Esemplare, direi.

(Firenze) L’uomo che vedete nella foto si chiama Mohammead Imran, ha trent’anni, per arrivare in Italia ha affrontato un viaggio lungo due anni, oggi è disoccupato e vive in un centro di accoglienza per immigrati.

Pochi giorni fa ha trovato una borsa sul marciapiede, l’ha aperta e ha visto che era piena di soldi (mille euro, verificheranno i poliziotti).

Lui non li ha neanche contati.

Ha cercato la stazione della polizia più vicina ed ha consegnato la borsa, che è stata poi restituita alla legittima proprietaria.

“Mi hanno educato così”, ha dichiarato.

Molti diranno con superficialità che ha solo fatto il suo dovere.

Io invece credo che l’occasione faccia l’uomo ladro. E immagino che non sia affatto facile comportarsi in questo modo quando sei disoccupato e vivi in un centro di accoglienza. Aggiungo, infine, che conosco tante persone, paradossalmente anche ricche, che non si sarebbero fatte alcuno scrupolo.
Quindi credo che lui sia stato veramente molto corretto.
“Esemplare”, direi.

Bravo, Mohammead,
110 e lode
❤️

19.5.2022

Questi immigrati proprio non si vogliono integrare 😉

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Pietrasanta (#Lucca)

In sei, solo uno dei quali maggiorenne, accerchiano un disabile psichico originario del Gambia e lo massacrano di botte urlando frasi razziste.

Mentre qualcuno riprende la scena col telefonino.

Io non credo che i giovani d’oggi siano più violenti di quanto non fossero le generazioni precedenti – lo dimostrano gli anni di piombo e la quantità di ragazzi coinvolti come vittime e/o carnefici; ricordo che ai miei tempi non esisteva il bullismo, ma il “nonnismo” non faceva meno danni (nelle scuole superiori e durante il servizio militare).

C’è però qualcosa di nuovo, di poco razionale e di inquietante, in questa smania di filmare e condividere.

Voglio dire, quando noi ci comportavamo male avevamo la preoccupazione di occultare le tracce. La loro prima preoccupazione è invece mostrare a tutti ciò che hanno fatto.

Questa spettacolarizzazione ludica, estetica e social, della violenza è un dato nuovo a tutti gli effetti. Essa facilita la banalizzazione del gesto violento, ostacola ogni relazione empatica con la vittima e merita quindi tutta la nostra attenzione.

18.5.2022

Mala Tempora Currunt

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Pietrasanta (#Lucca)

In sei, solo uno dei quali maggiorenne, accerchiano un disabile psichico originario del Gambia e lo massacrano di botte urlando frasi razziste.

Mentre qualcuno riprende la scena col telefonino.

Io non credo che i giovani d’oggi siano più violenti di quanto non fossero le generazioni precedenti – lo dimostrano gli anni di piombo e la quantità di ragazzi coinvolti come vittime e/o carnefici; ricordo che ai miei tempi non esisteva il bullismo, ma il “nonnismo” non faceva meno danni (nelle scuole superiori e durante il servizio militare).

C’è però qualcosa di nuovo, di poco razionale e di inquietante, in questa smania di filmare e condividere.

Voglio dire, quando noi ci comportavamo male avevamo la preoccupazione di occultare le tracce. La loro prima preoccupazione è invece mostrare a tutti ciò che hanno fatto.

Questa spettacolarizzazione ludica, estetica e social, della violenza è un dato nuovo a tutti gli effetti. Essa facilita la banalizzazione del gesto violento, ostacola ogni relazione empatica con la vittima e merita quindi tutta la nostra attenzione.

18.5.2022

Mala Tempora Currunt

Liberaci dal male

Sonia Marra aveva 25 anni, quando è scomparsa da Perugia, dove si pagava gli studi lavorando in una scuola di teologia di provincia.

Da allora, la famiglia non si è mai rassegnata e cerca spasmodicamente notizie che possano quantomeno consentire di recuperarne il corpo.

In un primo momento finì a processo l’uomo con il quale Sonia aveva una relazione segreta: Umberto Bindella, conosciuto nella scuola di teologia e definitivamente assolto, dopo tre gradi di giudizio, nel 2021.

Oggi viene resa pubblica la telefonata agghiacciante tra un parroco ed un seminarista, intercettati dai carabinieri nell’ambito di un’operazione antidroga.

“A quella l’hanno tritata, non la ritroveranno più: l’hanno buttata nell’immondizia […] era tutto un giro: sesso, droga, soldi e altre questioni… sai che alla fine ci rimettono sempre i più deboli […] lei era in mezzo con un altro, poi è successo che la cosa cominciava a scottare perché lei ha visto o sentito. Per questo l’hanno annientata, perché ci sarebbero andati di mezzo i preti”.

Questa sconcertante conversazione è stata pubblicata nel libro “L’uomo nero. La scomparsa di Sonia Marra”; un’inchiesta di Alvaro Fioracci presentata pochi giorni fa a Perugia.

All’evento era presente anche Anna, sorella di Sonia, che vedete nella foto.

Alla luce di questa intercettazione e di altre risultanze, la famiglia spera di far riaprire il caso, perché i colpevoli paghino per le loro malefatte e Sonia abbia finalmente giustizia.

Il demonio ha mille volti ed è vero che, alla fine, ci rimettono sempre i più deboli.

16.5.2022

Libera Nos A Malo
[Liberaci dal male]

Una lotta senza confini

Il Procuratore Pecci stava passando il suo ultimo giorno di luna di miele in spiaggia, con sua moglie già in dolce attesa, quando due sicari l’hanno raggiunto e l’hanno ucciso.

I carabinieri che si occupano di narcotraffico gli avevano dato un soprannome importante, lo chiamavamo ”Il Falcone dell’America Latina”.

Perché Pecci aveva una missione dichiarata: evitare che le famiglie criminali italiane, in particolare le ‘ndrine calabresi, radicassero i loro traffici in Paraguay.

Era determinato, incorruttibile, preparato e capace come pochi altri.
Per questo motivo, come Falcone, è stato ucciso.

Ma Falcone diceva: “la mafia è un fatto umano. Come tutti i fatti umani, ha avuto un inizio e avrà una fine”.

Questa è la nostra speranza, che per ogni eroe che ci lascia ne nascano altri cento.

12.5.2022

Sit Tibi Terra Levis
[Che la terra ti sia lieve]
❤️