La foresta silenziosa

“Se un albero cade nella foresta, ma tu non sei lì a sentirlo, emette un suono?” Questo è ciò che recita un celebre Koan Zen. In base alla nostra mentalità occidentale e scientista, si tratta di una domanda assurda, difficile da comprendere.

Certo che enettte un suono!”. Siamo portati a rispondere, che importanza ha che io sia presente o meno?

In verità, si tratta di una domanda sensatissima e profonda.

Siete così sicuri che la realtà esista anche se non vi coinvolge in prima persona? Vi faccio un esempio. Viviamo in un mondo in cui le guerrre, la fame e le epidemie, rappresentano l’inferno quotidiano per milioni di bambini. Tutti lo sappiamo. Cambia davvero qualcosa, per noi? Quel dolore, quella sofferenza, quel lutto, esiste davvero, se accade a migliaia di chilometri di distanza?

Temo di no.

L’etica è un organo di prossimità – insegnava un importante antropologo del XX secolo. Abbiamo la naturale tendenza a preoccuparci solo per le disgrazie che accadono nelle vicinanze, che ci coinvolgono in qualche modo, che ci toccano da vicino.

Per questo motivo possiamo affermare che nel mondo, ogni giorno, crollano fragorosamente intere foreste.

Senza emettere un suono.

Il segreto del tuo successo

Molte persone pensano che per ottenere grandi risultati, nella vita, ci voglia un’intelligenza fuori dal comune, un talento eccezionale o una straordinaria forza di volontà – e si lamentano per non essere mai state abbastanza intelligenti, talentose o disciplinate.

Hanno ragione, tutte queste cose sono essenziali. Io, però, vorrei aggiungere un piccolo e significativo dettaglio: la cosa più importante, che viene prima dell’intelligenza, della forza di volontà e del talento, che viene prima del sudore e dei sacrifici, la qualità che manca a tutti, sulla quale lavorare seriamente prima di pensare al resto, è la chiarezza.

Per raggiungere i nostri traguardi dobbiamo imparare ad essere spietatamente chiari, schietti e onesti con noi stessi.

È facile? Mica tanto. Probabilmente è la cosa più difficile di tutte! Quante persone non sanno cosa vogliono veramente, desiderano cose impossibili – o tra loro incompatibili -, non riescono a riconoscere o peggio ancora non accettano i propri desideri?

Il counseling serve anche a questo: fare spietata luce e chiarezza nei nostri ingarbugliati, nascosti e spesso contraddittori, desideri.

Descrivere, pianificare, misurare. Al posto di correre verso il nulla dalla mattina alla sera, senza sapere dove stai andando, né, tantomeno, perché.

Sabaudia 19.7.2020

“Nessun vento potrà mai aiutare una barca priva di rotta”.
Seneca

Tutti i Santi

La Mia Personale Classifica di Tutti i Santi – 2018.

10) Chi, dopo aver messo nel carrello un intero supermercato, ti fa passare avanti nella fila perché nota che tu, invece, hai comprato solo una lattina di birra e un pacchetto di patatine.
9) Quelli che si ostinano a dire sempre “buongiorno”, “per favore” e “grazie”.
8) Gli amici di vecchia data che si impegnano per trovare pretesti e occasioni per passare del tempo insieme, a prescindere dagli impegni lavorativi e famigliari.
7) Quelli che ancora comprano – e soprattutto leggono – i libri.
6) Chi ti guarda dritto negli occhi quando brinda, saluta o ti stringe la mano.
5) Persone che discutono solo di argomenti e temi dei quali sanno qualcosa.
4) Quelli che si mettono alla guida solo se sono nel pieno possesso delle proprie facoltà mentali, tengono la destra, rispettano la distanza di sicurezza e, più in generale, si comportano da esseri umani responsabili e civili quando sono in autostrada o nel traffico cittadino.

3) Chi rispetta le piante e gli animali senza per questo odiare il genere umano.
2) Chi fa volontariato e quindi dona agli altri il suo tempo – a pari merito con chi dona il midollo osseo o il sangue.
1) Chiunque, nel mondo, si prenda cura di un bambino che non è suo figlio.

Premio della Critica: Quelli che condividono una password per Netflix, Sky Go, DAZN o Premium.

Menzione d’Onore: Colleghi, parenti e amici che se ti vedono in difficoltà pensano a darti una mano prima ancora che tu chieda aiuto.

Maturità Zen.

Un koan è un indovinello senza soluzione che i Maestri Zen consegnano ai propri allievi, affinché, meditando incessantemente su di esso, raggiungano l’illuminazione. Uno dei più famosi recita: se un albero cade nella foresta, e tu non sei lì a sentirlo, emette un suono? Serve per riflettere sul rapporto tra ego e realtà. Esiste una realtà, un mondo, a prescindere dalla nostra percezione? La risposta sembrerebbe scontata. Eppure, le urla dei nostri fratelli che muoiono in una terribile guerra a pochi chilometri da noi non sembrano arrivare sin qui. Il loro sangue non ha, per noi, un colore.

Scrissi queste parole nel mio tema di maturità, nel giugno di un ormai lontanissimo Anno del Signore 1993. Tutto scorre, dicevamo pochi giorni fa. Dopo ventiquattro anni, non sembra essere rimasto nulla dei sogni, delle amicizie, degli amori di allora. Eppure, se mi fermo cinque minuti a pensare, posso ancora assaporare i sapori, i suoni e gli odori di quella fantastica estate. La vita è così: niente è per sempre, ma tutto è infinito. È paradossale. Come un albero secolare che, cadendo, squarcia la quiete della foresta in una limpida notte di giugno. Senza emettere un suono.

Un tatuaggio è per sempre. 

Panta Rei – in greco, πάντα ῥεῖ. Se dovessi farmi un tatuaggio sceglierei probabilmente queste parole. Significano, ovviamente, che tutto scorre. Non esiste nulla di definitivo. O, se preferite, niente è per sempre. Vi rattrista? A me no. Affatto. Mi vengono in mente il muro di Berlino, l’apartheid, il militare obbligatorio e i compiti in classe di matematica. Insomma, mi viene in mente una lista di cose insopportabili che mi sembravano fatte per durare in eterno. Invece, panta rei, tutto scorre. Un bel giorno ci lasceremo definitivamente alle spalle l’ISIS, la mafia, e mille malattie che oggi sembrano incurabili, come il diabete, la cellulite, la pizza con l’ananas e Barbara D’Urso. Fino a quel momento, ricordiamoci sempre del più noto insegnamento di Alan Kay: l’unico modo per prevedere il futuro è di costruirlo. Lavorando sodo, giorno dopo giorno. Buona settimana, amici, e ricordatevi sempre: Panta Rei.

Il primo che commenta “And singing in the rain” paga cappuccino e cornetto per tutti.