Il rimorso che salverà il mondo

(San Marino)- Danilo Chiaruzzi, gestore di un negozio di alimentari, si è visto recapitare questa lettera, accompagnata da una banconota da dieci euro.

L’ha scritta un bambino svizzero che, il trenta maggio, ha rubato un ovetto kinder dal suo negozio.

“Non avevo i soldi” – spiega l’autore – “Mi dispiace molto, so di aver sbagliato. Spero che lei mi possa perdonare perché vorrei essere in pace”.

Chiaruzzi non crede ai propri occhi e racconta la storia sui social network.

“Ormai non mi sorprende più nulla, con quello che abbiamo passato in questi anni…” – commenta – “ma oggi mi sono ricreduto. Questa lettera dovrebbero leggerla tutti i ragazzini che, quotidianamente, per gioco o per sfida, mi rubano patatine, caramelle o altro. Gli risponderò con una cartolina e un invito a tornare in negozio per stringerci la mano”.

Leggo questa storia e mi immagino il giovane Benjamin, afflitto dal rimorso per aver rubato il suo ovetto Kinder; lo immagino mentre si tormentaq e pensa per giorni a come rimediare. Lo vedo nella sua cameretta, mentre scrive questa lettera, allegando una parte della sua paghetta e chiedendo umilmente scusa.

E penso che per questo mondo c’è ancora una speranza.

18.6.2022

Bravo Benjamin, 10 e lode

❤️

Esemplare, direi.

(Firenze) L’uomo che vedete nella foto si chiama Mohammead Imran, ha trent’anni, per arrivare in Italia ha affrontato un viaggio lungo due anni, oggi è disoccupato e vive in un centro di accoglienza per immigrati.

Pochi giorni fa ha trovato una borsa sul marciapiede, l’ha aperta e ha visto che era piena di soldi (mille euro, verificheranno i poliziotti).

Lui non li ha neanche contati.

Ha cercato la stazione della polizia più vicina ed ha consegnato la borsa, che è stata poi restituita alla legittima proprietaria.

“Mi hanno educato così”, ha dichiarato.

Molti diranno con superficialità che ha solo fatto il suo dovere.

Io invece credo che l’occasione faccia l’uomo ladro. E immagino che non sia affatto facile comportarsi in questo modo quando sei disoccupato e vivi in un centro di accoglienza. Aggiungo, infine, che conosco tante persone, paradossalmente anche ricche, che non si sarebbero fatte alcuno scrupolo.
Quindi credo che lui sia stato veramente molto corretto.
“Esemplare”, direi.

Bravo, Mohammead,
110 e lode
❤️

19.5.2022

Questi immigrati proprio non si vogliono integrare 😉

Una lotta senza confini

Il Procuratore Pecci stava passando il suo ultimo giorno di luna di miele in spiaggia, con sua moglie già in dolce attesa, quando due sicari l’hanno raggiunto e l’hanno ucciso.

I carabinieri che si occupano di narcotraffico gli avevano dato un soprannome importante, lo chiamavamo ”Il Falcone dell’America Latina”.

Perché Pecci aveva una missione dichiarata: evitare che le famiglie criminali italiane, in particolare le ‘ndrine calabresi, radicassero i loro traffici in Paraguay.

Era determinato, incorruttibile, preparato e capace come pochi altri.
Per questo motivo, come Falcone, è stato ucciso.

Ma Falcone diceva: “la mafia è un fatto umano. Come tutti i fatti umani, ha avuto un inizio e avrà una fine”.

Questa è la nostra speranza, che per ogni eroe che ci lascia ne nascano altri cento.

12.5.2022

Sit Tibi Terra Levis
[Che la terra ti sia lieve]
❤️

Sgarbi quotidiani

Sgarbi ha affermato in un’intervista che Chiara Ferragni è una “vecchia befana”. Con grande signorilità, l’ha chiamata “Merdagni”; ha accusato Fedez di essere un “mezzo marito” – forse per l’altezza? -, un “rinc****nito” al fianco del quale, lei “vende cose per scemi”.

No, non è un gioco e non fa ridere.
No, non sarebbe meglio se non ne parlassimo.
No, non stiamo facendo il suo gioco – è già famoso e non cambierà mai nulla se noi facciamo finta di niente.

Sono inorridito da questa violenza verbale, dal fatto che qualcuno la trovi divertente, dal fatto che sia considerata uno spettacolo.

A me fa pena un Paese in cui una persona del genere va da più di trent’anni in televisione a sbavare rabbia, urlare parolacce e aggredire verbalmente gli altri.

Non è tollerabile che un personaggio pubblico – peraltro onerevole deputato – usi questo linguaggio.

Sarebbe bello se i programmi televisivi smettessero per una buona volta di invitarlo.

Sarebbe bello se il pubblico decidesse per una santa volta che non merita di essere seguito e si comportasse di conseguenza.

Perché la violenza verbale è una forma di violenza, può risultare altrettanto dannosa e fare altrettanto male di quella fisica.

9.5.2022

Per costruire una società nonviolenta dobbiamo partire prima di tutto dalla comunicazione.

Un gelato al veleno

Ai miei tempi usavamo pronunciare senza particolare ritegno parole come “handicppto”, “finccho”, “c*ccione”.

Ai miei tempi c’erano pochissimi magistrati donne, pochissime professoresse universitarie e quasi nessun chirurgo che non fosse un maschio.

Ai miei tempi i genitori, le maestre, i preti e gli educatori di ogni ordine e grado non si facevano alcuno scrupolo nel mollare un sonoro ceffone ad un bambino.

Ai miei tempi esisteva il “delitto d’onore”.

Le sigarette venivano reclamizzate ovunque – anche se le industrie già conoscevano i rischi per la salute – e gli operai trovavano la morte nelle fabbriche di amianto.

Facevamo tante cose belle e tante cose stupide, ai miei tempi.


Per fortuna ci siamo evoluti.

Questo è ciò che vorrei far notare ai titolari di una gelateria di Bologna che hanno pubblicato un annuncio per cercare un dipendente, invitando i candidati a non parlare subito di soldi (che volgarità!), sottolineando che, “ai tempi loro”, prima si faceva la prova e solo dopo si poteva discutere del vil denaro.

Cari amici gelatai, la retribuzione non è una gentile concessione del datore di lavoro, ma un sacrosanto diritto del lavoratore. Cerchiamo di mettercelo bene in testa una volta per tutte.

24.4.2022

I tempi sono cambiati.

📸 ian doodley