Franco Battiato, Carla Fracci, Raoul Casadei, Gianfranco D’Angelo e Lina Wertmuller.

Abbiamo perso Gino Strada.

Ma adesso, caro 2021, la giostra è finita: sappiamo che con il covid non si scherza, che bisogna vaccinarsi e tenere comunque la guardia alta. Omicron appare meno letale… potrebbe essere il primo passo in discesa, verso una pacifica convivenza con il virus.

Speriamo che la prossima variante sia ancora meno aggressiva, una variante che punti a vivacchiare, a sopravvivere, a restare in carica fino alla fine della legislatura (la variante “Antonio Razzi”: “dai retta a me, chi te lo fa fare…”.)

Nei prossimi 12 mesi arriveranno i primi vaccini proteici e le medicine per curare gli infetti, il virus non scomparirà come per magia, ma noi, un pezzo alla volta, ci riprenderemo il mondo.

Roma 30.12.2021

Non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai
<3

Tempus Magister Vitae

Robert Smith conclude un brano molto cupo, graffiante e sofferto, cantando “per quanto ardentemente lo desideri, so che non avrò mai un briciolo in più di speranza. O di tempo”.

Il tempo è un oggetto del desiderio universale e, a dir poco, viscerale.

Siamo sempre tutti di corsa, in affanno e tuttavia in ritardo.

Spendiamo le nostre giornate rincorrendo gli appuntamenti, rispettando mille scadenze, schiavi di continue e improrogabili urgenze che ci portano immancabilmente via tutte le energie.

Per questo motivo Edward Norton ammonisce gli spettatori nel fantastico Fight Club: “Questa è la tua vita e sta finendo, un minuto alla volta”.

Come possiamo cambiare tutto questo?

Che cosa è il tempo e quali sono le strategie, le tecniche, per gestirlo e sfruttarlo al massimo?

Di questi argomenti mi occuperò domani, nel seminario on line “tempus fugit – impara a gestire il tuo tempo” che si svolgerà qui su facebook, dalle 17.30 alle 19.30.

Siete tutti invitati ——-> https://fb.me/e/1TN7sdq4J

17.12.2021

Il tempo è la risorsa più preziosa che abbiamo, vale la pena fermarsi due ore per capire come funziona e migliorare il nostro rapporto con esso.