Unità per noi

Abbiamo vinto in Umbria e in Emilia Romagna. I commenti di tanti elettori del centro sinistra sono stati di questo tenore: “eh ma questa non è vera sinistra”; “comunque hanno votato in pochi”; “si tratta di regioni rosse”.

Ora, a parte il fatto che l’Umbria è stata riconquistata, mai come in queste occasioni appare chiara la grande differenza che separa l’elettorato di destra da quello di sinistra.

In due anni di governo ne abbiamo viste di tutti i colori: gente indagata per reati di ogni tipo; amanti, parenti e amici che fanno carriera alla faccia del merito; dichiarazioni imbarazzanti e silenzi ancor più imbarazzanti sul fasc*smo.

Il vuoto pneumatico in tema di sicurezza (sul lavoro), scuola e sanità.

Investimenti ingenti in progetti del tutto inutili – come il ponte sullo stretto o i centri di prima accoglienza in Albania. Il settore dei trasporti paralizzato…

Di fronte a tutto questo, loro sono rimasti impassibili, uniti, compatti. Mai una polemica, un passo indietro, un tentennamento. Tutti schierati con Giorgia: nessuno si dimette, nessuno ammette di avere mezza responsabilità, funziona tutto alla grande.

Noi, invece, anche nella vittoria – figuratevi nelle sconfitte – ci teniamo a parlare male di noi stessi, a dividerci, a fare autocritica. Siamo “consapevoli”?

No, siamo stupidi. Non abbiamo ancora capito le regole del gioco, non abbiamo compreso che il sistema è binario.

Il PD ed MS5 sono alternativi ad una destra reazionaria, arrogante e nostalgica, che sta facendo e farà danni gravissimi al Paese.

È così difficile da capire?

Se vuoi rimboccarti le maniche per costruire la “vera sinistra”, sei libero di farlo.

Io sono con te.

Ma fino a quando non lo farai, abbi la compiacenza di tacere, andare a votare ed aiutarci concretamente a resistere.

20.11.2024

Ora e sempre.
❤️

Il viaggio di Céline.

“Viaggio al termine della notte” – di Louis Ferdinand Céline – è un capolavoro della letteratura mondiale che non può assolutamente mancare nella vostra biblioteca.

Pubblicato per la prima volta nel 1932, è stato giustamente definito “lo scandalo del secolo”, perché pochissimi altri romanzi hanno saputo anticipare, cogliere ed esprimere altrettanto bene il più profondo spirito del Novecento.

“Viaggio al termine della notte” racconta le mille peripezie di Ferdinand Bardamu, che, nel volgere di quindici anni, attraversa i campi di battaglia della prima Guerra mondiale, le colonie africane, le fabbriche americane e gli ospedali psichiatrici francesi.

Lo fa grazie ad un impareggiabile flusso di coscienza, consentendo al lettore di assumere la mente del protagonista come punto di vista privilegiato sul mondo.

Lo sguardo cinico, disilluso ed allucinato di Ferdinand vi mostrerà l’orrore della guerra, la sconfinata miseria degli uomini, la lotta per la sopravvivenza del proletariato suburbano americano ed europeo.

Colmo di inaspettati slanci poetici, non privo di (auto)ironia, “Viaggio al termine della notte” è Letteratura con la L maiuscola. Le discutibili idee politiche del suo autore mi lasciano del tutto indifferente. Peraltro, si tratta di posizioni successive alla stesura del romanzo – e chiaramente contraddittorie con l’antimilitarismo molto ben espresso dal libro.

Il Romanzo è un capolavoro ed esige di essere letto, riletto, assaporato e compreso fino all’ultimo rigo.

Questo è tutto.

Dieci piccoli passi

Arriva un momento, nella vita, in cui pensi di aver comprato troppi libri che non leggerai mai. Ovviamente, questo pensiero non ti impedisce di comprarne di nuovi.

Così, anno dopo anno, i libri prendono lentamente possesso della casa e la “lista delle cose che prima o poi devo assolutamente leggere” ti spaventa e ti blocca.

