Lo sport come salvezza e cura

“Devo tutto alla bicicletta che mi ha salvato la vita. È grazie a questo sport se ho sconfitto l’anoressia e adesso che sono campione voglio la maglia rosa e le Olimpiadi di Parigi”.

Samuele Bonetto, un diciottenne di Montebelluna (Treviso), è diventato campione del mondo juniores nell’inseguimento su pista dopo essersi laureato campione europeo a fine agosto.

L’impresa di questo ragazzo è ancora più bella se consideriamo che cinque anni fa ha sofferto di una gravissima forma di anoressia rischiando il ricovero coatto in ospedale.

Un giorno il padre l’ha portato a fare un giro in bici e Samuele si è innamorato dello sport. Poco alla volta, ha ripreso a mangiare per amore di quella bicicletta che ieri l’ha portato sul tetto del mondo.

Bravissimo, Samuele.

La tua storia testimonia l’importanza dei valori sportivi, offrendo una direzione verso cui guardare a chi oggi sente di aver smarrito la via di casa.

5.9.2021

Trenta e lode
❤️


Scopri di più da Due Minuti di Lucidità

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Avatar di Sconosciuto

Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

1 commento su “Lo sport come salvezza e cura”

Scrivi una risposta a Ehipenny Cancella risposta

Scopri di più da Due Minuti di Lucidità

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere