Il setaccio

Facendo un calcolo approssimativo ho capito che nella casa di Roma ci sono circa mille libri, altrettanti sono stipati nella casa Teramo e circa cinquecento li custodisco in ufficio.

Per un totale di duemilacinquecento volumi, arrotondato per difetto.

Ieri, mentre finivo di riempire l’ennesimo scatolone, mi sono sorpreso a guardare la copertina di un romanzo giallo che ho letto con grande piacere una decina di anni fa – ma del quale non ricordo quasi nulla.

Preso dallo sconforto, mi sono fermato a considerare quanto (poco) ricordo di tutti i libri che ho letto sino ad oggi.

Mi ha consolato la storiella che vi propongo di seguito e che spero apprezzerete quanto me.

Un bel giorno, in una terra lontana d’Oriente, un giovane allievo andò dal suo maestro e disse: maestro che senso ha che io legga e studi tanti libri, se poi tra una decina di anni non ricorderò nulla.

Il maestro finse di non capire, diede al suo allievo un vecchio setaccio, sporco e consunto, chiedendogli di andare al fiume a raccogliere dell’acqua.

L’allievo si recò al fiume e provò più volte a raccogliere l’acqua, ma il vecchio setaccio non tratteneva nulla. Tornò quindi sconsolato dal suo maestro, lamentandosi per la disavventura.

Il maestro gli disse: guarda il setaccio ora. Vedi come è pulito. Sembra nuovo. Questo è ciò che accade alla nostra mente quando leggiamo.

Non si tratta di trattenere, ma di lavare.

Leggi molto, anche se un domani dimenticherai quasi tutto, i libri ti aiuteranno a mantenere la tua mente limpida come il cielo della primavera.

23.4.2026

E ricordati sempre – aggiunse il maestro – che quando traslocherai la tua schiena ti farà pagare il conto.

Cialtrone
❤️


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Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

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