Jessica, Falcone e Borsellino

Nel commentare i funerali di Jessica, i quotidiani nazionali hanno scritto che quella povera ragazza è stata “LASCIATA SOLA DALLO STATO”, l’hanno presentata come una vittima che “LO STATO NON HA DIFESO”.

Scusatemi se provo a riportare tutti con i piedi per terra, ma a me questi titoli sembrano leggermente fuori luogo perché lasciano ad intendere che la scomparsa di Jessica sia stata causata soprattutto dalle carenze dello Stato Ente, come apparato burocratico, non dalla mancanza di cura, di attenzione e di affetto delle persone che Jessica ha avuto la sfortuna di incontrare sul suo cammino.

Unitamente alla follia criminale di un vile assassino.

La cattiva retorica non è sinonimo di rispetto, è solo un modo per fare “sensazionalismo”, speculando brutalmente sulla tragica scomparsa di un altro essere umano.

Dal canto suo, Vittorio Feltri scrisse che la povera Pamela era solo “un’oca drogata fino al midollo” – testuali parole.

Tutto ciò rende benissimo l’idea di un Paese che non riesce mai a trovare la giusta misura, eternamente diviso e conteso tra bande di cialtroni armati solo della propria sguaiata ignoranza.

Ormai la verità non interessa più a nessuno.
Andiamo avanti a botte di demagogia.
E crisi di isteria collettiva.

Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

One thought on “Jessica, Falcone e Borsellino”

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