La dittatura del MA.

Adoro Simone, MA non abbiamo gli stessi gusti musicali”; “Il ragazzo è intelligente, MA non si impegna”; “Vorrei tanto dimagrire, MA non riesco a smettere di mangiare cioccolata condita con la cioccolata”.

Il “MA” e la sua terribile dittatura…

Ogni volta che usiamo questa piccola e pericolosissima parola commettiamo almeno due errori.

Il primo è che tramite di essa peggioriamo le cose, perché esacerbiamo una opposizione, una lacerazione, nella nostra percezione del mondo.

Ogni “ma” è una piccola ferita che divarica, allontana, separa e contrappone.

Il secondo è che dimostriamo di avere una concezione manichea ed infantile della realtà, come se fosse tutto una questione di bianco o di nero.

Provate questo semplice esercizio: sostituite la parola “e” alla parola “ma”. Scoprirete che il ragazzo può essere bravo E non avere voglia di impegnarsi; che potete stare bene con Simone E non avere i suoi gusti musicali; che avete davvero tanta voglia di dimagrire… E di affogare nella nutella.

Date retta al prof., non c’è bisogno di usare continuamente la lama affilata della logica binaria.

La verità è affascinante perché è intimamente plurale – e contraddittoria.

A Fresh Start

Schiaccia questo bottone per resettare la tua vita, ripartire da zero, annullare tutto: errori, rimorsi, rimpianti. Otterrai una pagina bianca, immacolata, dove scrivere la tua storia in bella calligrafia. Con la voglia di fare, la fantasia e l’entusiasmo di tanti anni fa e la consapevolezza che hai oggi.

Sarebbe bello, vero?

Gli americani dicono “to make a fresh start”. Questa idea di iniziare tutto da capo, cambiando lavoro, magari anche Stato di residenza o status civile, è molto più presente nella loro cultura che nella nostra…

La brutta notizia è che la freccia del tempo viaggia a senso unico. Il passato non si cambia. Non c’è davvero modo per tornare indietro.

La bella notizia è che il tasto che vedete nella foto esiste, davvero, nella mente di tutti noi. Perché tutti noi possiamo decidere di cambiare.

Non sto dicendo che sia facile.
Non sto dicendo che sia rapido.

Sto dicendo che si può fare.
Chi vi dice di no, semplicemente, mente.

La cosa più semplice è affogare in un oceano di autocommiserazione e giustificazioni. La cosa più difficile, la più bella, è fare i bagagli, mollare gli ormeggi e partire.

Spero che questo messaggio ti aiuti a cercare dentro di te le energie e la fantasia necessarie per smettere di pensare al passato ed iniziare a scrivere, a partire da oggi, una storia nuova.

Ancora una volta.
Usque ad Finem.
❤️

Abbi cura di te

Il ragazzo è seduto nelle prime file, avrà 16, 17 anni… ha ascoltato con grande attenzione tutto ciò che ho detto, prendendo persino appunti. Ho incrociato più volte il suo sguardo, mentre parlavo e mi ha dato più volte l’impressione di trattenersi, di essere sul punto di voler dire qualcosa. Alla fine, si è deciso ad alzare la mano.

“Professore, mi scusi, io sono d’accordo con lei quando dice che, se stiamo vivendo un pessimo periodo, se avvertiamo un malessere, è una buona idea parlarne con uno psicologo, ma alcuni miei amici dicono che i nostri nonni sono cresciuti e sopravvissuti benissimo senza. E che tutte queste storie, alla fine dei conti, non fanno altro che rammollirci”.

“Grazie per essere intervenuto” – ho risposto “Tante persone la pensano come i tuoi amici, ed è esattamente questa forma di ignoranza che dobbiamo combattere.

Se un chirurgo operasse i suoi pazienti seguendo le procedure del XIII secolo, causerebbe la morte di tante persone e sarebbe radiato dall’albo alla velocità della luce.

Nel XXI secolo, operiamo con il laser, sperimentiamo protesi robotiche e nanotecnologie. Perché la salute, come ogni altro campo della scienza, della conoscenza e della tecnica, progredisce, evolve.

