A Fresh Start

Schiaccia questo bottone per resettare la tua vita, ripartire da zero, annullare tutto: errori, rimorsi, rimpianti. Otterrai una pagina bianca, immacolata, dove scrivere la tua storia in bella calligrafia. Con la voglia di fare, la fantasia e l’entusiasmo di tanti anni fa e la consapevolezza che hai oggi.

Sarebbe bello, vero?

Gli americani dicono “to make a fresh start”. Questa idea di iniziare tutto da capo, cambiando lavoro, magari anche Stato di residenza o status civile, è molto più presente nella loro cultura che nella nostra…

La brutta notizia è che la freccia del tempo viaggia a senso unico. Il passato non si cambia. Non c’è davvero modo per tornare indietro.

La bella notizia è che il tasto che vedete nella foto esiste, davvero, nella mente di tutti noi. Perché tutti noi possiamo decidere di cambiare.

Non sto dicendo che sia facile.
Non sto dicendo che sia rapido.

Sto dicendo che si può fare.
Chi vi dice di no, semplicemente, mente.

La cosa più semplice è affogare in un oceano di autocommiserazione e giustificazioni. La cosa più difficile, la più bella, è fare i bagagli, mollare gli ormeggi e partire.

Spero che questo messaggio ti aiuti a cercare dentro di te le energie e la fantasia necessarie per smettere di pensare al passato ed iniziare a scrivere, a partire da oggi, una storia nuova.

Ancora una volta.
Usque ad Finem.
❤️

Il fondo della coscienza

Qualche giorno fa sono stato a cena in un ristorante del centro di Roma, ero in compagnia di alcuni colleghi, tra di loro, c’era anche un vecchio e stimato professore francese, giunto in Italia per un ciclo di conferenze.

Ad un certo punto, uno dei commensali ha proposto un brindisi per la mia recente abilitazione alla professione di psicologo. La notizia ha destato grande interesse. Dopo che la tavolata ha esaurito l’intramontabile sequela di facezie sulla professione di psicologo, il collega francese ha concluso: “io, invece, so leggere i fondi del caffè”.

Era serio. E, lo posso dire con assoluta certezza, non intendeva in alcun modo offendermi.

“Io, invece, so leggere i fondi del caffè”.

Ho pensato di raccontarvi questo aneddoto perché trovo sia parecchio significativo del modo in cui una parte non trascurabile della popolazione considera, ancora oggi, il lavoro dello psicologo.

La psicologia è una scienza giovane, non c’è dubbio, ma, in poco più di un secolo di storia, ci ha insegnato moltissimo sul comportamento e sull’animo umano.

Una moltitudine di ricerche ed esperimenti, validati da rigorosi protocolli internazionali, ci ha consentito di gettare un colpo di sonda nelle profondità della coscienza, aiutando concretamente milioni di pazienti a guarire dal disagio che li affligeva o, “più semplicemente”, a ritrovare la serenità perduta.

Il dato di fatto è che non c’è benessere o salute senza sanità mentale.

Per questo motivo, sarebbe opportuno normalizzare il colloquio psicologico, un check up periodico, anche solo per controllare che sia tutto ok, esattamente come si fa con le analisi del sangue o con il dentista.

In conclusione, amici carissimi, se state passando un periodo complicato, rivolgetevi ad un professionista della salute mentale (psicologo, psichiatra o psicoterapeuta). Saprà ascoltarvi e consigliarvi per il meglio.

Al limite, potrebbe anche offrirvi un ottimo caffè.

Dieci piccoli passi

Arriva un momento, nella vita, in cui pensi di aver comprato troppi libri che non leggerai mai. Ovviamente, questo pensiero non ti impedisce di comprarne di nuovi.

Così, anno dopo anno, i libri prendono lentamente possesso della casa e la “lista delle cose che prima o poi devo assolutamente leggere” ti spaventa e ti blocca.

Non puoi fare altro che pensare ad essa, commiserando te stesso per il poco tempo che hai da dedicare alla lettura.

