La maestra ingenua e la cattiveria altrui

Torino, mentre una maestra d’asilo ha una relazione con un calciatore dilettante, gli invia diciotto foto intime e un filmato – in alcune delle foto il volto è perfettamente riconoscibile, mentre in una si legge addirittura nome e cognome.

Per vantarsi della conquista, il ragazzo “pensa bene” di condivide i file sulla chat degli amici (reato).

La moglie di uno di questi amici riconosce in quelle immagini la maestra di suo figlio e “pensa bene” di diffondere le foto tra le altre mamme (reato).

Non contenta, la “signora” telefona alla maestra dicendole che se avesse denunciato qualcuno dei protagonisti, lei avrebbe parlato con la dirigente scolastica chiedendo il licenziamento della maestra (reato).

La maestra denuncia, la “signora” si vendica, la dirigente scolastica convoca la maestra e la convince a dimettersi.

Poi, racconta alle mamme il motivo delle dimissioni (reato).

Totale: l’ex ragazzo ha ammesso le sue responsabilità, ha risarcito la vittima, è stato condannato ed ha chiesto di usufruire dell’istituto della messa alla prova.

La “signora” e la dirigente scolastica sono sotto processo.

La maestra ha perso il lavoro.

Prima di tutto lasciatemi esprimere la massima solidarietà a questa donna, vittima della superficialità, della pochezza e della cattiveria altrui. Consentitemi di sottolineare che in questa storia ci sono tanti colpevoli, ciascuno con il suo grado di responsabilità, e la maestra non rientra in alcun modo di essi.

Una volta chiarito che la colpa è TUTTA di chi tradisce la fiducia altrui, permettetemi di dare un consiglio a chi legge queste righe: non inviate ad altre persone materiale scabroso di cui siete protagonisti, non fatelo mai e per nessun motivo.

Non potete sapere cosa accadrà di quelle foto, non potete sapere come reagirà chi le vedrà, non avete idea di come potrebbero essere utilizzate dopo mesi – o persino anni.

Diffondere questo genere di contenuti è esattamente come giocare alla roulette russa. Perché la gente che ci circonda è spesso stupida, cattiva, piccola.

Non date loro la possibilità di farvi del male.

Non ne vale la pena.

Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

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