Diventa ciò che sei

Non siamo stati messi al mondo per soddisfare le pretese altrui. Vorrei che fosse chiaro a tutti.

Agli studenti che si sentono schiacciati dai paragoni, dalle aspirazioni, dal peso delle aspettative genitoriali; ai single che immaginano di doversi trovare un compagno/a per tranquillizzare i parenti circa la propria “normalità”; a tutti quelli che si rovinano la salute per inseguire modelli di successo, bellezza e potere, falsi ed irraggiungibili.

Non siamo stati messi a questo mondo per essere schiavi dei sogni, delle proiezioni, delle aspettative altrui.

Siamo qui per realizzare la nostra natura, per rendere omaggio alla vita, dando voce alla nostra unica, irripetibile e autentica, identità.

Lasciate che parlino, che domandino, che disapprovano.
Lasciate pure che guardino.

Non è un vostro problema.

Siate ferocemente ciò che siete.
Gettate la maschera.
Difendente a testa alta la vostra anima.

Solo se il vostro cuore sarà radicalmente puro e coraggiosamente libero, sarete compiutamente capaci di amare e degni di essere amati.

La Classifica delle Persone che Amo – 2024

10) Chi si ostina a dire sempre e comunque “buongiorno”, “per favore” e “grazie” – a pari merito con quelli che rispondono quando dici “buongiorno”; “per favore” e “grazie”.

9) Chi ti tende una mano prima che tu sia costretto a chiedere aiuto.

9b.) Gli amici che spostano le montagne, si inventano scuse o tracciano traiettorie impossibili, pur di trovare ancora occasioni per stare insieme – nonostante il lavoro, la famiglia, i soliti impegni.

8) Quelli che leggono i post fino in fondo e si assicurano di aver compreso, prima di commentare con inverecondo odio e infinto risentimento solo perché non hanno notato le virgolette o hanno frainteso il significato di una virgola – già premio Social Network 2018.

7) Chi si prende le proprie responsabilità, evitando di incolpare sempre la sfortuna, gli alieni o “i governi precedenti”, per i propri errori.

6) Le persone che restano in silenzio, mettono da parte il cellulare, ed ascoltano, quando stai provando a dire loro qualcosa.

6b.) Chi ti guarda negli occhi quando brinda, saluta o ti stringe la mano. A pari merito con: Chi ti stringe davvero la mano – invece di porgerti una medusa morta.

5) Le persone che quando incontri il loro sguardo per caso, sorridono – già Premio “magia” 2023.

4) Chi si sforza lungamente e sul serio di comprendere, prima di puntare il dito per giudicare.

4b.) Chi sa perdonare – gli altri e se stesso.

3) Chi fa volontariato; chi rinuncia a qualcosa, fosse anche “solo” il tempo libero, per aiutare gli altri.

2) Chiunque si prenda cura di un bambino che non è suo figlio.

1) Le persone che nel 2024 sanno ancora pronunciare ad alta voce, senza ipocrisie e tentennamenti, la parola “pace”.

Premio Ad Personam

Zerocalcare.

Premio impegno civico

Chi ci crede ancora e si impegna per cambiare le cose, nonostante tutto.

Premio Sanremo

Ghali.

Premio letterario

Chi ha letto, compreso e apprezzato l’oceano in una goccia.

14.2.2024

Buon San Valentino, amici miei,

di vero cuore.

❤️

Il Paese degli irresponsabili

Una cosa che non mi piace di questo Paese è il vittimismo sempre più radicato e diffuso. Sta diventando lo sport nazionale.

Chiunque venga criticato, in qualsiasi modo venga criticato, da chiunque venga criticato, si mette a piagnucolare, gioca a fare la vittima e per l’opinione pubblica passa automaticamente dalla parte della ragione.

Ma se hai un ruolo, se hai potere, visibilità ed incarichi, devi essere pronto ad accettare anche i fischi. Devi accettare le critiche espresse senza volgarità, odio e cattiveria.

Mi rifiuto di pensare che l’unico modo per dibattere pubblicamente di qualcosa sia ormai quello di tessere lodi sperticate di tutto e tutti (così nessuno si lamenta).

