La Vespa Regina.

Bossetti è stato condannato all’ergastolo – anche in appello. Qualcuno dirà: viva la giustizia! Da un certo punto di vista lo dico anche io. Permettetemi però di sollevare qualche piccolo dubbio. A me pare che questo processo si regga interamente sui risultati di una complicatissima perizia. A parte ciò, non c’è lo straccio di una prova. Spero sia davvero il colpevole. Ma tendo a sospettare delle condanne senza arma del delitto, senza un solo testimone, senza un movente certo – ripeto “certo”. Perché fare ipotesi non costa nulla e siamo sempre in tempo. Nel caso di Yara, come nel caso di Chiara Poggi, è tutta una questione di frammenti di DNA… e di indizi… Lo sarebbe stato anche per Meredith, ma ci furono parecchie discussioni sul coltello trovato nella cucina di Sollecito. Soprattutto, in quel caso si ritenne “contaminata” la scena del delitto a causa di molti e maldestri errori investigativi. Insomma, alcune volte inquirenti e periti interpretano con certezza scientifica frammenti di DNA esposti per mesi alle intemperie, altre volte sembra che abbiano a che fare con i fantasmi, ignorano, contaminano o addirittura perdono le prove. Per questo motivo, io non riesco ad essere del tutto soddisfatto per l’esito del processo Bossetti. Spero davvero sia stato lui.

Perché la sicurezza di tutti noi non dipende solo dal fatto che in giro non ci siano criminali, ma anche dal fatto che nessuno possa essere condannato all’ergastolo senza prove.

Ps:  Il DNA è la prova regina solo se il tuo professore di Procedura Penale è Bruno Vespa: la Vespa Regina. Confessio Est Regina Probationum. Il resto è giornalismo.

La verità è sempre pericolosa

Anni fa ero fidanzato con una ragazza parecchio intelligente e di una bellezza unica, ma totalmente, completamente e definitivamente incapace di guidare. Capitava raramente che prendesse la sua macchina, ma quando accadeva passavo letteralmente le pene dell’inferno. Considerato che non metteva la freccia, partiva in ritardo ai semafori ed oscillava paurosamente da una corsia all’altra perché era sempre incerta su quale fosse la giusta direzione da prendere, un automobilista su due le suonava, le faceva i fari o la insultava in qualche modo.

E lei, ogni santa volta attaccava con questa storia “fanno così perché sono una donna, se fossi stata un maschio non si sarebbero mai permessi!”. Fino a quando un giorno non ce l’ho fatta più e ho sbottato: “Perdindirindina, fanno così perché sei un PERICOLO PUBBLICO! Guidi peggio di un principiante ubriaco il primo giorno di scuola guida, il sessismo non c’entra nulla, fattene una ragione!” Ovviamente ne è nata una discussione infinita. Il punto è che uno dei peggiori effetti delle discriminazioni sociali è che le vittime finiscono per vederle ovunque. Considerato che la società è effettivamente razzista, classista e prevenuta, alcune persone rischiano di convincersi che nessuno le giudichi MAI per ciò che effettivamente fanno o non fanno.

Come diretta conseguenza, non tollerano le critiche e si convincono di avere sempre ragione. In questo modo, il pregiudizio realizza due danni: danneggia sia chi non ha colpe sia chi ne ha. Ad esempio, le tantissime donne che sanno guidare devono sopportare di essere giudicate “incapaci a prescindere”, mentre le poche che non sanno guidare hanno una comoda scusa per continuare a mettere la freccia a sinistra, prima di svoltare a destra.

Poi, se per il bene di tutti ti azzardi a dire la verità, ti ritrovi magicamente senza ragazza.

Cialtrone

Il nuovo reato di tortura

Come certamente saprete, da ieri il reato di tortura è finalmente entrato a far parte del nostro ordinamento giuridico. Da oggi sono quindi formalmente perseguibili tutti coloro i quali, in assenza di oggettive e comprovate cause di esclusione della punibilità, reiterano una delle seguenti espressioni ingiuriose e diffamatorie: “quando ti laurei?”, “quando ti sposi?”, “quando fai un figlio?”; inviano quotidiani inviti a giocare a farmville, candy crush et compagnia cantante, condividono dolosamente foto di spiagge caraibiche accompagnate da commenti del tenore di “ciao poveri”, “sole ne abbiamo?” e “lasciatemi qui”; occupano stabilmente la corsia di sorpasso senza superare mai i ventisette chilometri orari, scrivono “pultroppo”, “salciccia” e “se io avrei” o mettono il bacon nella carbonara.

La pena è aumentata di un terzo in caso di “università della strada”, “scrivi amen e condividi” e “insegna agli angeli a”.

Ergastolo senza passare dal via
per tutti coloro i quali, pur essendo stati esplicitamente diffidati, chiedono insistentemente “a cosa stai pensando?” dopo essersi carnalmente congiunti con la vittima.

Sono finiti i tempi belli.
Da oggi pagherete tutto.
Cialtroni

La Classifica Delle Più Urgenti Riforme Del Codice Penale

Le dieci più urgenti riforme del codice penale italiano. 
10) Foglio di via immediatamente esecutivo per chi commenta un post dopo aver letto solo le prime due parole e averne compresa (forse) una.

9) Sei mesi di scuola serale per chi diffonde consapevolmente le parole “buongiornissimo”, “apericena” e “kaffè!!!!”

