Peggio delle Locuste.

In linea di massima, quando decidiamo di condividere qualcosa, facciamo un favore a noi stessi ed alla comunità a cui apparteniamo. Tuttavia, non ogni condivisione accresce il bene comune. Possiamo condividere anche le malattie, i pregiudizi, il rancore – rovinando la giornata di altre persone, inquinandone la serenità mentale, contagiando i loro pensieri con i nostri demoni. Per questo motivo, ho elaborato una classifica dei dieci peggiori utenti di Facebook – e dei loro, insopportabili, post. Se siete d’accordo con me, condividete queste riflessioni. Contribuirete a rendere Facebook un “posto” migliore.

Al decimo posto: Lifetime streaming.
Ovvero quelli che ti raccontano la vita in tempo reale usando milioni di hashtag – a caso. #Siete sicuri di #sapere #come usare #questo #strumento?
Ma davvero avete mangiato? Avete fatto la doccia? Vi siete cambiati i calzini? Voglio svelarvi un segreto: lo fanno miliardi di persone. Tutti i giorni.
Considerate per cinque minuti questo incredibile dato di fatto prima di informarci dettagliatamente sui vostri movimenti. Oltre a sentirvi meno soli, eviterete di fare la figura degli idioti.

Al nono postoI genitori premurosi.
Vi chiediamo solo una cosa: abbiate. Per favore. Pietà. Di. Noi. Avete letteralmente invaso Facebook con le foto dei vostri pargoli: Marco al mare; Marco dal dentista; Marco sul vasetto… A parte il fatto che mettete a dura prova i nostri nervi e la nostra salute mentale,  così facendo, mettete soprattutto in pericolo i vostri bambini. Che fine faranno le vostre foto? Chi le guarderà? Pensateci. E se proprio non potete fare a meno di condividere immagini e filmati dei vostri figli, fate un provino al Mulino Bianco, magari vi assumono come famiglia felice – altro che Banderas.

All’ottavo posto: “E poi boh…”  – a pari merito con “Questa storia che…”.
Quando utilizzate queste erudite formule di stile per iniziare uno status, risultate simpatici ed originali come una battuta in romanaccio in un film dei fratelli Vanzina Anvedi aho!

– Professore, ma è vero che tutto quello che pubblico diventa di proprietà di Facebook?
– Figlio mio, cinque parole su quattro l’hai copiate. Se Zuckerberg avesse dovuto fare i soldi con le tue creazioni a quest’ora stava a vende i fazzoletti ai semafori Cristoforo Colombo.

Al settimo posto: I terroristi.
Ovvero, quelli che minacciano.
“Da domani faccio pulizia”; “tenetevi pronti, cancellerò almeno il 20% dei contatti”; “i nati prima del ‘92 sappiano che saranno dannati, bloccati ed eternamente perseguitati dalla mia ira”. Tra il terrorismo, il caldo e le tasse abbiamo già tanti problemi da affrontare, perché volete farci soffrire ancora? Non capite che senza i vostri  preziosi post la nostra vita perderebbe completamente di senso? Ovviamente sto scherzando, non penserete veramente che il mondo giri attorno a voi? In caso di risposta affermativa, fatevi vedere, potrebbe essere labirintite.

Al sesto posto: I citatori  seriali (in costume da bagno).
In questi ultimi mesi ho notato che si sta diffondendo una interessante variante dei citatori seriali della quale credo sia bene discutere: il citatore in costume da bagno. Da giugno hanno infatti iniziato a dilagare post del tipo “il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me” (Kant) con allegata una bella foto in due pezzi – per rendere più incisivo il concetto. Cari citatori in costume da bagno, immagino che aggiungiate una citazione perché temete che – a forza di pubblicare selfie – i vostri contatti possano iniziare a chiedersi se siete stupidi. Il mio consiglio è di lasciarli nel dubbio.

Al quinto posto: Mi è successa una cosa bruttissima.
Ovvero, quelli che fanno i misteriosi.
Abbiamo capito: volete che qualcuno si preoccupi per voi e vi chieda, in privato o pubblicamente, cosa è accaduto  esattamente e come state. Il fatto è che le vostre allusioni risultano interessanti quanto un documentario sui lombrichi in svedese. Senza traduzione. Vi comportate in questo modo perché non avete ricevuto sufficienti attenzioni quando eravate bambini? “I vostri genitori vi portavano a giocare a mosca cieca sulla tangenziale?” (cit. Crozza).
Se davvero volete attirare l’attenzione degli altri utenti, pubblicate la foto di un gattino.

