Dalla parte del Presidente

Avviso agli studenti di diritto costituzionale

Chiunque avesse scritto sulla propria bacheca “la colpa è del Presidente della Repubblica perché ha approvato la legge!”, sarà trasferito ex officio nel Paese degli asinelli volanti dove potrà frequentare con passione e profitto la Facoltà di Scienze Teoriche ed Applicate dei Balli di Gruppo Estivi.

Il Presidente non approva nulla.

il Presidente promulga le leggi che sono state approvate dal Parlamento . – e non può evitare di farlo, a meno che non ci siano “evidenti” profili di incostituzionalità.

Evidenti.

Come l’arroganza di chi vorrebbe ridimensionarne il ruolo per assumere “pieni poteri” nel nome “der popolo”.

Ieri, Mattarella è stato costretto ad intervenire per difendere la libertà di stampa dagli attacchi scomposti della politica. Incidentalmente, ha ricordato a tutti che il suo ruolo è quello di sommo custode e garante della Costituzione.

Mattarella è il nostro ultimo baluardo di cultura giuridica, civiltà e democrazia.

Sosteniamolo e difendiamolo, sempre.

6.3.2024

Io sto con il Presidente.

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PS: gli avvisi agli studenti sono frutto di un espediente retorico che uso per correggere le castronerie giuridiche diffuse dai mezzi di comunicazione di massa, non esprimono il punto di vista del mio Ateneo e non sono veramente rivolti ai nostri studenti.

Contengono un elevato grado di (auto)ironia e nuocciono gravemente alla salute di analfacretini, legaioli e criptofasci.

Vi avverto: non intraprendo battaglie di intelligenza con gente palesemente disarmata.

Cialtroni
❤️

Senza essere stati autorizzati.

Avviso agli studenti di pubblica sicurezza

Chiunque tra voi avesse scritto sulla propria bacheca “le manifestazioni di Pisa e Firenze non erano state autorizzate!!!” è pregato di interrompere lo sconsiderato abuso di sostanze stupefacenti, contattare uno psicoterapeuta (bravo) e recarsi urgentemente in segreteria onde firmare il modulo per il trasferimento alla facoltà di scienze teoriche ed applicate dei calzini spaiati.

L’autorizzazione esiste solo nelle vostre fantasiose testoline, colme di presidenti eletti dal popolo, governatori delle regioni, grandi elettori e premierati immaginari.

La libertà di riunione è stabilita espressamente dall’art. 17 della Costituzione e non richiede nessuna autorizzazione, ma solo un preavviso, (le autorità possono vietare una riunione solo per comprovati motivi di sicurezza e di incolumità pubblica).

La eventuale mancanza di questo preavviso non autorizza in alcun modo la polizia a manganellare senza criterio gruppi di quindicenni armati solo dei propri ideali.

Spero di essere stato chiaro.

Tanti auguri per l’esame di fenomenologia e storia del calzino di spugna bianco nella ciabatta o sandalo estivo, fondamentale obbligatorio del I anno, 9 CFU.

1.3.2024

Cialtroni
❤️

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PS: gli avvisi agli studenti sono frutto di un espediente retorico che uso per correggere le castronerie giuridiche diffuse dai mezzi di comunicazione di massa, non esprimono il punto di vista del mio Ateneo e non sono veramente rivolti ai nostri studenti. Contengono un elevato grado di (auto)ironia e nuocciono gravemente alla salute di analfacretini, legaioli e criptofasci.

Vi avverto: non intraprendo battaglie di intelligenza con gente palesemente disarmata.

Tanto si doveva.
Pace e bene.
❤️❤️❤️

La Hit Parade della Costituzione

Ieri, alla Camera dei Deputati, l’onorevole Claudio Borghi (lega) ha sostenuto che il diritto al lavoro viene prima del diritto alla salute.

La prova sarebbe che il diritto al lavoro è sancito prima (art. 4) mentre il diritto alla salute è stabilito dall’art. 32. Inoltre, ha aggiunto Borghi, l’art. 1 stabilisce che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro.

Quindi, ad avviso di Borghi gli articoli costituzionali più importanti hanno un numero più basso, quelli meno importanti hanno un numero più alto.

La tesi è talmente ridicola che non varrebbe neanche la pena mettersi a discutere, considerate che l’ultimo articolo – quello che, in base alle sue idee dovrebbe essere il meno

La tesi è talmente ridicola che non varrebbe neanche la pena mettersi a discutere, considerate che l’ultimo articolo – quello che, in base alle sue idee dovrebbe essere il meno importante di tutti – stabilisce “solamente” che la forma repubblicana non è soggetta a revisione costituzionale – una bazzecola, in fondo è solo l’unica cosa che non si può cambiare senza fare una guerra civile.

Per capirci, se uno studente di giurisprudenza mi dicesse che il diritto alla libera espressione del pensiero (art. 21) è meno importante della tutela delle minoranze linguistiche (art. 6), perché “viene dopo”, lo caccerei dalla Facoltà talmente velocemente da farlo tornare indietro nel tempo.

Più interessante, invece, il riferimento all’articolo uno.

Secondo lui i costituenti avrebbero dovuto scrivere “L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sulla sopravvivenza dei cittadini” – così facendo sarebbero passati per matti, ma avrebbero chiarito (a Borghi) che la vita è un bene di primaria e fondamentale importanza e che la sua tutela giustifica la momentanea e ragionevole compressione di ogni altro valore costituzionale.

Insomma, diamo il benvenuto a Borghi nel club dei docenti universitari di Giurisprudenza, tornerà sicuramente utile quando dovremo spiegare ai nostri studenti cosa NON dice la Costituzione.

Roma 3.11.2020

Mala Tempora Currunt