Non disturbate il conducente

Ieri il Senato ha approvato il DL Sicurezza sul quale il Governo aveva posto la fiducia – piallando, così, non solo il dibattito parlamentare, ma ogni dissenso o scrupolo di coscienza interno alla maggioranza.

Perché il Parlanento è ormai un optional.

La libertà di coscienza è un vezzo borghese.

Insomma, il metodo adottato dalla maggioranza è stato coerente con un decreto fortemente incentrato sulla criminalizzazione del dissenso – soprattutto quando si tratta di grandi opere.

A parte ciò, per il governo è essenziale ampliare i poteri dei servizi segreti, boicottare la cannabis light ed evitare che gli extracomunitari possiedano un cellulare.

Il modello è chiaramente l’Ungheria di Orban.

L’ispirazione proviene dal nostro più inglorioso passato.

Occhio, come ama dire Bersani, “questi si stanno portando avanti col lavoro”.

5.6.2025

Oggi siamo tutti più sicuri?
Certamente.
Siamo sicuri di vivere in uno Stato di Polizia, ogni giorno meno libero e democratico.

Speculare e Strumentalizzare

Quando fu arrestato Massimo Bossetti perché sospettato dell’omicidio di Yara Gambirasio, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano – non un privato cittadino – scrisse sui social network (rileggere bene la frase) “abbiamo individuato l’assassino di Yara”.

Anticipando indecorosamente la condanna di Bossetti – che in quel momento era innocente fino a prova contraria, come tutti i cittadini in attesa di giudizio.

Matteo Salvini – proprio lui! – lo criticò aspramente, perché aveva commentato pubblicamente una vicenda non ancora definita dal punto di vista processuale.

Dopo pochi anni, Matteo Salvini divenne Ministro dell’Interno. Accadde che una rimmigrato fu accusato di aver tentato di stuprare una ragazza ubriaca, di notte, su una spiaggia pugliese

Il ragazzo fu quasi linciato dalla folla, si prese una bottigliata in testa e passò 4 mesi in carcere in attesa del giudizio.

Il Ministro Salvini – non un privato cittadino – commentò la vicenda sui social network (rileggere bene la frase) definendo “bestia” il ragazzo in attesa di giudizio ed i leghisti pugliesi organizzarono ronde per garantire la sicurezza delle spiagge.

Andò a finire che un collegio giudicante di sole donne accertò che l’imputato si era avvicinato alla ragazza, svenuta per l’alcol, al solo fine di aiutarla, senza aver commesso nulla di sessuale o libidinoso, e lo assolse con formula piena, per non aver commesso il fatto.

A queste tristi vicende ho pensato quando ho letto che il Ministro Matteo Salvini – non ho privato cittadino – ha commentato sui social network (rileggere bene la frase) la confessione dell’assassino di Sharon Verzeni, tenendoci a sottolineare che i genitori del ragazzo (a tutti gli effetti cittadino italiano) sono africani e dando ai suoi colleghi di partito occasione per attaccare lo jus scholae (che in questa vicenda c’entra davvero come i proverbiali cavoli a merenda).

Da umile giurista, sogno un Paese in cui i politici.- ed in particolar modo i Ministri – evitano di twittare le loro sguaiate opinioni su persone ancora in attesa di giudizio – ledendone gravemente i diritti e mettendo in grande imbarazzo l’intero sistema della Giustizia.

Da umile cittadino democratico, mi piacerebbe che la Lega e gli altri partiti del centro destra la smettessero di gettarsi come avvoltoi sulla cronaca nera, per capitalizzare in termini elettorali vicende drammatiche, dolorose e delicatissime.

Come accadde nel caso di Bibbiano – quando, l’attuale Presidente del Consiglio pensò bene di farsi ritrarre nella gloriosa foto che vedete qui sottto.

L’estate sta finendo

Siamo alle battute finali. Il governo supererà con grande difficoltà l’inverno e certamente non arriverà alla fine della legislatura.

Ma non cadrà per colpa dei governi precedenti, delle toghe rosse, “der Piddi e de Conte” o dell’Europa.

Questo governo, sorretto da una maggioranza parlamentare granitica, cadrà esclusivamente per colpa sua.

  1. La Lega ha puntato tutto sull’autonomia differenziata. Molti esponenti di FI e FdI non sono d’accordo, la CEI non è d’accordo, gli italiani non sono d’accordo e la smonteranno col referendum. Stendiamo un velo pietoso sul fantomatico ponte sullo stretto – praticamente, una barzelletta.
  2. FI ha battezzato la “riforma della giustizia” che in realtà è una riforma della magistratura (la differenza è abissale, credetemi). L’argomento è delicato. La riforma andrebbe quantomeno discussa e concordata con i diretti interessati. Invece, questo governo ha fatto tutto da solo indispettendo l’Associazione Nazionale Magistrati (come direbbe Borghese, ammiccando alla telecamera: non è un buon inizio). Detto ciò, gli eredi Berlusconi mandano continui segnali di insofferenza e Tajani chiede da un mese lo ius scholae – facendo imbestialire Salvini.
  3. FdI ha investito tutte le sue energie su tre fronti, rimediando sconfitte e figuracce: ha rivoluzionato la RAI (radendo al suolo gli ascolti); ha iniziato a costruire costosissimi ed inutili centri di accoglienza in Albania; ha gettato le basi per il premierato. Una riforma della quale non interessa nulla al 70% degli italiani, mentre il restante 30% è contrario.