Al quarto posto: Gli snob.
Non è che se non aggiornate il profilo dal giorno del vostro compleanno, date a tutti l’idea di avere ben altro da fare. Sappiamo benissimo che siete lì, nascosti nell’ombra, e  state spiando i nostri profili. Tutto questo non farà di voi dei grandi intellettuali. Se davvero non avete niente da condividere, uscite da Facebook. Altrimenti, prendete  il coraggio a due mani e provate l’ebbrezza della partecipazione.

Il Podio

Al terzo posto: I piccioncini.
Il fatto è che le persone tendono ad ostentare pubblicamente quello che non sono e quello che non hanno: i poveri vorrebbero sembrare ricchi, i vecchi apparire giovani, i falliti mostrarsi vincenti. Per questo motivo, il giorno in cui la smetterete di intasare Facebook con foto e cuoricini dedicati al vostro splendido amore, sapremo con certezza che avrete smesso di tradire la vostra amante con l’amante del vostro fidanzato.

Al secondo posto: Gli analfabeti funzionali.
A mio avviso, il problema maggiore dell’utente dei social non è l’ignoranza. Chi più chi meno, siamo tutti ignoranti. Dipende dall’ambito. Il problema maggiore di alcuni utenti è l’arroganza. Molte persone non accettano che qualcuno le colga in fallo e sono disposte a tirare fuori le unghie – fosse anche solo per arrampicarsi sugli specchi – pur di convincerci che loro hanno ragione e noi, invece, torto. Non importa quanto sia grande la balla che hanno pubblicato, quanto sia assurda e palesemente sbagliata. Loro saranno disposti a minacciare, diffamare e soprattutto invadere la nostra bacheca con milioni di commenti pur di non ammettere di essersi sbagliati. Amici miei, non c’è niente di male nell’ aver condiviso una bufala o nell’aver scritto una sciocchezza. Capita. Tutti sbagliano. Facciamo pace con i nostri limiti. Impariamo un pochino di tolleranza e di umiltà. Io, per esempio, ho appena discusso qui su Facebook con il signore del quinto piano – neuropsichiatra infantile. Questo caro amico ha commentato un mio vecchio post e mi ha fatto notare che le mie opinioni sui “neuroni specchio” non sono del tutto fondate. Ho controllato ed ho ammesso pubblicamente il mio errore. Sono anche andato a casa sua per chiarire personalmente, senza alcun problema. Solo che adesso non so cosa farmene del corpo.

Al primo posto: Quelli che vogliono insegnare agli altri ad utilizzare Facebook.
La rete è libera. La rete è democratica. Ciascuno ha il diritto di pubblicare e condividere ciò che vuole. Per questo motivo, anche io mi sono sentito libero di pubblicare ed aggiornare la mia vecchia classifica, proponendovi una nuova versione. Da oggi, dichiaro ufficialmente aperto l’osservatorio permanente sui peggiori utenti di Facebook. Segnalatemi i vostri candidati, ne terrò conto per il prossimo aggiornamento.

Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

25 thoughts on “Peggio delle Locuste.”

      1. Caro prof..un piccolissimo appunto…ha omesso nella sua classifica coloro che sono su face ook…per puro divertimento…per sentir cazzate di ogni tipo..per la cronaca…. Per curiosare per sentire e vedere notizie di ogni tipo per imbattersi in personaggi incredibili..per toccare con mano la volgarità e il cinismo di questa generazione di umanità..in pratica..per tutto..per far commenti dopo le partite che si facevano al bar…e al bar dalle mie parti si va sempre meno..per ritrovare amici di gioventù o messaggiare con fratelli all’estero..come faccio io..per passare qualche mezz’ora per sentirsi meno soli…in un periodo dove l’aggregazione è possibile solo negli stadi…per scoprire personaggi colti spiritosi che ci affabulano con il loro eloquio…proprio come lei..che diverte..e scatena il dialogo più o meno serio…ma molto umano..in tutte le sue sfaccettature…ecco quelli che usano Facebook..per puro e disinteressato passatempo…sto andando male prof.vero?….molto male..la saluto cordialmente