Non puoi fare altro che pensare ad essa, commiserando te stesso per il poco tempo che hai da dedicare alla lettura.

Il lavoro, la famiglia, la salute, il lavoro… tante cose, drammaticamente urgenti, ti hanno sottratto le ore che avresti dedicato volentieri a finire – o ad iniziare – quel libro che vorresti tanto (ri)prendere in mano.

Se solo avessi il tempo.

La buona notizia è che bastano 10 pagine al giorno, tutti i giorni, per consolidare una sana abitudine ed ottenere ottimi risultati.

Se tu iniziassi oggi, in un solo anno potresti aver letto o riletto una nutrita lista di capolavori della letteratura mondiale. Come, ad esempio:

Viaggio al termine della notte;
Lolita;
Shining;
Lo straniero;
Kafka sulla Spiaggia;
Domani nella battaglia pensa a me;
Fiesta;
Il maestro e Margherita;
L’insostenibile leggerezza dell’essere; Fight Club;
Le ali spezzate.

Dieci pagine sono troppe?
Prova con cinque.

La lettura non è una gara, è una splendida abitudine, bastano poche pagine al giorno per mettersi in moto e (ri)prendere il vizio.

Trova questo piccolo momento solo per te. Ogni giorno.

Ne hai bisogno, te lo meriti.

Chi non legge vive una sola volta,
chi legge vive mille vite.

PS: Detto ciò, (ri)leggi “fuoco è tutto ciò che siamo” e “l’oceano in una goccia”! Bastano poche settimane ben spese :) ❤️

La foresta silenziosa

“Se un albero cade nella foresta, ma tu non sei lì a sentirlo, emette un suono?” Questo è ciò che recita un celebre Koan Zen. In base alla nostra mentalità occidentale e scientista, si tratta di una domanda assurda, difficile da comprendere.

Certo che enettte un suono!”. Siamo portati a rispondere, che importanza ha che io sia presente o meno?

In verità, si tratta di una domanda sensatissima e profonda.

Siete così sicuri che la realtà esista anche se non vi coinvolge in prima persona? Vi faccio un esempio. Viviamo in un mondo in cui le guerrre, la fame e le epidemie, rappresentano l’inferno quotidiano per milioni di bambini. Tutti lo sappiamo. Cambia davvero qualcosa, per noi? Quel dolore, quella sofferenza, quel lutto, esiste davvero, se accade a migliaia di chilometri di distanza?

Temo di no.

L’etica è un organo di prossimità – insegnava un importante antropologo del XX secolo. Abbiamo la naturale tendenza a preoccuparci solo per le disgrazie che accadono nelle vicinanze, che ci coinvolgono in qualche modo, che ci toccano da vicino.

Per questo motivo possiamo affermare che nel mondo, ogni giorno, crollano fragorosamente intere foreste.

Senza emettere un suono.

Il dono della riconciliazione

“Oggi sono qui davanti a voi come presidente federale tedesco e provo solo dolore e vergogna. Mi inchino dinnanzi ai morti. A nome del mio Paese, oggi, io vi chiedo perdono”.

Con queste parole, Frank-Walter Steinmeir ha iniziato ieri il suo discorso a Monte Sole (Bologna), dove, assieme a Sergio Mattarella, ha onorato la memoria della strage nazista di Marzabotto.

“Che io possa parlare qui, è possibile solo perché voi tutti avete concesso a noi tedeschi la riconciliazione. Che preziosissimo dono!

Viviamo in un momento in cui anche nel mio Paese assistiamo a una recrudescenza delle forze nazionaliste e di estrema destra, che intendono indebolire o minare la democrazia.

Ma io farò di tutto perché i tedeschi onorino il dono della riconciliazione.
Per questo, lotterò ogni giorno”.

Parole davvero esemplari, pronunciate dal Presidente tedesco in italiano, alle quali c’è poco da aggiungere.

Il commosso abbraccio con Sergio Mattarella, al termine, è stato il simbolico abbraccio tra due popoli pronti a lottare contro l’estremismo di destra, nel nome della libertà, della democrazia e della civiltà.

30.9.2024

Ora e sempre.
Resistenza
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