Continua da più di trent’anni, la silenziosa strage dei lavoratori italiani. Mille e più morti ogni anno da più di trent’anni. Tre ogni giorno. Passano le stagioni, le emergenze, le pandemie. Cambiano i governi, i presidenti ed i papi. Mille e più morti ogni anno, da più di trent’anni. Vietanoi rave, mettono fuori legge la carne sintetica, dichiarano guerra al bancomat. Discutono con grande serietà di Sanremo, saluti romani e pandori. Ma anche oggi, come tutti i giorni, trepersone in questo Paese usciranno di casa per andare a lavorare. Prima che venga sera, anche oggi, per tre famiglie ci saranno lacrime, disperazione e lutto. Una strage silenziosa. Una guerra interna. Una infinita vergogna.
La costante dei morti, messa regolarmente a bilancio tra costi e profitti.
(Varese) – In occasione della consegna delle pagelle, le maestre di una scuola elementare hanno deciso di affiggere il cartello che vedete nella foto.
L’obiettivo è quello di educare i genitori a non pretendere la luna dai propri figli.
Ad accettarne i piccoli insuccessi senza fare drammi, senza iniziare a piegare le esili spalle dei loro bambini con il peso di una insostenibile idea di perfezione.
“Se i giudizi non dovessero rispettare le vostre aspettative non fatene un dramma” – continuano le autrici – “I vostri figli faranno ugualmente grandi cose nella vita se avrete fiducia in loro. Hanno solo bisogno di essere capiti, spronati e incoraggiati”.
Come non essere d’accordo?
Se insegniamo agli studenti ad accettare le proprie debolezze, a non essere schiavi della competizione, a non disperarsi quando non arrivano primi, possiamo stare certi che faranno grandi cose.
Saranno in grado di perdonare se stessi e gli altri.
Diventeranno umili, maturi e responsabili.
Ma soprattutto, crescendo, resteranno umani.
Datemi retta, non possiamo davvero augurarci – e augurare loro – un successo più grande di questo.
10) Chi si ostina a dire sempre e comunque “buongiorno”, “per favore” e “grazie” – a pari merito con quelli che rispondono quando dici “buongiorno”; “per favore” e “grazie”.
9) Chi ti tende una mano prima che tu sia costretto a chiedere aiuto.
9b.) Gli amici che spostano le montagne, si inventano scuse o tracciano traiettorie impossibili, pur di trovare ancora occasioni per stare insieme – nonostante il lavoro, la famiglia, i soliti impegni.
8) Quelli che leggono i post fino in fondo e si assicurano di aver compreso, prima di commentare con inverecondo odio e infinto risentimento solo perché non hanno notato le virgolette o hanno frainteso il significato di una virgola – già premio Social Network 2018.
7) Chi si prende le proprie responsabilità, evitando di incolpare sempre la sfortuna, gli alieni o “i governi precedenti”, per i propri errori.
6) Le persone che restano in silenzio, mettono da parte il cellulare, ed ascoltano, quando stai provando a dire loro qualcosa.
6b.) Chi ti guarda negli occhi quando brinda, saluta o ti stringe la mano. A pari merito con: Chi ti stringe davvero la mano – invece di porgerti una medusa morta.
5) Le persone che quando incontri il loro sguardo per caso, sorridono – già Premio “magia” 2023.
4) Chi si sforza lungamente e sul serio di comprendere, prima di puntare il dito per giudicare.
4b.) Chi sa perdonare – gli altri e se stesso.
3) Chi fa volontariato; chi rinuncia a qualcosa, fosse anche “solo” il tempo libero, per aiutare gli altri.
2) Chiunque si prenda cura di un bambino che non è suo figlio.
1) Le persone che nel 2024 sanno ancora pronunciare ad alta voce, senza ipocrisie e tentennamenti, la parola “pace”.
Premio Ad Personam
Zerocalcare.
Premio impegno civico
Chi ci crede ancora e si impegna per cambiare le cose, nonostante tutto.
Premio Sanremo
Ghali.
Premio letterario
Chi ha letto, compreso e apprezzato l’oceano in una goccia.
Viviamo in un Paese in cui se una persona si dichiara a favore della pace viene immediatamente accusata delle peggiori nefandezze.
Non c’è nulla di sporco nel chiedere il fermate il fuoco, nulla di sbagliato nello schierarsi dalla parte dei più deboli, nel pretendere la fine della guerra.
Ma teleMeloni, a quanto pare, non lo consente.
E così, Mara Venier ieri ha letto uno scandaloso comunicato a nome della RAI in cui ha espresso una inaccettabile presa di distanza nei confronti di Ghali.
Perché in questo Paese non puoi più dichiarare pubblicamente che sei antifascista (ricordate cosa è accaduto alla Scala?), pronto ad accogliere i migranti o contro la guerra.
La libertà di espressione del pensiero è un retaggio del passato.
I mezzi di comunicazione di massa sono ostaggio di una politica miope, nostalgica e sanguinaria.
(Roma) – Un ospite del CPR di Ponte Galeria si è tolto la vita, impiccandosi ad una grata.
Aveva solo 22 anni e si sentiva tanto solo.
Questo gesto estremo ha scatenato l’ennesima rivolta al CPR di Ponte Galeria, un luogo ben noto per le sue tante criticità, già teatro di suicidi e scontri in passato.
Al punto che Ilaria Cucchi aveva visitato la struttura negli scorsi mesi, documentando, grazie ad una videocamera nascosta, le condizioni disumane in cui versano i suoi ospiti e presentando un esposto in procura.
Nel mentre, nelle carceri italiane registriamo un suicidio ogni due giorni dall’inizio dell’anno.
Chiediamo dunque al governo di smetterla con la propaganda e di iniziare a fare qualcosa di concreto per migliorare la condizione in cui versano i reclusi e gli stranieri trattenuti nei CPR.
Da qualsiasi luogo e da qualsiasi passato provengano, non possiamo continuare a spingerli al suicidio, voltando con disinvoltura la testa dall’altra parte.
Sono uomini e donne come noi, non meritano davvero di essere trattati così, come se fossero oggetti, peggio degli animali.