Fratelli e Compagni

(Mestre) – Giacomo Gobbato è un tatuatore ed un musicista, al centro sociale Rivolta è amato e stimato da tutti. I suoi tanti amici lo chiamano Jack.

Venerdì sera, dopo essere stato ad una festa con suo padre, sente le grida di una donna ed assieme al suo amico Sebastiano accorre in suo aiuto.

Quando arrivano sul posto, vedono un uomo picchiare brutalmente una donna e sottrarle lo zaino.

Giacomo e Sebastiano si lanciano all’inseguimento del rapinatore. Ne nasce una colluttazione. L’aggressore tira fuori il coltello, ferisce Sebastiano ad una gamba e colpisce ripetutamente Giacomo all’addome. Causandone la morte.

In un mondo dove regnano l’egoismo e l’indifferenza, Giacomo è morto per i suoi alti ideali di giustizia e solidarietà. Ha perso la vita per difendere una sconosciuta. Non ha voltato il viso dall’altra parte.

Questa è la lezione.

Quando il compagno della donna aggredita ha detto a Sebastiano: “mi dispiace tanto, avrei voluto essere sul posto per difenderla”, il ragazzo lo ha abbracciato e gli ha sussurrato in un orecchio: “non ti dare colpe, siamo tutti fratelli”.

Credo che non ci sia altro da aggiungere.

23.9.2024

Riposa in pace, Giacomo, giovane uomo, eroe, esempio.
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Illegittima difesa

(Viareggio) – Said Malkoun è un clochard, uno straniero senza fissa dimora che vive di espedienti.

Una sera commette l’errore più grave della sua vita: rapina Cinzia Dal Pino della sua borsetta – la donna, 65enne, è titolare di un noto stabilimento balneare.

Dal Pinto lo insegue con il suo suv. Lo investe, fa più volte marcia indietro infierisce sul corpo di Said, schiacciandolo contro una vetrina.

Poi, scende, recupera la sua borsetta e se ne va. Lasciando a terra il corpo senza vita del ladro.

Quando gli investigatori vedono le immagini restano esterrefatti. Individuano facilmente la donna e la fermano per omicidio volontario. Lei si giustifica così: mi aveva scippato.

La Lega interviene prontamente in difesa dell’assassina. Aggiungendo schifo allo schifo.

Punto primo: chi sbaglia deve pagare in base alle leggi. Nessuno può farsi giustizia da solo. Se salta questo principio, vengono meno le fondamenta stesse della società civile.

La difesa, per essere legittima, deve essere necessaria, contestuale e proporzionata. In questo caso non ricorre neanche uno dei tre requisiti previsti dal codice.

Punto secondo: mi dispiace darti questa brutta notizia: ma la tua sacra borsetta non vale la vita di un’altra persona.

11.9.2024

Restiamo umani

Speculare e Strumentalizzare

Quando fu arrestato Massimo Bossetti perché sospettato dell’omicidio di Yara Gambirasio, il Ministro dell’Interno Angelino Alfano – non un privato cittadino – scrisse sui social network (rileggere bene la frase) “abbiamo individuato l’assassino di Yara”.

Anticipando indecorosamente la condanna di Bossetti – che in quel momento era innocente fino a prova contraria, come tutti i cittadini in attesa di giudizio.

Matteo Salvini – proprio lui! – lo criticò aspramente, perché aveva commentato pubblicamente una vicenda non ancora definita dal punto di vista processuale.

Dopo pochi anni, Matteo Salvini divenne Ministro dell’Interno. Accadde che una rimmigrato fu accusato di aver tentato di stuprare una ragazza ubriaca, di notte, su una spiaggia pugliese

Il ragazzo fu quasi linciato dalla folla, si prese una bottigliata in testa e passò 4 mesi in carcere in attesa del giudizio.

Il Ministro Salvini – non un privato cittadino – commentò la vicenda sui social network (rileggere bene la frase) definendo “bestia” il ragazzo in attesa di giudizio ed i leghisti pugliesi organizzarono ronde per garantire la sicurezza delle spiagge.

Andò a finire che un collegio giudicante di sole donne accertò che l’imputato si era avvicinato alla ragazza, svenuta per l’alcol, al solo fine di aiutarla, senza aver commesso nulla di sessuale o libidinoso, e lo assolse con formula piena, per non aver commesso il fatto.

A queste tristi vicende ho pensato quando ho letto che il Ministro Matteo Salvini – non ho privato cittadino – ha commentato sui social network (rileggere bene la frase) la confessione dell’assassino di Sharon Verzeni, tenendoci a sottolineare che i genitori del ragazzo (a tutti gli effetti cittadino italiano) sono africani e dando ai suoi colleghi di partito occasione per attaccare lo jus scholae (che in questa vicenda c’entra davvero come i proverbiali cavoli a merenda).

