La nostra libertà di dire “pace”.

Viviamo in un Paese in cui se una persona si dichiara a favore della pace viene immediatamente accusata delle peggiori nefandezze.

Non c’è nulla di sporco nel chiedere il fermate il fuoco, nulla di sbagliato nello schierarsi dalla parte dei più deboli, nel pretendere la fine della guerra.

Ma teleMeloni, a quanto pare, non lo consente.

E così, Mara Venier ieri ha letto uno scandaloso comunicato a nome della RAI in cui ha espresso una inaccettabile presa di distanza nei confronti di Ghali.

Perché in questo Paese non puoi più dichiarare pubblicamente che sei antifascista (ricordate cosa è accaduto alla Scala?), pronto ad accogliere i migranti o contro la guerra.

La libertà di espressione del pensiero è un retaggio del passato.

I mezzi di comunicazione di massa sono ostaggio di una politica miope, nostalgica e sanguinaria.

12.2.2024

Resistere Resistere Resistere

Il Paese degli irresponsabili

Una cosa che non mi piace di questo Paese è il vittimismo sempre più radicato e diffuso. Sta diventando lo sport nazionale.

Chiunque venga criticato, in qualsiasi modo venga criticato, da chiunque venga criticato, si mette a piagnucolare, gioca a fare la vittima e per l’opinione pubblica passa automaticamente dalla parte della ragione.

Ma se hai un ruolo, se hai potere, visibilità ed incarichi, devi essere pronto ad accettare anche i fischi. Devi accettare le critiche espresse senza volgarità, odio e cattiveria.

Mi rifiuto di pensare che l’unico modo per dibattere pubblicamente di qualcosa sia ormai quello di tessere lodi sperticate di tutto e tutti (così nessuno si lamenta).

Un Paese di ebeti che sorridono e battono le mani.

Questo non è un dibattito pubblico civile, è la fine del dibattito pubblico, Il più becero populismo travestito da antidoto al populismo.

La faccia “petalosa” della decadenza.

Un suicidio ogni due giorni

(Roma) – Un ospite del CPR di Ponte Galeria si è tolto la vita, impiccandosi ad una grata.

Aveva solo 22 anni e si sentiva tanto solo.

Questo gesto estremo ha scatenato l’ennesima rivolta al CPR di Ponte Galeria, un luogo ben noto per le sue tante criticità, già teatro di suicidi e scontri in passato.

Al punto che Ilaria Cucchi aveva visitato la struttura negli scorsi mesi, documentando, grazie ad una videocamera nascosta, le condizioni disumane in cui versano i suoi ospiti e presentando un esposto in procura.

Nel mentre, nelle carceri italiane registriamo un suicidio ogni due giorni dall’inizio dell’anno.

Chiediamo dunque al governo di smetterla con la propaganda e di iniziare a fare qualcosa di concreto per migliorare la condizione in cui versano i reclusi e gli stranieri trattenuti nei CPR.

Da qualsiasi luogo e da qualsiasi passato provengano, non possiamo continuare a spingerli al suicidio, voltando con disinvoltura la testa dall’altra parte.

Sono uomini e donne come noi, non meritano davvero di essere trattati così, come se fossero oggetti, peggio degli animali.

5.2.2025

Restiamo umani.

Salviamo Ilaria

(Budapest) – L’hanno portata in aula come un cane, trascinata dal guinzaglio tenuto dalle guardie penitenziarie, con le manette strette ai polsi e alle caviglie.

Così è iniziato il processo di Ilaria Salis, la maestra milanese che da circa un anno è detenuta in Ungheria a seguito di una manifestazione antifascista.

Ilaria è accusata di aver aggredito due neonazisti, immediatamente dimessi dal pronto soccorso con una prognosi di pochi giorni, ma non c’è lo straccio di una prova, gli atti d’indagine non sono stati tradotti e gli avvocati di Ilaria non hanno ancora potuto visionare i filmati che ne proverebbero la colpevolezza.

La nostra concittadina sta trascorrendo la detenzione in condizioni disumane, tra topi e scarafaggi, rinchiusa in una cella di massima sicurezza.

Considerato che Salvini e Meloni intrattengono ottimi rapporti con il premier ungherese Orbán, sarebbe bello se il governo italiano pretendesse il rispetto dei diritti umani per una sua cittadina – che viene palesemente umiliata e maltrattata ormai da un anno in un paese straniero.

30.1.2024

Chissà per quale motivo non hanno ancora fatto nulla.

Forza Ilaria, siamo tutti con te.
❤️

Un maschio normale ci prova, e tradisce la fidanzata.

(Terni) – Ieri Bandecchi ne ha combinata un’altra delle sue.
Durante il Consiglio Comunale, nel corso di una discussione sulla violenza di genere, il Sindaco ha candidamente affermato:

Un uomo normale guarda il bel cu*o di una donna e forse ci prova anche. Poi se ci riesce ci trom*a.…Tutti gli italiani maschi mi hanno capito, almeno quelli normali e per normali intendo sani di mente. E tutte le femmine normali“.

Il Sindaco ha inteso così rispondere ad una consigliera che l’aveva criticato per la frase:

Chi non ha mai tradito la fidanzata non è normale“.

Dichiarazioni di questo tenore le puoi forse fare al bar, con gli amici, quando hai bevuto troppo. Forse. Se hai una certa visione del mondo e proprio non riesci a contenerti. Non le puoi di certo fare come primo cittadino, pubblicamente, nell’espletamento delle tue funzioni.

Solo per ricordarvi di chi stiamo parlando: ad agosto, il Sindaco ha pubblicamente minacciato un consigliere che aveva osato disturbarlo durante un discorso (“Ti faccio saltare tutti i denti!”); mentre pochi giorni fa, in RAI, quando una deputata del M5S lo ha interrotto, ha commentato con un inqualificabile “La signora va abbattuta”.

La cosa peggiore, in queste disdicevoli vicende, non è tanto e solo il contegno del Sindaco, quanto il consenso popolare del quale gode.

Prova che una larga parte di questo Paese adora l’aggressività verbale, considera l’educazione come un indizio di debolezza, si sente rappresentata da chi usa la parola “normale” come se fosse una clava.

Questo è ciò che più mi spaventa: il clima che si respira in Italia da quando le destre hanno vinto le elezioni. Un tempo certi personaggi avevano il pudore di nascondere le proprie idee, oggi invece fanno i proclami, urlando ai quattro venti, baldanzosi e fieri come non mai.

Stiamo viaggiando in retromarcia sulla strada dell’evoluzione.

23.1.2024

Mala Tempora Currunt