Il Mio Decalogo.

Decalogo

La sig.ra Marcella S. da Quarto Oggiaro, Milano, mi scrive: “Gent.mo Professore, visto che lei è tanto bravo a criticare tutto quello che facciamo su Facebook, potrebbe dirci anche secondo lei cosa e come dovremmo scrivere?”. Certamente sig.ra S., di seguito, le propongo il mio infallibile decalogo per scrivere un post perfetto.

1) Scrivi frasi brevi e concise. Evita di condividere un post chilometrico, pieno di incidentali, costruito in maniera barocca, con tante di quelle parentesi che si aprono e si chiudono da non consentire ai tuoi lettori di intuire dove intendi andare a parare. A meno che tu non voglia coscientemente disorientare le persone che stanno leggendo, il che, diciamocelo chiaramente, potrebbe anche ritorcersi contro di te, perché se ti dilunghi eccessivamente, continuando a menare il can per l’aia, senza mai arrivare a un punto che sia uno, neanche per il gusto di prendere fiato – o peggio sputare per terra – costringi i tuoi contatti a rileggere molte volte prima che capiscano che, in fondo, non hai nulla da dire e ti spediscano a raccogliere ortiche assieme agli amici con cui scherzava il buon Battiato, in una vecchia canzone di tanti, tanti, anni fa. Soprattutto, evita le ripetizioni: scrivi frasi brevi e concise.

2) Parla di cose specifiche con specifica specificità. Siamo sempre pronti a giudicare ed etichettare tutto: è una mania. Sembra che ogni cosa, fatto, persona, nome, città o animale debba essere necessariamente catalogata e dunque inserita all’interno di un genere preconfezionato Distinguiti dalla massa: parla in maniera specifica di cose specifiche, perché ogni generalizzazione è falsa ed è sicuro indice di ignoranza. Soprattutto, le persone che generalizzano si lavano poco, sono sciocche e anche molto ingenue.

3) Sii gentile. Possibile che dobbiamo utilizzare Facebook come se fosse un orribile “sfogatoio”?   “Se te incontro pe’ strada, te stacco le braccia e te ce pijo a schiaffi”;  “Me te metto in tasca e te meno quanno c’ho tempo”; “Fa conto che er nome tuo all’anagrafe l’hanno segnato a matita”. Vi siete mai domandati quanto siete inutilmente aggressivi in una ipotetica scala che va da zero a Vittorio Sgarbi? Questo “luogo” ci offre la possibilità di entrare in contatto con tante persone, comunicare e condividere i nostri pensieri. Perché dovremmo sprecare una simile opportunità insultando gli altri? Mi rivolgo soprattutto a te fascio-comunista, catto-laico e carnivoro-vegano, sempre pronto a sfidarmi a duello per ogni sciocchezza, spero che ti blocchino l’account e che, mentre sei offline, ti brucino la fattoria di Farmville. Scherzi a parte, deponiamo le armi. E scambiamoci un segno “mi piace” (cit.).

4) Sii modesto. Diciamocelo chiaramente, “chi si loda si sbroda”. Non è bello leggere continuamente post in cui i nostri “amici” ci sbattono in faccia di aver ottenuto una promozione sul lavoro, di aver conseguito un Dottorato a Harvard, o, peggio ancora, la ricevuta della scommessa vinta domenica scorsa. Ci vuole un po’ di decenza, ragazzi. Est modus in rebus. Non sono diventato uno dei blogger più seguiti in Italia pubblicando ogni settimana le statistiche di wordpress.

5) Sii sempre esplicito e diretto. Se devi scrivere qualcosa, per favore, scrivila. Non ha senso sottintendere e minacciare gli altri utenti con linguaggio discutibilmente mafioso. Basta, per favore. Non abbiamo nè il tempo nè la voglia di seguire le tue complicatissime elucubrazioni mentali. Che poi, gira che ti rigira, sono sempre i soliti a pubblicare questo tipo di post. Gente che quando ti incontra per strada ti saluta sorridendo, ma appena volti le spalle sparla di te con il giornalaio. E sappiamo tutti di chi sto parlando.

6) Cura il tuo linguaggio. Non usare slogan pubblicitari o formule gergali di moda. Possibile che tu non abbia un modo personale di esprimerti? Possibile che ti siano entrati in tal modo nel cervello che non riesci più a formulare neanche un piccolo, miserrimo, pensierino per conto tuo? Facebook ti domanda a cosa stai pensando, non quale pubblicità hai visto ieri sera. La nostra lingua è la cosa più intima che abbiamo, è la nostra personalità. E poi boh, chi parla male, pensa e vive male. Per tutto il resto, c’è mastercard. Ma anche no. Applausi.

7) Non diffondere bufale e notizie inventate. Fa attenzione a controllare la veridicità di ciò che scrivi. Due mesi fa il nostro governo ha rischiato un clamoroso incidente nucleare con la Bulgaria perché una ragazza di Vercelli aveva condiviso su Facebook una notizia completamente inventata. Come questa.

8) Condividi pensieri che abbiano un minimo di interesse. Non intasare le bacheche altrui aggiornando continuamente le persone sulla tua – banalissima – vita privata. L’ultima volta che Facebook è stato offline sono caduto nel più profondo sconforto, ho pensato: “magari in questo preciso momento qualcuno dei miei contatti si sta preparando un caffè. Ma io non lo saprò mai”. Scherzi a parte, siamo certi che tu abbia una vita fuori di Facebook, ma forse hai dimenticato la password (cit.). Ora vi saluto, ogni domenica, dopo aver pubblicato il mio post, vado a prendermi un cappuccino al solito bar.

9) “Accade spesso che li omini, procurando di voler apparir istruiti, siano usi citar frasi a di trattati et libercoli che, in veritate, non ebbero mai modo di comperare o leggere. In tal modo,  si mostran tristemente ignoranti et vanesi, facendo una pessima figura sul faccia-librum”. N. Machiavelli. O forse era Petrarca. Ps: controlla le citazioni.

10) Non pretendere mai di insegnare agli altri cosa e come dovrebbero scrivere. Internet è bello perché ciascuno può dire e fare quello che gli pare senza curarsi minimamente di quello che fanno gli altri. Come nel Partito Democratico, ma con meno conflitti.

Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

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