Da umile giurista, sogno un Paese in cui i politici.- ed in particolar modo i Ministri – evitano di twittare le loro sguaiate opinioni su persone ancora in attesa di giudizio – ledendone gravemente i diritti e mettendo in grande imbarazzo l’intero sistema della Giustizia.

Da umile cittadino democratico, mi piacerebbe che la Lega e gli altri partiti del centro destra la smettessero di gettarsi come avvoltoi sulla cronaca nera, per capitalizzare in termini elettorali vicende drammatiche, dolorose e delicatissime.

Come accadde nel caso di Bibbiano – quando, l’attuale Presidente del Consiglio pensò bene di farsi ritrarre nella gloriosa foto che vedete qui sottto.

L’estate sta finendo

Siamo alle battute finali. Il governo supererà con grande difficoltà l’inverno e certamente non arriverà alla fine della legislatura.

Ma non cadrà per colpa dei governi precedenti, delle toghe rosse, “der Piddi e de Conte” o dell’Europa.

Questo governo, sorretto da una maggioranza parlamentare granitica, cadrà esclusivamente per colpa sua.

  1. La Lega ha puntato tutto sull’autonomia differenziata. Molti esponenti di FI e FdI non sono d’accordo, la CEI non è d’accordo, gli italiani non sono d’accordo e la smonteranno col referendum. Stendiamo un velo pietoso sul fantomatico ponte sullo stretto – praticamente, una barzelletta.
  2. FI ha battezzato la “riforma della giustizia” che in realtà è una riforma della magistratura (la differenza è abissale, credetemi). L’argomento è delicato. La riforma andrebbe quantomeno discussa e concordata con i diretti interessati. Invece, questo governo ha fatto tutto da solo indispettendo l’Associazione Nazionale Magistrati (come direbbe Borghese, ammiccando alla telecamera: non è un buon inizio). Detto ciò, gli eredi Berlusconi mandano continui segnali di insofferenza e Tajani chiede da un mese lo ius scholae – facendo imbestialire Salvini.
  3. FdI ha investito tutte le sue energie su tre fronti, rimediando sconfitte e figuracce: ha rivoluzionato la RAI (radendo al suolo gli ascolti); ha iniziato a costruire costosissimi ed inutili centri di accoglienza in Albania; ha gettato le basi per il premierato. Una riforma della quale non interessa nulla al 70% degli italiani, mentre il restante 30% è contrario.

Una riforma costituzionale che nessuno vuole mettere nelle mani degli eredi del Movimento Sociale Italiano e della sua fiamma.

Totale. Il governo cadrà perché i partiti di maggioranza si sono impegnati in progetti inutili e costosi (il ponte o gli hub in Albania); fortemente osteggiati da altri poteri democratici, dagli altri membri della maggioranza o dai cittadini (la riforma della magistratura e l’autonomia differenziata); tesi solo ad aumentare il potere dello stesso governo a scapito di magistratura e parlamento (il premierato).

In due anni di maggioranza schiacciante non hanno fatto assolutamente nulla per il paese e le sue emergenze.

Nulla per la sanità, nulla per le carceri, nulla per la sicurezza di donne e lavoratori. Hanno pensato solo a spartirsi il potere. Ora, i nodi stanno venendo al pettine.

Cari Giorgia e Matteo, iniziate a preparare il trasloco.

L’estate sta finendo.

Una vicenda davvero esemplare

(Genova) Jacopo ha 11 anni e vorrebbe tanto che suo padre gli comprasse un paio di scarpe da 400 euro. Quando avanza la richiesta, il genitore non batte ciglio, ma gli propone di lavorare nella vigna di famiglia per guadagnarsi i soldi necessari a comprare le scarpe.

L’intento del padre è di far capire a Jacopo quanto tempo e quanto sudore ci vogliono per comprare le scarpe, ovvero, di fargli capire il valore dei soldi.

Così, il ragazzo lavora per diversi mesi nella vigna, riuscendo a mettere da parte ben 1200 euro.

Tuttavia, alla fine di questa esperienza, Jacopo rinuncia a comprare le scarpe e decide di donare tutto all’ospedale Gaslini di Genova – dove è stato ricoverato per due volte – come gesto di riconoscenza e di solidarietà.

Ecco una vicenda di (stra)ordinaria educazione e civiltà sulla quale dovremmo riflettere bene. Una storia esemplare in un mondo di egoismo, capricci e maleducazione.

Responsabilità, lavoro, solidarietà. Questa è la bussola che dobbiamo assolutamente recuperare, se vogliamo evitare il disastro.

5.7.2024

Bravo Jacopo!
110 e lode
❤️