Jogging Con Freud

Running Park

Fare jogging da soli è bello: mentre ti alleni puoi concentrarti sui battiti del cuore,  ascoltare la tua musica preferita, liberare la mente da ogni preoccupazione.  Ma non c’è niente di meglio che andare a correre con un amico. Correre con un amico è più che bello, è terapeutico: si stabilisce un ritmo comune, ci si incoraggia vicendevolmente e si possono anche scambiare quattro chiacchiere. Per esempio, ieri pomeriggio sono andato a correre con Ermete. Non so per quale motivo, ma ad un certo punto abbiamo iniziato a parlare di psicanalisi.

G.-Freud sostiene che la nostra illusione di essere importanti è stata per la prima volta ridimensionata quando Copernico ci ha insegnato che non siamo al centro dell’universo e sarà definitivamente sconfitta dai suoi studi sull’inconscio. Perché grazie alla scoperta dell’inconscio l’io capisce di non essere padrone in casa sua.

E. -Aspetta un attimo, questo non è Freud… è Salvini!

G.- …

E.- Maledetti immigrati, l’ho sempre detto che ci rubano il lavoro!

G.- Te lo immagini Freud con la felpa VIE NNA?

E. – Meglio di no… fermati un attimo!

G. -Che c’è?

E. – Ho bisogno di prendere fiato… e di una sigaretta…

FREUD

G. – Mentre corriamo?! Possibile che non riesci a smettere? Freud sostiene che il piacere orale è mancanza di essere.

E. – Sarà… nel mio caso si tratta di mancanza di nicotina.

G. – Devi essere regredito – o più facilmente bloccato – alla prima fase dello sviluppo psichico, quella in cui il bambino prova piacere nel suggere latte dal seno della madre.

E. -Se vuoi dire che sono nato con la sigaretta in mano ti sbagli di grosso… io ho iniziato con i sigari.

G. – Passare dai sigari alle sigarette è come passare dai romanzi di Joyce ai fumetti di Zero Calcare.

E. – Di fatti, Joyce è superato… Comunque sia… ti informo che io sono riuscito a smettere di fumare, di bere e di correre dietro alle donne…

G. – Davvero?

E. – Certo. Sono stati i quindici minuti più brutti della mia vita. Sediamoci qui, dai… solo il tempo di una siga

G. – …insomma la differenza tra Freud e Jung sarebbe che Freud si è dedicato allo studio della psiche umana malata, mentre Jung intendeva studiare la vita psichica nella sua interezza. Inoltre, Freud era interessato al passato dei suoi pazienti, aveva una concezione statica della psiche, mentre Jung preferiva pensare che la salute psichica fosse qualcosa di dinamico, di evolutivo… mi segui?

E. – Certo, ma solo perché ci siamo seduti… è incredibile come vanno in giro, vero?

G. Io ti parlo di Freud e tu guardi le ragazze?!

E.- Scusami, ma quella porta una minigonna così corta che non può permettersi di sorridere.

G. Pessimo… Ti comunico ufficialmente che questa è l’ultima volta che andiamo a correre insieme.

E. – Frena amico! Tu mi hai chiesto se volevo venire a correre! Se mi avessi chiesto se mi interessava discutere di Freud ti avrei detto quello che rispondo alla mia fidanzata quando inizia a parlare di matrimonio.

G.-?

E.- “Se vuoi farlo davvero, fallo. Ma non contare sulla mia presenza”.

G. -…

E.- Guarda, non è lei, è la sua famiglia che non riesco proprio a tollerare. In particolare, sua madre e il suo cane. Sono certo che si siano alleati contro di me.

G.-Secondo Freud la paranoia dipende dal delirio di onnipotenza. Il soggetto, fermo o peggio ancora regredito ad una certa fase dello sviluppo, si illude di poter controllare tutto e dà la colpa agli altri quando le cose non vanno come aveva inizialmente previsto.

E.- Te la dico io la verità, questo Freud faceva parte del club Bilderberg… assieme alla massoneria illuminata… sarà stato lui a lanciare il piano “scie chimiche”… non fare quella faccia!

G. Non fare quella faccia? In un’ora al parco abbiamo totalizzato dodici minuti di corsa e tre sigarette!

E.- Dovresti essere orgoglioso di me: la volta scorsa ne ho fumate cinque.

G. Andiamo a casa, dai… Ti ho mai detto quanti psicologi ci vogliono per cambiare una lampadina?

E. -Sicuramente, ma adesso non mi ricordo…

G.- Uno solo. Ma costerà un sacco di soldi, ci vorrà un sacco di tempo e soprattutto la lampadina deve voler essere cambiata.

Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

5 thoughts on “Jogging Con Freud”

  1. Leggendo mi è subito venuto in mente il brano “Conversazione con Marco sui destini dell’umanità” di Giovanni Truppi. Quest’ultimo è un musicista che adoro. Grazie, mi piace come scrive.

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