8) Interdizione perpetua dai social network per chi chiede un amen per disabili e malati, per chi sa che nessuno leggerà fino in fondo e per chi copia e incolla – ma non condivide.

7) Revoca della licenza media per chi si salva da un infarto tossendo, per chi protegge la propria privacy fidandosi del Trattato di Roma e per chi l’ha sentito su CANALE 13.

6) Obbligo di giustificazione – e di presentarsi accompagnati dai genitori – per chi va a caccia di balene farlocche abboccando ai servizi di “le Iene”.

5) Sei mesi di pasta scotta per i possessori di Smart che illudono il comune cittadino parcheggiando alla “ti sarebbe piaciuto che qui ci fosse stato un posto libero per te, vero?”.

4) Amputazione del pollice destro per reiterato abuso di “SEMPLICEMENTE NOI”, “ne abbiamo” e “può solo accompagnare”.

3) Fustigazione – e dodici giorni di gogna in pubblica piazza – per chi abitualmente – e senza valida giustificazione – visualizza, ma non risponde, invia trentasei messaggi di una parola e mezzo ciascuno o registra messaggi vocali mettendo la mano sul microfono (cosiddetto “uso improprio di WhatsApp”).

2) Interdizione dai pubblici uffici per chi assiste abitualmente a spettacoli di chiara perversione e degrado morale: Uomini e Donne, Dalla Vostra Parte, BARBARA D’URSO.

1) Deportazione coatta in Siberia per i “sono ignorante in materia, ma”. Ma niente. Se non sai una cosa stai zitto, e studia.
Centodiciotto mesi di lavori forzati ad Alcatraz per i persecutori di “perzone falze” che minacciano pulizia contatti. O peggio ancora di chiudere il profilo.

Trattamento Psichiatrico Coatto: “Saluda. Andonio”.

State Fuori Dalle Nostre Strade.

Cari amici,
il mio ultimo post sui guidatori che occupano stabilmente la corsia di sinistra (senza mai superare i  37km/h), ha ottenuto molti consensi e scatenato una interessante discussione su quali siano i peggiori automobilisti e/o utenti delle strade. Vi propongo, di seguito, la classifica definitiva.

Al decimo posto: quelli che attraversano in diagonale.
È vero, potete attraversare come volete perché tanto il “pedone ha sempre ragione”, ma siete sicuri che avere ragione sia poi così importante, da morti?

Al nono posto: quelli che scrivono sms mentre guidano.
Se proprio volete rovinare la vita degli altri con la scrittura fatevi assumere da un giornale scandalistico. Se invece siete semplicemente stanchi di vivere, dovreste cortesemente evitare di mettere nei guai altre persone.

All’ottavo posto: quelli che si attaccano al paraurti della tua auto perché non stai andando a 220 km/h.
Ora che vi siete avvicinati tanto e avete letto il numero di matricola sul telaio, credo che potreste anche fare un piccolo sforzo ulteriore e darmi un bel bacino sul portabagagli.

Al settimo posto: i possessori di Smart.
Cerchi parcheggio per sei ore e poi – per colpa delle loro odiosissime Smart – ti ritrovi come i Jalisse dopo aver vinto San Remo: pensavi di aver svoltato, ma sei rimasto con un pugno di mosche.

Al sesto posto: quelli che guidano a sinistra a 37 km/h
Gentili amanti dei 37km/h, ci rendiamo conto che vi piace osservare il panorama mentre trasportate le vostre preziose e delicatissime uova di struzzo, inoltre, riconosciamo che avete tutto il diritto di creare una processione funebre per la prematura dipartita del vostro carissimo criceto Willy, vi pregheremmo, tuttavia, di farlo rispettando il codice della strada: spostatevi – nella – maledettissima – corsia – di – destra.
Non costringeteci, ogni volta, a rifarvi la pettinatura con il clacson. Che non è mai bello.

Al quinto posto: quelli che guidano al centro esatto della carreggiata.
Va bene essere “democristiani dentro”, ma a tutto c’è un limite. Siete come il proverbiale ego di Vittorio Sgarbi: occupate davvero troppo, troppo spazio.

Al quarto posto: quelli che mettono la freccia a destra, ma si spostano leggermente a sinistra mentre guardano lo specchietto retrovisore al centro dell’abitacolo.
Immagino che lo facciate per la privacy. Ad ogni modo, potreste cortesemente tirate giù il finestrino e urlare dove diavolo intendete spostarvi, magari riusciamo a salvare delle vite.

Il podio

Al terzo posto: quelli che non mettono la freccia.
Ma sì, bravi, puntate tutto sull’effetto sorpresa… vedrete che sorpresa…

Al secondo posto: quelle che si truccano mentre guidano.
Ottima idea: sarete le più belle del reparto “grandi traumi”.

Al primo posto: quelli che bevono e guidano.
Su questo argomento mi piace ricordare una perla di grande saggezza che ho letto su di un cartello appeso in un pub: “non guidare, ricordati che devi bere”. Scherzi a parte,  gli inglesi dicono: don’t drink and drive, smoke and fly – non bere e guidare, fuma e vola.

Menzione d’onore.
I ciclisti che viaggiano affiancati  – a gruppi di sei -per chiacchierare.
Credo che ogni commento risulterebbe superfluo.

Premio della critica.
I parcheggiatori abusivi.
Siete inutili e dannosi – come il parmigiano sulla pasta col tonno.