Un Paese di ebeti che sorridono e battono le mani.

Questo non è un dibattito pubblico civile, è la fine del dibattito pubblico, Il più becero populismo travestito da antidoto al populismo.

La faccia “petalosa” della decadenza.

Dedizione, (co)scienza ed amore

Un mio caro amico, quando era giovane, ha vissuto un momento di grande difficoltà psichica ed è stato ricoverato presso un reparto di psichiatria.

Da allora, uno psichiatra ed uno psicoterapeuta lo aiutano a combattere contro le voci che lo perseguitano, affollando la sua mente.

Pochi giorni fa, mentre eravamo a cena insieme, si è fatto improvvisamente tutto serio e mi ha chiesto: come pensi di aiutare le persone a guarire, se tu sei sempre stato sano?

La domanda è meno stramba di quanto potrebbe apparire superficialmente. È chiaro che un cardiologo, un fisiatra o un otorino, non curano esclusivamente le patologie delle quali soffrono loro stessi – o delle quali hanno sofferto. Ma è altrettanto chiaro che non si occupano della psiche umana.

Gli ho risposto che il disagio mentale non è una questione binaria, di tutto o di niente, di bianco o di nero, ma è, per lo più, uno “spettro dimensionale”.

Vuol dire che tutti, nella nostra vita, abbiamo sperimentato una forma di dipendenza da qualcuno o qualcosa di nocivo di cui proprio non riuscivamo a fare a meno, fossero anche “solo” i troppi caffè, l’ultimo bicchiere dopo l’ultimo o le sigarette.

Tutti, almeno una volta, siamo tornati sui nostri passi per essere “davvero sicuri” di aver chiuso il rubinetto del gas, la porta di casa o la macchina; tutti abbiamo avvertito la sensazione perturbante di vivere fuori dalla realtà, di non essere noi stessi, di esserci smarriti nel più profondo labirinto dei nostri pensieri.

Ma queste esperienze sono state lievi, passeggere o comunque non così forti da impedirci di “andare avanti”.

La salute mentale non è una faccenda di tutto o di niente, ma una questione di gradi, di intensità. Dove un terapeuta non arriva con l’esperienza diretta, supplisce con lo studio.

E con l’empatia.

Rabbia, Dolore, Paura… i demoni contro cui combattiamo sono sempre gli stessi, dalla notte dei tempi.

Ma nella nostra natura non c’è davvero nulla di così sbagliato, forte e malvagio, da non poter essere accolto, compreso ed infine curato.

Con dedizione, (co)scienza ed amore

1.12.2023

Chi guarda fuori sogna.
Chi guarda dentro si sveglia.

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Escher su Instagram

La parola tedesca Gestalt può essere tradotta in italiano con “buona forma” o “buona organizzazione”. È il nome di una corrente di ricerca psicologica, inaugurata agli inizi del XX secolo da Max Wertheimer, che studia in prima battuta le regole della percezione.

Le ricerche gestaltiche erano certamente note all’artista olandese Maurits Cornelis Escher, i cui capolavori, attualmente in mostra a Roma, prendono chiaramente spunto dalle teorie e dalle leggi della “buona forma”.

Pochi giorni fa sono stato ad ammirare queste opere e devo dire che la mostra mi è piaciuta, ma ho trovato davvero stucchevoli le tante (troppe) installazioni in stile luna park, congegnate per venire incontro alla smania di partecipazione del pubblico contemporaneo (mi riferisco alle stanze ed ai punti del percorso in cui i visitatori vengono esplicitamente invitati a farsi un selfie e che immancabilmente creano una lenta fila tra la folla).

Quando vado ad una mostra non cerco un’esperienza instagrammabile, voglio godermi le opere d’arte.

Perdonatemi, vengo dal ‘900.

Detto questo, vi consiglio caldamente di trovare due ore libere e andare a tributare il giusto omaggio alla indiscussa genialità di Escher, Maestro della tassellatura, artista del divenire e dell’illusione.

Vi attende un universo favoloso, colmo di grande perizia, infiniti simboli e altrettanta magia.