Quindi, non ha davvero nessun senso sostenere che i nostri antenati sono sopravvissuti senza parlare mai con uno psicologo: i nostri antenati vivevano meno di noi, i loro corpi soffrivano e si usuravano per malattie che noi, oggi, sconfiggiamo con una semplice pillola.

La psicologia esiste da poco più di un secolo, è vero, ma questo non è di certo un punto a suo sfavore, tutt’altro, ne testimonia l’avanguardia.

Per quanto riguarda invece l’essere rammolliti: se mi fa male un molare vado dal dentista, se temo di essere depresso o di avere una dipendenza, ne parlo con un professionista della salute mentale (psicologo, psicoterapeuta o psichiatra). Non si tratta di essere deboli, ma di avere cura di sé.

Cerchiamo di non dimenticarlo mai.

La fragilità è il nostro superpotere”.

14.3.2024

Nessuno si salva da solo.
❤️

Diventa ciò che sei

Non siamo stati messi al mondo per soddisfare le pretese altrui. Vorrei che fosse chiaro a tutti.

Agli studenti che si sentono schiacciati dai paragoni, dalle aspirazioni, dal peso delle aspettative genitoriali; ai single che immaginano di doversi trovare un compagno/a per tranquillizzare i parenti circa la propria “normalità”; a tutti quelli che si rovinano la salute per inseguire modelli di successo, bellezza e potere, falsi ed irraggiungibili.

Non siamo stati messi a questo mondo per essere schiavi dei sogni, delle proiezioni, delle aspettative altrui.

Siamo qui per realizzare la nostra natura, per rendere omaggio alla vita, dando voce alla nostra unica, irripetibile e autentica, identità.

Lasciate che parlino, che domandino, che disapprovano.
Lasciate pure che guardino.

Non è un vostro problema.

Siate ferocemente ciò che siete.
Gettate la maschera.
Difendente a testa alta la vostra anima.

Solo se il vostro cuore sarà radicalmente puro e coraggiosamente libero, sarete compiutamente capaci di amare e degni di essere amati.

The Big Hand

Perché la Cosa Brutta attacca non solo te facendoti sentire male e mettendoti fuori uso, ma attacca in special modo, fa sentire male e mette fuori uso proprio le cose che ti servono a combattere la Cosa Brutta, a sentirti magari meglio, a restare vivo.

Il modo per combattere la Cosa Brutta sta chiaramente nel ragionare e discutere con voi stessi, giusto per cambiare il vostro modo di percepire, sentire e elaborare le cose.

Ma vi serve la mente per farlo […] vi serve il vostro io, ed è proprio quello che la Cosa Brutta ha fatto ammalare.

Queste sono alcune delle parole con cui David Foster Wallace descriveva la depressione, in un racconto contenuto nella splendida antologia “Questa è l’acqua” (Einaudi, Torino 2009).

Le sue riflessioni mi hanno colpito per la sensibilità letteraria con la quale descrivono uno dei sintomi più feroci della “Cosa Brutta”: l’anedonia. Ovvero la perdita di gusto, di piacere, di interesse, per tutto ciò che un tempo ci faceva sentire grati di essere al mondo.

L’intero racconto suona ancora più duro e vero e profetico, se consideriamo che l’Autore l’ha scritto da malato e che proprio questa malattia l’ha lentamente, inesorabilmente, trascinato al suicidio.

Vorrei quindi trarne spunto per diffondere un messaggio cui tengo molto: impariamo a considerare “normale” il dialogo con un professionista della salute mentale (psicologo, psicoterapeuta, psichiatra).

Arrivati ad una certa età, inseriamolo tra i nostri controlli periodici o di routine – come facciamo con altri organi altrettanto vitali.

Normalizziamo, una volta per tutte, l’idea di chiedere suggerimenti, spiegazioni, aiuto.

La mente è un giardino.
Abbiamone cura.

10.8.2023

Chi guarda fuori, sogna.
Chi guarda dentro si sveglia.