Una Brevissima Analisi

Rome

Cari amici, molte persone mi hanno chiesto di approfondire l’analisi del voto. Ho quindi deciso di  ampliare il discorso, elencando i principali fenomeni che hanno attirato la mia attenzione negli ultimi giorni.

  1. L’insistenza con cui si parla della “coppia di donne” con riguardo ai nuovi Sindaci di Roma e Torino. Lo trovo fuori luogo e sessista. Nel caso in cui non ve ne foste accorti, viviamo nel XXI secolo. In magistratura ci sono ormai più donne che uomini, il candidato più accreditato alla carica di prossimo Presidente degli Stati Uniti è una donna. C’è qualcosa di strano? Viva Dio, no. Non c’è (più) nulla di strano. Registriamo che Virgina è la prima donna a diventare Sindaco di Roma, aggiungiamo un “finalmente”, e poi parliamo di altro, andiamo avanti. Insistere sul genere o sulla sessualità di un Sindaco per tesserne le lodi è tanto sessista quanto utilizzare il medesimo argomento per screditarla/o. Davvero è importante che sia maschio, femmina, anziano, giovane, bianco o nero? A me basta che sappia governare.2. L’esultanza degli elettori di destra. Temo che qualcuno non abbia ben capito cosa sta accadendo in Italia. Il PD ha preso una sonora batosta, è vero, ma andando a votare per il M5S gli elettori di destra hanno segato il ramo su cui si erano appollaiati. Attenzione: andiamo verso un sistema bipolare. Indovinate chi rimarrà col cerino in mano.
    3. Di Battista e Di Maio che vanno in televisione a ripetere “adesso i cittadini romani devono starci vicino”. Calma, i cittadini romani vi sono stati vicinissimi nella cabina elettorale. Ora tocca a voi. Non vorrei che fosse già iniziato lo scarica barile. Non ci starete già raccontando che la Città è ingovernabile… Avete una maggioranza schiacciante, il massimo del potere e la massima responsabilità. Non fateci pentire di avervi dato fiducia.

    4. Le persone che accusano il M5S di essere populista e demagogico. Dove eravate negli ultimi venti anni? Quando Bossi gridava “Roma Ladrona”; quando Brunetta parlava di fannulloni; quando Berlusconi firmava il contratto con gli italiani; quando Renzi varava la riforma della buona scuola… il Movimento ha un chiaro tratto populista – è vero, è innegabile – ma davvero non penserete che sia l’unico partito italiano a sfruttare quest’arma?  Insomma,  è facile accusare di populismo e demagogia gli slogan che usano gli altri. Prima di criticare, sarebbe il caso di guardare in casa propria e farsi l’analisi di coscienza.

    5. Renzi che scarica il suo partito e dichiara: “ho rottamato poco”. Berlusconi avrebbe detto lo stesso. Anzi, sono quasi certo che Berlusconi, a seguito di una delle sue rare sconfitte elettorali, disse lo stesso: la colpa è del partito. Insomma,  quando si vince è tutto merito di Renzi, quando si perde, invece, la colpa è del vecchio PD. Ancor di più, Renzi oggi non si dimette perché sostiene che le elezioni amministrative non c’entrano nulla col Governo del Paese. Allo stesso tempo afferma che la sorte del suo Governo dipende dal Referendum Costituzionale di ottobre. A me sembra una posizione leggermente contraddittoria e politicamente incongrua. Ma  al mondo esistono logiche fuzzy ed alternative che, probabilmente, riescono a giustificare anche questo.

Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

2 thoughts on “Una Brevissima Analisi”

  1. Condivido l’analisi al 100% e su ogni punto. In particolare sull’ultimo punto, c’è da dire che Renzi dovrebbe fare una grossa autocritica, perchè se ancora non avesse capito che la luna di miele con gli italiani è finita da un bel po’, ora è meglio che si svegli, si sciacqui quel bel faccino da sbarbatello ingenuo e cominci seriamente a pensare che cosa fare per recuperare quei 20 punti percentuali buttati dalla finestra nel giro di 2 anni.
    è fisiologico che quando un partito è al governo perda punti, ma in questo caso credo che Renzi (e il suo cerchio magico) abbiano una bella fetta di responsabilità.

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