I reati prioritari

(Roma) – Ci siamo. Il governo sta preparando la lista dei reati prioritari, per limitare, gravemente e di fatto, la libertà e la discrezionalità dei PM.

Bisognerà perseguire prima i furti, gli stupri, le rapine… Poi, con calma, se proprio resta tempo, la corruzione, la concussione e i reati contro la pubblica amministrazione.

Questa classe politica si auto-assolve dei suoi peggiori reati, quelli commessi ai danni tutti, il motivo per il quale gli ospedali sono fatiscenti, mancano poliziotti e scarseggiano gli asili.

Il motivo per il quale crollano i ponti e alla prima scossa di terremoto vengono giù gli edifici costruiti con la sabbia.

Il sogno antico di Forza Italia sta per realizzarsi, sarà il parlamento (questo parlamento) a rendere “non prioritaria” la corruzione. Con grande gioia dei furbetti del quartierino, dei faccendieri e delle associazioni.

Avranno finalmente le mani libere.

Questo è il prezzo che Giorgia paga per il suo premierato, dopo aver accontentato la Lega con l’autonomia, ora è il turno di fare felice Forza Italia.

24.6.2024

Stanno distruggendo l’Italia
Una riforma alla volta.

Quanto vale la vita di un lavoratore

(Latina) – Satnam aveva 31 anni e viveva in Italia da due, lunedì, mentre lavorava nei campi, è finito dentro un macchinario che gli ha tranciato il braccio destro, procurandogli gravi ferite alle gambe.

L’ipotesi investigativa è che il suo datore di lavoro abbia messo il braccio di Satnam dentro una cassetta della frutta, abbia caricato l’uomo e sua moglie su di un furgone e li abbia abbandonati sull’uscio di casa, poco lontano dal campo, mentre il lavoratore urlava di dolore e sua moglie supplicava che fosse accompagnato in ospedale.

Satnam è morto ieri, presso l’Ospedale San Camillo.

Lui e sua moglie lavoravano nei campi, a giornata, per quattro euro l’ora. Trattati come bestie da gente senza scrupoli, che ne sfruttava il sudore e la disperazione.

Ieri Mentana ha improvvisato un discorsetto senza capo né coda sui “lavori che gli italiani non vogliono più fare” – una cosa che neanche al bar del paese… Come se fosse normale chiedere ad un essere umano di andare a lavorare nei campi – senza sicurezza e diritti, su chiamata – per quattro euro l’ora.

Il problema non è l’immigrazione e neanche il lavoro umile, il problema è che il capitale specula allegramente sulla vita, sulla disperazione e sulla morte di milioni di esseri umani.

Senza che nessuna forza politica – tantomeno gli attuali partiti di governo – alzi un dito per provare a cambiare le cose.

Il problema è che hanno convinto i poveri che i loro nemici fossero i più poveri, scatenando la guerra dei disperati.

Consegnando la società nelle mani di imprenditori senza scrupoli, sfruttatori e caporali.

20.6.2024

I lavori che gli italiani non vogliono più fare

Una goccia alla volta

(Torino) – Stefano Massini è stato aggredito, al Salone del Libro, da uno sconosciuto che lo rimproverava per aver messo in cattiva luce Adolf Hitler.

(Rileggi)

Cade un’altra goccia nel lago della nostra quotidiana indolenza.
Cosa vuoi che sia? So’ ragazzi…

Uno scrittore viene aggredito da un nazista. In Italia. Nel 2024. È normale? Quattro cretini vanno al cinema travestiti da nazisti, in Italia. Nel 2024. È normale? Un generale dell’esercito, candidato alle elezioni europee, pubblica libri razzisti e propone classi differenziate per gli studenti diversamente abili; mille imbecilli onorano i “camerati” deceduti cinquanta anni fa mettendo in scena una cerimonia paramilitare; la RAI caccia tutti i conduttori sgraditi al governo e censura un monologo sull’antifascismo.

In Italia. Nel 2024.
È normale?

Cosa vuoi che sia… so’ ragazzi…

Così muore una democrazia.
Lentamente, una goccia alla volta. E quando ci decideremo ad aprire gli occhi sarà troppo tardi per rimediare.

14.5.2024

Mala Tempora Currunt

Cara Luana

Era ora di pranzo quando due carabinieri suonarono alla porta di casa. Tua madre Emma chiese subito se si trattava di te. E quando uno di loro, con il volto afflitto, le disse che avevi avuto un brutto incidente, lei si rifiutò di aprire la porta, non volle crederci.

“Luana è sul lavoro” – pensò – “non può esserle accaduto nulla”.

Poi furono urla e disperazione.
Che ancora il quartiere ricorda.

Sei stata inghiottita e stritolata da un macchinario della fabbrica nella quale lavoravi: un orditoio che qualcuno aveva manomesso, affinché producesse alla massima velocità, senza le adeguate protezioni.

Avevi ventidue anni ed un bambino di cinque.

Per questo motivo tua madre ha chiesto allo Stato italiano di introdurre il reato di omicidio sul lavoro. Perché quando qualcuno abbassa consapevolmente i livelli di sicurezza, non si tratta di una tragica fatalità, di un incidente, di un caso, ma della scommessa infame sulla vita di un lavoratore.

Come era prevedibile, il nostro Ministro della Giustizia ha già dichiarato di essere contrario.

Sei venuta a mancare il 3 maggio del 2021. Da allora, in Italia non è cambiato nulla: tre lavoratori continuano a morire ogni giorno sul posto di lavoro. Più di mille morti ogni anno, da più di 30 anni.

Perché la sicurezza è un ritardo, un impiccio, un costo, che il sistema Italia non è disposto a pagare.

4.5.2024

Povera vita mia
❤️

Storia di una piccola renna

Baby Reindeer (piccola renna) è titolo della (mini)serie televisiva che sta ottenendo grande successo in questi giorni su Netflix. Si tratta di una storia autobiografica di abuso e stalking, scritta ed interpretata con maestria da Richard Gadd.

L’ho vista in questi giorni e ne consiglio vivamente la visione a tutti.

Perché Baby Reindeer affronta l’argomento dello stalking – un tema parecchio delicato – con grande sensibilità e altrettanta originalità. Mettendo in scena, con impareggiabile dettaglio, i meccanismi psichici che legano la vittima di abusi al suo carnefice.

Lo fa con una precisione sconcertante. A tratti crudele. Senza concedere nulla alla nota valanga di luoghi comuni che affollano i film ed i libri sul tema. Conservando la giusta empatia e la dovuta carità per la vittima.

Baby Reindeer squarcia il velo dell’ ipocrisia, costringendo tutti ad una profonda riflessione sulle cause e sulle conseguenze della violenza – fisica e psicologica.

Il messaggio che veicola è un pugno nello stomaco. Ma anche un invito a tutte le persone che sono (state) vittime di violenza. Non isolatevi, non vergognatevi, non colpevolizzatevi.

Sono molteplici ed imprevedibili, le conseguenze perverse degli abusi.

Abbiate cura di voi.
Abbiate il coraggio di cercare aiuto.

29.4.2024

Nessuno si salva da solo