“Adoro Simone, MA non abbiamo gli stessi gusti musicali”; “Il ragazzo è intelligente, MA non si impegna”; “Vorrei tanto dimagrire, MA non riesco a smettere di mangiare cioccolata condita con la cioccolata”.
Il “MA” e la sua terribile dittatura…
Ogni volta che usiamo questa piccola e pericolosissima parola commettiamo almeno due errori.
Il primo è che tramite di essa peggioriamo le cose, perché esacerbiamo una opposizione, una lacerazione, nella nostra percezione del mondo.
Ogni “ma” è una piccola ferita che divarica, allontana, separa e contrappone.
Il secondo è che dimostriamo di avere una concezione manichea ed infantile della realtà, come se fosse tutto una questione di bianco o di nero.
Provate questo semplice esercizio: sostituite la parola “e” alla parola “ma”. Scoprirete che il ragazzo può essere bravo E non avere voglia di impegnarsi; che potete stare bene con Simone E non avere i suoi gusti musicali; che avete davvero tanta voglia di dimagrire… E di affogare nella nutella.
Date retta al prof., non c’è bisogno di usare continuamente la lama affilata della logica binaria.
La verità è affascinante perché è intimamente plurale – e contraddittoria.

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E’ sempre un piacere leggerLa, caro Professore Saraceni.
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