(Non) Giustificare Nessuno

Ieri, a Milano, c’è stata una maxi rissa con un accoltellato grave; a Torino, un uomo ha staccato l’orecchio di un ragazzo con un morso; a Roma, gruppi di ultrà hanno picchiato giornalisti e poliziotti.

La mia personale percezione è che in questo periodo tanta gente abbia perso la serenità e la calma.

  1. Queste cose sono sempre accadute”. Giusto. Ma per tre mesi le persone che hanno sempre fatto queste cose sono state recluse in casa. Durante il lockdown la comune criminalità è calata ai minimi storici. Ora, cosa accade se sei per tua natura violento, cattivo e aggressivo, e sei costretto a restare a casa – in crisi di astinenza da scontri – per tre mesi? Accade che quando esci sei un pochino nervoso.
  2. “La violenza non puó essere giustificata!”. Bravissimo. E figurati se io giustifico. Ma scherziamo? Io ho sottolineato una causa. C’è una differenza madornale – che però nessuno sembra capire – tra giustificare e comprendere. Giustificare significa scrivere: “non possiamo biasimarlo per aver cucinato un piatto di carbonara con il bacon e l’ananas, perché è un uomo privo di papille gustative”. Capire, invece, equivale a dire: “è un uomo privo di papille gustative, ecco perché attenta alla nostra vita rovinando i più sacri piatti della tradizione culinaria italiana”.

Nel primo caso manca il biasimo, nel secondo no.

  1. Lo stress è una reazione aspecifica dell’organismo a fronte di particolari eventi che ne turbano l’equilibrio omeostatico. Non è in sé negativo. Anzi, in molte occasioni ci fornisce il carburante necessario per vivere. Per questo motivo si parla di eustress (lo stress buono) e di distress (cattivo). Il secondo è dannoso per la salute. Per lo più, si verifica quando siamo vittime di eventi nei confronti dei quali non abbiamo alcuna capacità di reazione.

Ora, negli ultimi tre mesi molta gente ha perso il lavoro; altri hanno perso una persona cara; molti si sono ammalati; altri hanno temuto il contagio.

È davvero così difficile capire che tutto questo implica una recrudescenza della frustrazione, del disagio e della violenza nel corpo sociale?

Pensate che gli esseri umani siano macchine?

Beati voi. Quando il Governo vi ha proibito di andare a correre quasi scoppiava la rivoluzione.

Oggi, invece, siete diventati tutti asceti.

Roma 7.6.2020

La sottile differenza tra una giustificazione e una causa

La nostra migliore festa

Sono orgoglioso di essere italiano nonostante la mafia, la camorra, la sacra corona unita e la ‘ndrangheta; sono orgoglioso di essere italiano nonostante gli evasori fiscali, i furbetti del quartierino e quelli del cartellino, gli imprenditori che ridono all’alba di un terremoto, i politici corrotti e i loro mille corruttori.

Ne sono orgoglioso nonostante i fascisti, gli analfarazzisti, i populisti e i no vax. Nonostante quelli che seguono le ambulanze per superare le automobili in coda, quelli che viaggiano sulla corsia di emergenza, quelli che guardano lo smartphone in autostrada.

Sono orgoglioso di essere italiano nonostante la gente che si ammazza per una partita di calcio, quelli che investono i pedoni e poi scappano, chi passa la vita a minacciare, truffare e sfruttare il prossimo.

Nonostante le stragi di Stato, Ustica e Gladio.

Nonostante la morte di Pinelli, Cucchi e Aldovrandi.

Nonostante la violenza sulle donne e i morti sul lavoro.

Sono orgoglioso di essere italiano per Falcone e Borsellino. Per Don Diana, Peppino Impastato e Carlo Dalla Chiesa. Per i donatori di organi, di midollo osseo e di sangue. Per la Caritas e la protezione civile, per chi fa volontariato in carcere, negli ospedali e negli ospizi.

Sono orgoglioso di essere italiano per la gente che adotta bambini poveri, diversamente abili, “semplicemente” orfani o abbandonati.

Sono orgoglioso di essere italiano per Primo Levi, Pirandello, Montale, Ungaretti, Gadda e Calvino.

Per Berlinguer, Pertini e Don Luigi Sturzo.

Sono orgoglioso di essere italiano per Rita Levi Montalcini e Umberto Eco.

Sono orgoglioso di essere italiano per i ricercatori che ottengono premi e riconoscimenti nel mondo, per i nostri più celebri e dotati cantanti, pittori e scultori.

Sono orgoglioso di essere italiano per Cinecittà, Fellini, Totò, Mastroianni, Gassman, Tognazzi, Loren, Sordi, Benigni e Fo.

Per la nazionale di calcio del 1982 e quella del 2006, per il Grande Torino, Coppi, Bartali e Nuvolari, Max Biaggi e Valentino Rossi, Yury Chechi, Tomba, Baggio, Totti, Pantani e Bebe Vio.

Sono orgoglioso di essere italiano nonostante tutto e quindi oggi festeggio una Repubblica Democratica, nata dall’antifascismo, fondata sulla resistenza e sul rispetto dei valori di solidarietà civile e di eguaglianza espressi dalla sua Costituzione.

Questo Paese è pieno di gente onesta, che, nonostante tutto, non si arrenderà mai.

Roma 2.6.2020

Viva l’Italia che Resiste