Fratelli d’Italia cura i “deviati”

Giorgia Meloni ha dichiarato di voler combattere le “devianze giovanili” grazie allo sport ed il suo partito ha pensato bene di chiarire il concetto elaborando un elenco esemplificativo – poi più volte ritoccato.

Abbiamo così scoperto che, secondo Fratelli d’Italia, eterogenee forme di dipendenza e disagio psichico – come l’alcolismo, la ludopatia o l’anoressia – possono essere fantasiosamente accomunate al bullismo (?!!).

Abbiamo capito che per Fratelli d’Italia l’obesità è una “devianza” al pari delle baby gang (!!?).

Ma soprattutto abbiamo saputo che il loro programma politico prevede che l’anoressica e l’alcolista vengano curati dallo Stato con lo sport.

Il che denota:
1) una mostruosa ignoranza in tema di disagio e devianza giovanile;
2) l’arroganza di un partito che vuole “normalizzare” e “curare” i giovani “deviati”, mandandoli in palestra – non da un professionista della salute mentale.

Queste sono le premesse.

Immaginate cosa potrebbero combinare al Governo del Paese.

23.8.2022

Fratelli d’Italia cura i “deviati”.

La sicurezza delle armi

sono stati uccisi ieri, in una scuola elementare del Texas. L’assassino, un ragazzo di diciotto anni che prima di uscire di casa aveva sparato alla nonna, è stato a sua volta ucciso dalla polizia.

Dieci anni dopo la strage di Sandy Hook, l’America deve fare i conti con un altro drammatico e inspiegabile massacro in una scuola elementare.

Avrà motivo di riflettere il Governatore del Texas, antiabortista, “difensore della vita”, conservatore di ferro, che, un anno fa, con il sostegno dell’intero partito repubblicano, ha autorizzato i texani a girare armati senza alcun bisogno di una licenza.

Speriamo che riflettano anche quei politici italiani che, ormai da qualche anno, stanno flirtando con il mercato delle armi. Quelli che pensano di aumentare la sicurezza del Paese consentendo ai cittadini di “difendersi” senza dover mai subire un processo.

L’esperienza americana dimostra che armare i cittadini significa peggiorare drammaticamente la sicurezza di un Paese.

Il mercato impone le sue regole, i politici non si fanno scrupoli ed a farne le spese sono sempre i più deboli e indifesi.

25.5.2022

Libera Nos A Malo
[Liberaci dal Male]

La Seconda Repubblica

(Palermo) – Esattamente trent’anni fa, alle ore 17:57, 500 chilogrammi di tritolo detonarono sulla A29, togliendo alla vita il Magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie, Francesca Morvillo, anch’essa Magistrato, e gli Agenti della scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo.

L’Italia piombò così in un incubo: la mafia alzava la testa e sfidava lo Stato senza paura: avanzava richieste, sanzionava presunti tradimenti, cercava disperatamente nuove intese. Per questo motivo trasformava il territorio italiano in territorio di guerra, inaugurando, con la strage di Capaci, la stagione delle bombe.

Negli anni successivi, quando il potere trovò un nuovo e definitivo assetto, la mafia mise da parte le bombe, lasciando la netta impressione di non essere affatto scomparsa, ma di aver semplicemente stipulato l’accordo giusto, il patto più conveniente e proficuo, con chi di dovere.

Se non ne siete convinti, vuol dire che avete bisogno di ripassare la cronaca giudiziaria sui rapporti tra potere politico e potere mafioso – una storia drammatica e, di per sé, parecchio eloquente.

23.5.2022

Sono passati trent’anni dalla morte di Giovanni Falcone e questo Paese ha ancora un disperato bisogno di eroi.

La Festa divisiva

Non è vero che oggi è la festa di tutti.

Non è festa per i mafiosi, per i camorristi, per i membri delle logge massoniche deviate. Non è festa per quelli che evadono le tasse, inquinano i fiumi, costruiscono abusivamente edifici di sabbia.

Oggi non è la festa dei furbetti del cartellino, dei compagni di merende, degli imprenditori che ridono soddisfatti dopo un terremoto. Non è la festa dei politici corrotti e dei loro mille corruttori. Di chi non va a votare “tanto sono tutti uguali”.

Soprattutto, non è la festa di quelli che si professano orgogliosamente “fascisti” e tendono fieri il braccio, in segno di saluto.

Il 25 aprile è festa per chi ama questo Paese, la sua cultura, la sua arte e la sua Costituzione.

È la festa di una fragile Democrazia nata grazie al coraggioso sacrificio dei nostri avi. Rispettiamola e difendiamola, tutti i giorni.

È la cosa più bella che abbiamo, la nostra unica e preziosa speranza di un futuro migliore.

25.4.2022

Viva l’Italia, viva la Democrazia,

viva la Resistenza
❤️

Ignoranza e censura

Io la vedo così.

1) Rachmaninov, Dostoevskij, Čechov e Kandinskij non hanno nulla a che fare con il conflitto in Ucraina: è scandaloso che qualcuno possa solo pensare di mettere all’indice la musica, la letteratura e l’arte russa come ritorsione per le scelte di Putin. Peraltro, censurando la cutura russa, stiamo offrendo a questa persona il ruolo della vittima – e non mi pare davvero il caso.

2) Se in Italia ci sono studiosi che hanno idee diverse dagli altri sul perché sia nata la guerra, devono avere il sacrosanto diritto di esprimerle. Senza destare alcuno scandalo o protesta.

Considerato che in questo Stato civile e democratico anche all’ultimo dei terrapiattisti no-vax è stato offerto un microfono, mi sembra assurdo che qualcuno pensi di censurare le opinioni di Alessandro Orsini, direttore dell’osservatorio sulla sicurezza internazionale dell’Università LUISS, solo perché non sono allineate a quelle di tutti gli altri.

Specifico che ho sentito con le mie orecchie (più volte) Orsini condannare “senza se e senza ma” l’invasione russa e mi spingo sino a dire che persino ove non la condannasse – e non è il caso – dovrebbe essere libero di esprimere queste sue idee – che chiaramente non condividerei.

Ancor di più, aborro l’idea che l’occidente possa mettere all’indice libri o boicottare grandi artisti sulla base di considerazioni meramente contingenti e chiaramente politiche.

Mi fa paura l’idea che una democrazia pensi di censurare opinioni scientificamente fondate, peraltro espresse in maniera educata e rispettosa.

26.3.2022

Io la vedo così