L’enciclopedia calcarea

Uno dei doni di Natale che ho accolto con maggiore gioia è stato l’ultimo lavoro di Michele Rech, in arte Zerocalcare.

Non è una nuova storia e non si tratta di un inedito. È una antologia ragionata dei personaggi presenti nei suoi fumetti. L’autore spiega come sono nati e cosa rappresentano per lui, corredando le parole con qualche tavola.

Non si tratta di materiale inedito perché
libro raccoglie le schede già pubblicate assieme alle action figures – i “pupazzetti”, come li chiama lui.

Ad ogni modo, se già conoscete ed amate Zerocalcare non fatevi sfuggire questa antologia.

Si tratta di un must have.
Poche cose vi faranno ridere e riflettere quanto le sue elucubrazioni (auto)ironiche sul mondo e sulla vita.

Se invece ancora non avete mai letto nulla di Zerocalcare, non partite da qui, pensando che sia la sua ultima fatica.

Fatevi un regalo, comprate “Dimentica il mio nome”, “Kobane Calling” o “Un polpo alla gola”, tornerete a ringraziarmi per il consiglio.

27.12.2023

Voto: 30 e lode.

Un universo parallelo, popolato da personaggi comicamente assurdi e tremendamente veri al tempo stesso.

Escher su Instagram

La parola tedesca Gestalt può essere tradotta in italiano con “buona forma” o “buona organizzazione”. È il nome di una corrente di ricerca psicologica, inaugurata agli inizi del XX secolo da Max Wertheimer, che studia in prima battuta le regole della percezione.

Le ricerche gestaltiche erano certamente note all’artista olandese Maurits Cornelis Escher, i cui capolavori, attualmente in mostra a Roma, prendono chiaramente spunto dalle teorie e dalle leggi della “buona forma”.

Pochi giorni fa sono stato ad ammirare queste opere e devo dire che la mostra mi è piaciuta, ma ho trovato davvero stucchevoli le tante (troppe) installazioni in stile luna park, congegnate per venire incontro alla smania di partecipazione del pubblico contemporaneo (mi riferisco alle stanze ed ai punti del percorso in cui i visitatori vengono esplicitamente invitati a farsi un selfie e che immancabilmente creano una lenta fila tra la folla).

Quando vado ad una mostra non cerco un’esperienza instagrammabile, voglio godermi le opere d’arte.

Perdonatemi, vengo dal ‘900.

Detto questo, vi consiglio caldamente di trovare due ore libere e andare a tributare il giusto omaggio alla indiscussa genialità di Escher, Maestro della tassellatura, artista del divenire e dell’illusione.

Vi attende un universo favoloso, colmo di grande perizia, infiniti simboli e altrettanta magia.