Il viaggio di Céline.

“Viaggio al termine della notte” – di Louis Ferdinand Céline – è un capolavoro della letteratura mondiale che non può assolutamente mancare nella vostra biblioteca.

Pubblicato per la prima volta nel 1932, è stato giustamente definito “lo scandalo del secolo”, perché pochissimi altri romanzi hanno saputo anticipare, cogliere ed esprimere altrettanto bene il più profondo spirito del Novecento.

“Viaggio al termine della notte” racconta le mille peripezie di Ferdinand Bardamu, che, nel volgere di quindici anni, attraversa i campi di battaglia della prima Guerra mondiale, le colonie africane, le fabbriche americane e gli ospedali psichiatrici francesi.

Lo fa grazie ad un impareggiabile flusso di coscienza, consentendo al lettore di assumere la mente del protagonista come punto di vista privilegiato sul mondo.

Lo sguardo cinico, disilluso ed allucinato di Ferdinand vi mostrerà l’orrore della guerra, la sconfinata miseria degli uomini, la lotta per la sopravvivenza del proletariato suburbano americano ed europeo.

Colmo di inaspettati slanci poetici, non privo di (auto)ironia, “Viaggio al termine della notte” è Letteratura con la L maiuscola. Le discutibili idee politiche del suo autore mi lasciano del tutto indifferente. Peraltro, si tratta di posizioni successive alla stesura del romanzo – e chiaramente contraddittorie con l’antimilitarismo molto ben espresso dal libro.

Il Romanzo è un capolavoro ed esige di essere letto, riletto, assaporato e compreso fino all’ultimo rigo.

Questo è tutto.

Dieci piccoli passi

Arriva un momento, nella vita, in cui pensi di aver comprato troppi libri che non leggerai mai. Ovviamente, questo pensiero non ti impedisce di comprarne di nuovi.

Così, anno dopo anno, i libri prendono lentamente possesso della casa e la “lista delle cose che prima o poi devo assolutamente leggere” ti spaventa e ti blocca.

Non puoi fare altro che pensare ad essa, commiserando te stesso per il poco tempo che hai da dedicare alla lettura.

Il lavoro, la famiglia, la salute, il lavoro… tante cose, drammaticamente urgenti, ti hanno sottratto le ore che avresti dedicato volentieri a finire – o ad iniziare – quel libro che vorresti tanto (ri)prendere in mano.

Se solo avessi il tempo.

La buona notizia è che bastano 10 pagine al giorno, tutti i giorni, per consolidare una sana abitudine ed ottenere ottimi risultati.

Se tu iniziassi oggi, in un solo anno potresti aver letto o riletto una nutrita lista di capolavori della letteratura mondiale. Come, ad esempio:

Viaggio al termine della notte;
Lolita;
Shining;
Lo straniero;
Kafka sulla Spiaggia;
Domani nella battaglia pensa a me;
Fiesta;
Il maestro e Margherita;
L’insostenibile leggerezza dell’essere; Fight Club;
Le ali spezzate.

Dieci pagine sono troppe?
Prova con cinque.

La lettura non è una gara, è una splendida abitudine, bastano poche pagine al giorno per mettersi in moto e (ri)prendere il vizio.

Trova questo piccolo momento solo per te. Ogni giorno.

Ne hai bisogno, te lo meriti.

Chi non legge vive una sola volta,
chi legge vive mille vite.

PS: Detto ciò, (ri)leggi “fuoco è tutto ciò che siamo” e “l’oceano in una goccia”! Bastano poche settimane ben spese :) ❤️

La foresta silenziosa

“Se un albero cade nella foresta, ma tu non sei lì a sentirlo, emette un suono?” Questo è ciò che recita un celebre Koan Zen. In base alla nostra mentalità occidentale e scientista, si tratta di una domanda assurda, difficile da comprendere.

Certo che enettte un suono!”. Siamo portati a rispondere, che importanza ha che io sia presente o meno?

In verità, si tratta di una domanda sensatissima e profonda.

Siete così sicuri che la realtà esista anche se non vi coinvolge in prima persona? Vi faccio un esempio. Viviamo in un mondo in cui le guerrre, la fame e le epidemie, rappresentano l’inferno quotidiano per milioni di bambini. Tutti lo sappiamo. Cambia davvero qualcosa, per noi? Quel dolore, quella sofferenza, quel lutto, esiste davvero, se accade a migliaia di chilometri di distanza?

Temo di no.

L’etica è un organo di prossimità – insegnava un importante antropologo del XX secolo. Abbiamo la naturale tendenza a preoccuparci solo per le disgrazie che accadono nelle vicinanze, che ci coinvolgono in qualche modo, che ci toccano da vicino.

Per questo motivo possiamo affermare che nel mondo, ogni giorno, crollano fragorosamente intere foreste.

Senza emettere un suono.