Combattere la dipendenza

Chi più chi meno, tutti soffriamo di una dipendenza della quale faremmo volentieri a meno: c’è chi esagera con l’alcol, chi beve troppi caffè, chi non riesce a smettere di fumare o scommettere sugli eventi sportivi.

L’errore più grande che possiamo commettere è convincerci che la sostanza di abuso o il comportamento disfunzionale siano il problema.

Partono così le crociate contro l’alcol, la cannabis o la cocaina; vengono demonizzati il gioco d’azzardo, lo shopping o i social network perché “danno dipendenza”.

In realtà, la sostanza non è il problema.

È la soluzione (sbagliata) che le persone trovano per i loro problemi.

Per chiarire il concetto, vi racconto un significativo esperimento condotto in questo ambito: i ricercatori hanno studiato il comportamento di due cavie.

Un topolino era chiuso in una gabbia con altri esemplari della stessa specie e aveva tanti giochi e rompicapo con cui passare il tempo. L’altro, invece, era rinchiuso in una gabbia vuota. In entrambe le gabbie erano presenti cibo, acqua e una sostanza psicotropa.

Entrambi i topolini hanno assaggiato la sostanza. Il primo ha continuato a condurre normalmente la sua vita, recandosi solo saltuariamente al contenitore con la sostanza. Il secondo, invece, ha sviluppato una fortissima dipendenza, andando incontro a violente crisi di astinenza quando i ricercatori evitavano di riempire il contenitore.

La sostanza non è il problema.

È una variabile importante all’interno di un’equazione più complessa.

Se improvvisamente sparisse tutto il vino dalla faccia della terra, gli attuali alcolisti fumerebbero dieci pacchetti di sigarette al giorno; se sparisse il tabacco, affogherebbero nel caffè.

La sostanza non è il problema.


La prova lampante è che milioni di persone, nel mondo, fanno regolarmente uso di alcol, caffè o tabacco senza mai abusarne.

Per combattere la dipendenza, devi affrontare il malessere che ti induce all’autodistruzione.

La dipendenza ti priva della libertà e della felicità, minando seriamente la tua salute fisica e mentale.

Inoltre, può provocare ingenti danni alle persone che ti vivono accanto.

Se ne soffri, o temi di soffrirne, cerca l’aiuto di un professionista della salute mentale (psicologo, psicoterapeuta o psichiatra). Saprà ascoltarti e consigliarti per il meglio.

22.1.2025

Diffondiamo cultura e consapevolezza

La solitudine dei numeri uno

Nulla isola le persone più del successo. Gli altri sono disposti a “perdonarci” praticamente tutto, tranne il fatto di aver ottenuto un risultato, per impegno, talento o fortuna.

Non a caso, molti uomini di successo conducono una vita triste, umanamente misera e priva di soddisfazioni.

“La solitudine dei numeri uno”, cantava Fabri Fibra, giocando con il titolo del celebre romanzo, tanti anni fa.

Ed è esattamente così che funziona.

L’invidia è peste.

Non c’è neanche bisogno di raggiungere chissà quale traguardo nella vita. Basta anche solo comprare una macchina nuova, ottenere il sudato aumento, trovare finalmente un(a) compagno/a, per scatenare in qualcuno malcelati sentimenti di odio e ostilità.

Mi ricordo che quando vinsi il concorso di dottorato indetto da La Sapienza, Andrea, un caro amico e compagno di studi, si precipitò a casa mia con una bottiglia di spumante, per brindare insieme.

Tenetevi strette le persone così.

Quelli che non si sentono inferiori, che godono dei vostri successi e vi consolano nella sconfitta.

Allontanate definitivamente e senza rimorsi chi non è in grado di farlo. Non avete bisogno della sua negatività. L’invidia è incompatibile con l’amicizia e ancor di più con l’amore.

Non ci sono alibi o giustificazioni che tengano.

A Fresh Start

Schiaccia questo bottone per resettare la tua vita, ripartire da zero, annullare tutto: errori, rimorsi, rimpianti. Otterrai una pagina bianca, immacolata, dove scrivere la tua storia in bella calligrafia. Con la voglia di fare, la fantasia e l’entusiasmo di tanti anni fa e la consapevolezza che hai oggi.

Sarebbe bello, vero?