Il lavoro, la famiglia, la salute, il lavoro… tante cose, drammaticamente urgenti, ti hanno sottratto le ore che avresti dedicato volentieri a finire – o ad iniziare – quel libro che vorresti tanto (ri)prendere in mano.

Se solo avessi il tempo.

La buona notizia è che bastano 10 pagine al giorno, tutti i giorni, per consolidare una sana abitudine ed ottenere ottimi risultati.

Se tu iniziassi oggi, in un solo anno potresti aver letto o riletto una nutrita lista di capolavori della letteratura mondiale. Come, ad esempio:

Viaggio al termine della notte;
Lolita;
Shining;
Lo straniero;
Kafka sulla Spiaggia;
Domani nella battaglia pensa a me;
Fiesta;
Il maestro e Margherita;
L’insostenibile leggerezza dell’essere; Fight Club;
Le ali spezzate.

Dieci pagine sono troppe?
Prova con cinque.

La lettura non è una gara, è una splendida abitudine, bastano poche pagine al giorno per mettersi in moto e (ri)prendere il vizio.

Trova questo piccolo momento solo per te. Ogni giorno.

Ne hai bisogno, te lo meriti.

Chi non legge vive una sola volta,
chi legge vive mille vite.

PS: Detto ciò, (ri)leggi “fuoco è tutto ciò che siamo” e “l’oceano in una goccia”! Bastano poche settimane ben spese :) ❤️

La foresta silenziosa

“Se un albero cade nella foresta, ma tu non sei lì a sentirlo, emette un suono?” Questo è ciò che recita un celebre Koan Zen. In base alla nostra mentalità occidentale e scientista, si tratta di una domanda assurda, difficile da comprendere.

Certo che enettte un suono!”. Siamo portati a rispondere, che importanza ha che io sia presente o meno?

In verità, si tratta di una domanda sensatissima e profonda.

Siete così sicuri che la realtà esista anche se non vi coinvolge in prima persona? Vi faccio un esempio. Viviamo in un mondo in cui le guerrre, la fame e le epidemie, rappresentano l’inferno quotidiano per milioni di bambini. Tutti lo sappiamo. Cambia davvero qualcosa, per noi? Quel dolore, quella sofferenza, quel lutto, esiste davvero, se accade a migliaia di chilometri di distanza?

Temo di no.

L’etica è un organo di prossimità – insegnava un importante antropologo del XX secolo. Abbiamo la naturale tendenza a preoccuparci solo per le disgrazie che accadono nelle vicinanze, che ci coinvolgono in qualche modo, che ci toccano da vicino.

Per questo motivo possiamo affermare che nel mondo, ogni giorno, crollano fragorosamente intere foreste.

Senza emettere un suono.

Chi salva una vita

(Napoli) – L’uomo che vedete nella foto si chiama Raffaele Coppola, ha 35 anni, sposato e padre di una bambina, lavora come addetto alle pulizie in un condominio del quartiere Chiaia.

Pochi giorni fa, mentre stava lavorando, è stato allarmato dalle grida di aiuto dei passanti. Appena è uscito dal palazzo, ha trovato un uomo di 62 anni privo di conoscenza e cianotico, riverso sul motorino con il quale aveva appena effettuato una consegna.

Raffaele si è fatto passare il telefonino con il quale una donna stava chiamando il 118 e, in costante contatto con i medici, ha messo in atto le manovre rianimatorie che aveva appreso anni fa, lavorando nella vigilanza non armata.

Il cuore del rider ha così ripreso a battere. È sopraggiunta l’ambulanza ed ha trasportato l’uomo in ospedale.
Più tardi, Raffaele ha ricevuto la visita della moglie e della figlia del sessantaduenne, che lo hanno rassicurato sulle condizioni dell’uomo, ringraziandolo per la prontezza di spirito, il coraggio e la competenza.

Si conclude così questa bella storia di grande solidarietà.

Per una benedetta volta, qualcuno non ha voltato la testa dall’altra parte. E dopo essere accorso sul luogo, non si è limitato a fare un video col telefonino.

Grazie di vero cuore, Raffaele, per questa immensa lezione di umanità.

20.4.2024

Chi salva una vita salva il mondo
❤️