Il dono della riconciliazione

“Oggi sono qui davanti a voi come presidente federale tedesco e provo solo dolore e vergogna. Mi inchino dinnanzi ai morti. A nome del mio Paese, oggi, io vi chiedo perdono”.

Con queste parole, Frank-Walter Steinmeir ha iniziato ieri il suo discorso a Monte Sole (Bologna), dove, assieme a Sergio Mattarella, ha onorato la memoria della strage nazista di Marzabotto.

“Che io possa parlare qui, è possibile solo perché voi tutti avete concesso a noi tedeschi la riconciliazione. Che preziosissimo dono!

Viviamo in un momento in cui anche nel mio Paese assistiamo a una recrudescenza delle forze nazionaliste e di estrema destra, che intendono indebolire o minare la democrazia.

Ma io farò di tutto perché i tedeschi onorino il dono della riconciliazione.
Per questo, lotterò ogni giorno”.

Parole davvero esemplari, pronunciate dal Presidente tedesco in italiano, alle quali c’è poco da aggiungere.

Il commosso abbraccio con Sergio Mattarella, al termine, è stato il simbolico abbraccio tra due popoli pronti a lottare contro l’estremismo di destra, nel nome della libertà, della democrazia e della civiltà.

30.9.2024

Ora e sempre.
Resistenza
❤️

In memoria

Un soldato tedesco urla al prigioniero: lancialo in aria!
Il prigioniero fa finta di non aver sentito e si affretta a sistemare il bambino sul carro, assieme a tutti gli altri. Allora il soldato si avvicina, gli punta la pistola sotto al mento e ripete: “ti ho detto di lanciarlo in aria, non hai capito? Se non lo fai tu, lo farà il prossimo”.
Così il prigioniero è costretto a lanciare per aria il bambino.

In questo modo i soldati tedeschi passavano il tempo ad Auschwitz: facendo il tiro a segno sui bambini ebrei, mentre i prigionieri pregavano che li uccidessero al primo colpo, per evitare inutili sofferenze.

Questa testimonianza di Alberto Sed, come tante altre, è un pugno nello stomaco.

Ieri ci ha lasciati Piero Terracina, mentre Sed è venuto a mancare a novembre di questo stesso anno.

Inesorabilmente, stanno venendo meno gli ultimi sopravvissuti ai campi di sterminio, lasciando a noi la responsabilità, il compito e l’onore di tenere viva la memoria.

Di impedire che torni l’orrore.

Roma A.D. 2019

Ora e sempre: Resistenza

25 Aprile

Non è vero che oggi è la festa di tutti.

Non è festa per i mafiosi, per i camorristi, per i membri delle logge massoniche deviate. Non è festa per quelli che evadono le tasse, inquinano i fiumi, costruiscono abusivamente edifici di sabbia.

Oggi non è la festa dei furbetti del cartellino, dei compagni di merende, degli imprenditori che ridono soddisfatti dopo un terremoto. Non è la festa dei politici corrotti e dei loro mille corruttori. Non è la festa di chi non va a votare “tanto sono tutti uguali”.

Soprattutto, oggi non è festa per quelli che si professano orgogliosamente “fascisti” e tendono fieri il braccio destro, in segno di saluto.

Il 25 aprile è festa per chi ama questo Paese, la sua sconfinata cultura, la sua arte e la sua Costituzione.

È la festa di una fragile democrazia nata grazie al coraggio e al sacrificio dei nostri avi.

Rispettiamola, onoriamola e difendiamola, tutti i giorni.

È la cosa più bella che abbiamo, la nostra unica e preziosa speranza di un futuro migliore.

Roma A.D. 2019

Ora e Sempre