Quando gli hanno chiesto di commentare l’aggressione subita dagli studenti toscani, Matteo Salvini ha inizialmente dichiarato che quando parla il Capo dello Stato bisogna semplicemente ascoltare, dando così ad intendere che non ci fosse nulla da aggiungere alla saggia condanna di Mattarella.
Siamo rimasti tutti felicemente sorpresi. La magia, purtroppo, è durata poco.
Il leader della lega ha subito aggiunto che le forze dell’ordine sono composte da uomini, non da robot (!) e che fanno benissimo a difendersi se vengono attaccate.
“Giù le mani dalle forze dell’ordine!”, ha concluso, sostenendo di stare dalla loro parte.
Caro Salvini, mi consenta di spiegarle tre concetti, semplici semplici:
1. Le forze dell’ordine sono composte da professionisti che dovrebbero sapere bene come e quando usare la forza – perché questo è il loro mestiere.
È chiaro che sono esseri umani come tutti, ma io userei l’argomento per ricordare agli agenti che non si picchiano sadicamente gruppi di ragazzini indifesi, non per giustificarne le intemperanze.
2. Considerato l’elevato numero di testimonianze e di filmati, trovo parecchio squallido insinuare che qualcuno, in questa occasione, abbia usato violenza ai danni dei poliziotti.
3. Essere davvero a favore delle forze dell’ordine significa aiutarle a svolgere nel migliore dei modi il proprio dovere, con dignità ed onore.
Chi sta con le forze dell’ordine ammette che anche loro, come tutti, possano sbagliare; evita di mettere i cittadini gli uni contro gli altri; denuncia e isola gli agenti violenti, a maggior vantaggio e onore della stessa divisa che indossano.
Questo significa essere dalla parte delle forze dell’ordine.
Il resto, caro Salvini, è solo misera propaganda elettorale.
Lei, quando parla il Presidente della Repubblica, ha il dovere di ascoltare e, se possibile, di imparare.
Punto.
26.2.2024
Senza se e senza ma.

