Il piccolo Tommaso. Dono e perdono

“Si è trattato di un incidente, si vede che Dio aveva bisogno di un angelo… Ma se quella donna dovesse venire a casa nostra, noi saremmo pronti ad abbracciarla. In fondo, anche la sua vita è stata distrutta”.

A parlare è Patrizio D’Agostino, padre del piccolo Tommaso, tragicamente scomparso a L’Aquila, pochi giorni fa.

In un mondo incattivito e vile, in cui le persone sono perennemente alla ricerca di colpevoli da lapidare e mettere alla gogna nella pubblica piazza, Patrizio, aiutato anche dalla sua fede, ci regala una lezione di altissima morale ed immensa carità cristiana.

Non riesco neanche ad immaginare l’intensità del dolore che ha provato, che stia provando e che proverà assieme alla sua compagna.

Eppure, Patrizio è del tutto privo di rancore e di astio, mostra anzi di avere rispetto e cura per un’altra persona che lui considera, a suo modo, l’ulteriore vittima di un terribile incidente.

Sono certo che la comunità aquilana saprà stringersi attorno a questa coppia, per aiutarla ad andare avanti, a sopravvivere.

20.5.2022

In questo momento, per il papà e la madre di Tommaso non ci sono altre parole che non siano di grande stima e profondo amore.

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Pietrasanta (#Lucca)

In sei, solo uno dei quali maggiorenne, accerchiano un disabile psichico originario del Gambia e lo massacrano di botte urlando frasi razziste.

Mentre qualcuno riprende la scena col telefonino.

Io non credo che i giovani d’oggi siano più violenti di quanto non fossero le generazioni precedenti – lo dimostrano gli anni di piombo e la quantità di ragazzi coinvolti come vittime e/o carnefici; ricordo che ai miei tempi non esisteva il bullismo, ma il “nonnismo” non faceva meno danni (nelle scuole superiori e durante il servizio militare).

C’è però qualcosa di nuovo, di poco razionale e di inquietante, in questa smania di filmare e condividere.

Voglio dire, quando noi ci comportavamo male avevamo la preoccupazione di occultare le tracce. La loro prima preoccupazione è invece mostrare a tutti ciò che hanno fatto.

Questa spettacolarizzazione ludica, estetica e social, della violenza è un dato nuovo a tutti gli effetti. Essa facilita la banalizzazione del gesto violento, ostacola ogni relazione empatica con la vittima e merita quindi tutta la nostra attenzione.

18.5.2022

Mala Tempora Currunt

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Pietrasanta (#Lucca)

In sei, solo uno dei quali maggiorenne, accerchiano un disabile psichico originario del Gambia e lo massacrano di botte urlando frasi razziste.

Mentre qualcuno riprende la scena col telefonino.

Io non credo che i giovani d’oggi siano più violenti di quanto non fossero le generazioni precedenti – lo dimostrano gli anni di piombo e la quantità di ragazzi coinvolti come vittime e/o carnefici; ricordo che ai miei tempi non esisteva il bullismo, ma il “nonnismo” non faceva meno danni (nelle scuole superiori e durante il servizio militare).

C’è però qualcosa di nuovo, di poco razionale e di inquietante, in questa smania di filmare e condividere.

Voglio dire, quando noi ci comportavamo male avevamo la preoccupazione di occultare le tracce. La loro prima preoccupazione è invece mostrare a tutti ciò che hanno fatto.

Questa spettacolarizzazione ludica, estetica e social, della violenza è un dato nuovo a tutti gli effetti. Essa facilita la banalizzazione del gesto violento, ostacola ogni relazione empatica con la vittima e merita quindi tutta la nostra attenzione.

18.5.2022

Mala Tempora Currunt

Liberaci dal male

Sonia Marra aveva 25 anni, quando è scomparsa da Perugia, dove si pagava gli studi lavorando in una scuola di teologia di provincia.

Da allora, la famiglia non si è mai rassegnata e cerca spasmodicamente notizie che possano quantomeno consentire di recuperarne il corpo.

In un primo momento finì a processo l’uomo con il quale Sonia aveva una relazione segreta: Umberto Bindella, conosciuto nella scuola di teologia e definitivamente assolto, dopo tre gradi di giudizio, nel 2021.

Oggi viene resa pubblica la telefonata agghiacciante tra un parroco ed un seminarista, intercettati dai carabinieri nell’ambito di un’operazione antidroga.

“A quella l’hanno tritata, non la ritroveranno più: l’hanno buttata nell’immondizia […] era tutto un giro: sesso, droga, soldi e altre questioni… sai che alla fine ci rimettono sempre i più deboli […] lei era in mezzo con un altro, poi è successo che la cosa cominciava a scottare perché lei ha visto o sentito. Per questo l’hanno annientata, perché ci sarebbero andati di mezzo i preti”.

Questa sconcertante conversazione è stata pubblicata nel libro “L’uomo nero. La scomparsa di Sonia Marra”; un’inchiesta di Alvaro Fioracci presentata pochi giorni fa a Perugia.

All’evento era presente anche Anna, sorella di Sonia, che vedete nella foto.

Alla luce di questa intercettazione e di altre risultanze, la famiglia spera di far riaprire il caso, perché i colpevoli paghino per le loro malefatte e Sonia abbia finalmente giustizia.

Il demonio ha mille volti ed è vero che, alla fine, ci rimettono sempre i più deboli.

16.5.2022

Libera Nos A Malo
[Liberaci dal male]

Una lotta senza confini

Il Procuratore Pecci stava passando il suo ultimo giorno di luna di miele in spiaggia, con sua moglie già in dolce attesa, quando due sicari l’hanno raggiunto e l’hanno ucciso.

I carabinieri che si occupano di narcotraffico gli avevano dato un soprannome importante, lo chiamavamo ”Il Falcone dell’America Latina”.

Perché Pecci aveva una missione dichiarata: evitare che le famiglie criminali italiane, in particolare le ‘ndrine calabresi, radicassero i loro traffici in Paraguay.

Era determinato, incorruttibile, preparato e capace come pochi altri.
Per questo motivo, come Falcone, è stato ucciso.

Ma Falcone diceva: “la mafia è un fatto umano. Come tutti i fatti umani, ha avuto un inizio e avrà una fine”.

Questa è la nostra speranza, che per ogni eroe che ci lascia ne nascano altri cento.

12.5.2022

Sit Tibi Terra Levis
[Che la terra ti sia lieve]
❤️