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  1. Ciao Guido , condivido ogni parola di questa riflessione . Grazie !
    Ho visto che in questo articolo manca una fotografia e di solito i vostri post sono accompagnati da una immagine fotografica , dato che nei miei quattro blog ho un sacco di foto realizzate da me se ti fa piacere puoi usarle per i tuoi articoli . Buona estate 😉 Violeta Dyli ( alias bukurie )

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  2. Per me i più schifosi sono quelli che pubblicano immagini raccapriccianti perché si divertono loro e poi scrivono “Oddio che schifo, che orrore, lo pubblico per denunciare la cosa”. Io sono capace di indignarmi anche se mi ricordi solo a parole che c’è chi maltratta gli animali, non importa che mi fai vedere un povero gattino scorticato.
    Altro genere, ma sempre molesto, quelli dall’imperativo facile: dovete condividere, dite, fate ecc. ecc.; aho! ma posso decidere io o ti disturba?

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  3. Al primo posto metterei coloro che minacciano, almeno un paio di volte l’anno, di uscire da FB, con conseguente sfilza di commenti di amici che disperati implorano di restare.

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  4. Ha dimenticato i sensibiloni che condividono di continuo foto di bimbi malati e scene pseudo-commoventi e ti invitano a fare altrettanto per dimostrare disinteressatamente di avere un cuore. Pena i peggiori supplizi infernali. :)

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  5. Solo se amate veramente gli animali condividerete questo
    Solo se avete a cuore i bambini metterete mi piace
    Vediamo chi non è razzista, condividete questa foto
    E via di questo passo, il racimolatore di condivisioni che punta alla (falsa) coscienza degli utenti . Di solito non raccoglie neanche un misero like, ma ci prova sempre,

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    1. Ho scritto un post anche su questa moda del “se sei d’accordo condividi”, lo trovi sulla pagina pubblica di Facebook, ma prendo comunque nota della segnalazione per la prossima edizione della classifica.

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  6. Questa riflessione capita a proposito, mi sono cancellata da Facebook proprio una settimana fa. Non ne potevo più di essere smagnetizzata a livello neurale. Ma ora ho un compito assai più arduo, spiegare a mio figlio 12enne l’inutilità e la pericolosità di questa trappola. Perchè se le pagine degli adulti sono deprimenti e sconcertanti, dare un’occhiata a cosa passa in una pagina dedicata ai ragazzi è davvero raccapricciante. Ragazzine che postano foto in costume, linguaggio osceno. Un vuoto assoluto. Sono davvero preoccupata. Come fare?

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    1. Cara Roberta, ti ringrazio molto per lo spunto. Detto tra noi, non frequento ne conosco le pagine dei ragazzi, ma immagino che tu abbia pienamente ragione. Ti consiglio però di tornare su Facebook, non è da fuori che possiamo fare qualcosa, ma possiamo provare a migliorare la situazione lavorando “da dentro”.

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  7. Io non mi tolgo dalla classifica, se non altro perché almeno una volta sarò senz’altro rientrata in una categoria. Volevo aggiungere un mio personale uso di FB: posto canzoni. La mia vita è normalissima, mediamente conformista, nelle canzoni che posto c’è l’altro lato di me stessa. Dico chi mi sento veramente senza dirlo, in realtà. Ma mi sento meglio, dopo.

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  8. Bella analisi, uno spaccato ahimè veritiero di chi i social li usa senza sapere perchè.
    Facebook per molti è semplicemente una gigantesca piazza dove mettersi in mostra e farsi gli affari degli altri. Io personalmente non tollero quelli che raccontano la loro real time (punto 1) e quelli che in continuo si taggano di qua e di là, per scatenare le invidie di tutti. Ammetto che qualche volta l’ho fatto anche io, ora ho smesso, sia perchè agli altri poco interessa, sia perchè così non dico ai ladri che non sono in casa!

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  9. Professore, la sua analisi oltre che ad essere dettagliata è un ottimo specchio della grottesca società di un Social Network che è riuscito a descrive in modo satirico e divertente. Mancano però quelli che condividono foto di gatti e caffè glitterarti ogni singola mattina augurando il “Buongiornissimo!” a tutti (e “chi non risponde è una persona falsah!!1!””. Gli stessi che ti ringraziano per l’amicizia e condividono la foto di bambini malati perché “per ogni condivisione Facebook donerà un euro a questa povera creatura”. O forse li ha già considerati negli analfabeti funzionali?

    P.s. Anche quelli che spoilerano finali di serie tv, film e libri meriterebbero un girone dell’inferno tutto per loro.

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