Come fai a dire queste cose? Mistero

Mi piace molto Enrico Ruggeri, credo che occupi un posto di rilievo nella storia della musica italiana e penso che abbia scritto brani indimenticabili per se stesso e per altri artisti – primo fra tutti: il mare in inverno.

Anche per questo motivo sono rimasto parecchio deluso dalla infinita serie di sciocchezze sesquipedali che ha dichiarato al Messaggero.

  1. Quando il cronista gli chiede del fascismo, Ruggeri risponde che l’unica dittatura che ha vissuto in vita sua è stato il lockdown dovuto al covid.
  2. Quando gli domandano se è antifascista si rifiuta di rispondere tacciando la domanda di aggressività “pre-dittatoriale” ed affermando che gli ricorda l’omicidio di Ramelli.
  3. Si vanta di essere andato a letto con più di mille donne.
  4. Ritiene che la sua carriera musicale sia stata ostacolata dalla sinistra – il che, detto da uno che ha vinto due volte Sanremo, suona parecchio strano…

Ma c’è di peggio – se mai fosse possibile.

  1. Quando il cronista gli chiede come mai i cantanti del suo romanzo pubblicato nel 2011 siano tutti umanamente deludenti, Ruggeri risponde: volevo raccontare che i cantanti sono spesso deboli, cialtroni e disadattati.

Quello che sarei diventato io se non avessi avuto successo.

Caro Ruggeri, mi dispiace darle una brutta notizia, ma il successo non è una cura, non è una forma salvezza. Il cialtrone, il disadattato e il debole restano tali anche se vendono milioni di dischi.

Il successo non rende le persone più serie, più buone o più sagge.

Lei, ad esempio, ignora che dichiararsi antifascisti dovrebbe essere scontato, visto che l’antifascismo è un valore costituzionale, il più alto di tutti, la base fondante della nostra democrazia.

Lei paragona il 20ennio fascista alle misure prese dal governo italiano – e poi seguite da moltissimi altri Paesi – per combattere una pandemia (sminuendo indecorosamente molte cose veramente drammatiche, come, a mero titolo di esempio, le leggi razziali, i massacri africani e le deportazioni nei campi dì concentramento).

Lei considera le donne al pari di trofei da esporre e si vanta con molta poca signorilità di averne avute tante – come se fosse uno Sgarbi o un Cassano qualunque.

Insomma, signor Ruggeri, c’è una gran bella differenza tra essere “un libero pensatore” ed esprimere opinioni temerarie, del tutto prive di consapevolezza storica e di fondamento.

Dia retta al prof., lei oggi ha scritto la peggiore delle sue canzoni.

26.5.2024

Mi ha salvato il successo

Una goccia alla volta

(Torino) – Stefano Massini è stato aggredito, al Salone del Libro, da uno sconosciuto che lo rimproverava per aver messo in cattiva luce Adolf Hitler.

(Rileggi)

Cade un’altra goccia nel lago della nostra quotidiana indolenza.
Cosa vuoi che sia? So’ ragazzi…

Uno scrittore viene aggredito da un nazista. In Italia. Nel 2024. È normale? Quattro cretini vanno al cinema travestiti da nazisti, in Italia. Nel 2024. È normale? Un generale dell’esercito, candidato alle elezioni europee, pubblica libri razzisti e propone classi differenziate per gli studenti diversamente abili; mille imbecilli onorano i “camerati” deceduti cinquanta anni fa mettendo in scena una cerimonia paramilitare; la RAI caccia tutti i conduttori sgraditi al governo e censura un monologo sull’antifascismo.

In Italia. Nel 2024.
È normale?

Cosa vuoi che sia… so’ ragazzi…

Così muore una democrazia.
Lentamente, una goccia alla volta. E quando ci decideremo ad aprire gli occhi sarà troppo tardi per rimediare.

14.5.2024

Mala Tempora Currunt

Cara Luana

Era ora di pranzo quando due carabinieri suonarono alla porta di casa. Tua madre Emma chiese subito se si trattava di te. E quando uno di loro, con il volto afflitto, le disse che avevi avuto un brutto incidente, lei si rifiutò di aprire la porta, non volle crederci.

“Luana è sul lavoro” – pensò – “non può esserle accaduto nulla”.

Poi furono urla e disperazione.
Che ancora il quartiere ricorda.

Sei stata inghiottita e stritolata da un macchinario della fabbrica nella quale lavoravi: un orditoio che qualcuno aveva manomesso, affinché producesse alla massima velocità, senza le adeguate protezioni.

Avevi ventidue anni ed un bambino di cinque.

Per questo motivo tua madre ha chiesto allo Stato italiano di introdurre il reato di omicidio sul lavoro. Perché quando qualcuno abbassa consapevolmente i livelli di sicurezza, non si tratta di una tragica fatalità, di un incidente, di un caso, ma della scommessa infame sulla vita di un lavoratore.

Come era prevedibile, il nostro Ministro della Giustizia ha già dichiarato di essere contrario.

Sei venuta a mancare il 3 maggio del 2021. Da allora, in Italia non è cambiato nulla: tre lavoratori continuano a morire ogni giorno sul posto di lavoro. Più di mille morti ogni anno, da più di 30 anni.

Perché la sicurezza è un ritardo, un impiccio, un costo, che il sistema Italia non è disposto a pagare.

4.5.2024

Povera vita mia
❤️