Gli americani dicono “to make a fresh start”. Questa idea di iniziare tutto da capo, cambiando lavoro, magari anche Stato di residenza o status civile, è molto più presente nella loro cultura che nella nostra…

La brutta notizia è che la freccia del tempo viaggia a senso unico. Il passato non si cambia. Non c’è davvero modo per tornare indietro.

La bella notizia è che il tasto che vedete nella foto esiste, davvero, nella mente di tutti noi. Perché tutti noi possiamo decidere di cambiare.

Non sto dicendo che sia facile.
Non sto dicendo che sia rapido.

Sto dicendo che si può fare.
Chi vi dice di no, semplicemente, mente.

La cosa più semplice è affogare in un oceano di autocommiserazione e giustificazioni. La cosa più difficile, la più bella, è fare i bagagli, mollare gli ormeggi e partire.

Spero che questo messaggio ti aiuti a cercare dentro di te le energie e la fantasia necessarie per smettere di pensare al passato ed iniziare a scrivere, a partire da oggi, una storia nuova.

Ancora una volta.
Usque ad Finem.
❤️

Il fondo della coscienza

Qualche giorno fa sono stato a cena in un ristorante del centro di Roma, ero in compagnia di alcuni colleghi, tra di loro, c’era anche un vecchio e stimato professore francese, giunto in Italia per un ciclo di conferenze.

Ad un certo punto, uno dei commensali ha proposto un brindisi per la mia recente abilitazione alla professione di psicologo. La notizia ha destato grande interesse. Dopo che la tavolata ha esaurito l’intramontabile sequela di facezie sulla professione di psicologo, il collega francese ha concluso: “io, invece, so leggere i fondi del caffè”.

Era serio. E, lo posso dire con assoluta certezza, non intendeva in alcun modo offendermi.

“Io, invece, so leggere i fondi del caffè”.

Ho pensato di raccontarvi questo aneddoto perché trovo sia parecchio significativo del modo in cui una parte non trascurabile della popolazione considera, ancora oggi, il lavoro dello psicologo.

La psicologia è una scienza giovane, non c’è dubbio, ma, in poco più di un secolo di storia, ci ha insegnato moltissimo sul comportamento e sull’animo umano.

Una moltitudine di ricerche ed esperimenti, validati da rigorosi protocolli internazionali, ci ha consentito di gettare un colpo di sonda nelle profondità della coscienza, aiutando concretamente milioni di pazienti a guarire dal disagio che li affligeva o, “più semplicemente”, a ritrovare la serenità perduta.

Il dato di fatto è che non c’è benessere o salute senza sanità mentale.

Per questo motivo, sarebbe opportuno normalizzare il colloquio psicologico, un check up periodico, anche solo per controllare che sia tutto ok, esattamente come si fa con le analisi del sangue o con il dentista.

In conclusione, amici carissimi, se state passando un periodo complicato, rivolgetevi ad un professionista della salute mentale (psicologo, psichiatra o psicoterapeuta). Saprà ascoltarvi e consigliarvi per il meglio.

Al limite, potrebbe anche offrirvi un ottimo caffè.

Nemo Est Supra Legem

Lo scudo penale per le forze dell’ordine di cui blatera in queste ore il governo è una misura inutile, propagandistica e indegna di uno Stato di Diritto. Nel quale nessuno, mai e per nessun motivo, agisce al di sopra della legge.

Gli scontri di Roma e Milano, che ne giustificherebbero l’adozione, sono stati provocati dal contegno tenuto dalle forze dell’ordine durante un inseguimento in cui un ragazzo di venti anni è stato giudicato colpevole e condannato a m*rte. Prima e a prescindere da qualsiasi processo.

Una cosa letteralmente agghiacciante, degna delle peggiori dittature sudamericane.

Stare dalla parte delle forze dell’ordine significa tutelare i tanti professionisti che svolgono quotidianamente il loro lavoro a favore della collettività, dimostrando eroismo, spirito di sacrificio e fedeltà alla Repubblica.

Non significa difendere chi indossa una divisa qualsiasi cosa faccia. Tantomeno, significa strumentalizzarne la condizione per finalità di populismo elettorale.

Volete più sicurezza sulle strade? Assumete personale, migliorate la preparazione di chi è già in servizio e garantitegli uno stipendio adeguato.

Il resto è fumo negli occhi.

15.1.2025

Nemo Est Supra Legem