Cento di questi anni

Credo che farei fatica a dire quale è il mio romanzo preferito di sempre. Voglio dire, se tu me lo chiedessi così, su due piedi, due gambe, un naso e due braccia, credo che farei fatica e ti risponderei che si tratta di una domanda troppo complicata per rispondere senza pensarci per almeno trenta minuti, sei ore e ventinove mesi.

E tuttavia, se proprio fossi costretto a rispondere oggi, 1 ottobre 2023, io ti direi che Cent’anni di solitudine è Il Romanzo dei romanzi, La Storia dove tutto ciò che è umano, e vivo, e vero è stato raccontato con impareggiabile e leggiadra maestria.

Se ti dovessi rispondere oggi, su due piedi, due gambe, un naso e due braccia, ti direi che Cent’anni di solitudine rappresenta l’ineguagliabile manifesto della Fantasia. Non è “un” romanzo, è La Letteratura del ‘900.

Beato chi non l’ha ancora letto, perché può ancora goderselo partendo da zero. Beato chi lo rileggerà, perché ogni volta scoprirà sfumature e suoni e sapori nuovi, disseminati in questo infinito dedalo delle meraviglie.


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Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

1 commento su “Cento di questi anni”

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