La dittatura del MA.

Adoro Simone, MA non abbiamo gli stessi gusti musicali”; “Il ragazzo è intelligente, MA non si impegna”; “Vorrei tanto dimagrire, MA non riesco a smettere di mangiare cioccolata condita con la cioccolata”.

Il “MA” e la sua terribile dittatura…

Ogni volta che usiamo questa piccola e pericolosissima parola commettiamo almeno due errori.

Il primo è che tramite di essa peggioriamo le cose, perché esacerbiamo una opposizione, una lacerazione, nella nostra percezione del mondo.

Ogni “ma” è una piccola ferita che divarica, allontana, separa e contrappone.

Il secondo è che dimostriamo di avere una concezione manichea ed infantile della realtà, come se fosse tutto una questione di bianco o di nero.

Provate questo semplice esercizio: sostituite la parola “e” alla parola “ma”. Scoprirete che il ragazzo può essere bravo E non avere voglia di impegnarsi; che potete stare bene con Simone E non avere i suoi gusti musicali; che avete davvero tanta voglia di dimagrire… E di affogare nella nutella.

Date retta al prof., non c’è bisogno di usare continuamente la lama affilata della logica binaria.

La verità è affascinante perché è intimamente plurale – e contraddittoria.


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Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

1 commento su “La dittatura del MA.”

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