Una riforma costituzionale che nessuno vuole mettere nelle mani degli eredi del Movimento Sociale Italiano e della sua fiamma.

Totale. Il governo cadrà perché i partiti di maggioranza si sono impegnati in progetti inutili e costosi (il ponte o gli hub in Albania); fortemente osteggiati da altri poteri democratici, dagli altri membri della maggioranza o dai cittadini (la riforma della magistratura e l’autonomia differenziata); tesi solo ad aumentare il potere dello stesso governo a scapito di magistratura e parlamento (il premierato).

In due anni di maggioranza schiacciante non hanno fatto assolutamente nulla per il paese e le sue emergenze.

Nulla per la sanità, nulla per le carceri, nulla per la sicurezza di donne e lavoratori. Hanno pensato solo a spartirsi il potere. Ora, i nodi stanno venendo al pettine.

Cari Giorgia e Matteo, iniziate a preparare il trasloco.

L’estate sta finendo.

L’egemonia culturale delle nuove destre

(Roma) – Il mondo della cultura è in subbuglio. Le destre hanno appena nominato Luca De Fusco nuovo Direttore Generale del Teatro di Roma. Lo hanno fatto con un vero e proprio blitz, in assenza dei membri del Consiglio di Amministrazione nominati dal Comune. Per di più, gli hanno proposto la esorbitante cifra di 150 mila euro l’anno per cinque anni – più del doppio di quanto percepisca attualmente.

Contro la nomina di De Fusco si sono schierati molti artisti (Germano, Garrone, Guanciale…), assieme, all’opposizione, unanime.

Elly Schlein, ad esempio, ha dichiarato che”La destra al governo, nazionale o regionale che sia, ha sempre e solo la stessa ossessione: occupare poltrone, promuovere gli amici, controllare attraverso i propri uomini le articolazioni del Paese”.

Difficile darle torto, considerato che in un anno e mezzo, il Governo ha promosso i suoi sostenitori, amici e parenti, nelle più importanti agenzie culturali del Paese (dal Maxxi al Piccolo di Milano, al Centro Sperimentale di Cinematografia, alla Biennale di Venezia…).

A questo punto il qualunquista sarà tentato di commentare che le cose, in Italia, sono sempre andate così.

Ma io non mi ricordo un Ministro della Cultura che:

1) afferma che Dante è stato il fondatore del pensiero della destra in Italia (!?!);

2) facendo parte della giuria del Premio Strega, dichiara candidamente di non aver letto i libri che ha giudicato e premiato;

3) deferisce alla Vigilanza della Rai la trasmissione radiofonica Un Giorno Da Pecora, lamentandosi per “un eccesso di satira” nei suoi confronti;

4) si lamenta con la RAI per una imitazione televisiva, che peraltro non lo riguarda;

Aggiungo che neanche Berlusconi, pur avvezzo agli editti, avrebbe mai cacciato in un sol colpo dalla RAI: Fazio, Littizzetto, Augias, Annunziata, Saviano, Gramellini… per sostituirli con trasmissioni di pessimo livello, che, a giudicare dagli ascolti, non guarda proprio nessuno, tantomeno gli elettori di destra.

Adesso venitemi a dire che è tutto normale, venitemi a dire che è sempre stato così.

Queste sono le disdicevoli vicende di un Paese allo sbando.

22.1.2024

Mala Tempora Currunt

Ora e sempre

Il centrosinistra conquista Bologna, Milano e Napoli subito, grazie a vittorie nette, incontrovertibili, eclatanti. Perde in Calabria, dove ad affermarsi è il candidato di Forza Italia, mentre la partita è ancora aperta a Roma e Torino.

Il primo dato che emerge forte e chiaro da questo primo turno è che una considerevole parte di questo Paese è disposta a fare argine alle destre, al loro razzismo, alla loro violenza, alla loro vigliacca nostalgia di totalitarismi e dittature.

Il secondo è che gli italiani sono sempre meno interessati alla politica e dunque disposti ad esercitare il proprio diritto dovere di voto.

Mi rallegro per la prima evidenza ed ho molta paura della seconda. Più cresce il serbatoio dell’anti-politica più la democrazia è debole e rischia di piegarsi alle smanie populiste del primo imbonitore in grado di tornare a far sognare le masse promettendo magari milioni di posti di lavoro, più latte e meno cacao, parcheggio gratuito, frittatona e rutto libero.

5.10.2021

Ripartiamo dalle grandi città metropolitane per difendere la nostra democrazia.

Ora e sempre.
Resistenza.