Illegittima difesa

(Viareggio) – Said Malkoun è un clochard, uno straniero senza fissa dimora che vive di espedienti.

Una sera commette l’errore più grave della sua vita: rapina Cinzia Dal Pino della sua borsetta – la donna, 65enne, è titolare di un noto stabilimento balneare.

Dal Pinto lo insegue con il suo suv. Lo investe, fa più volte marcia indietro infierisce sul corpo di Said, schiacciandolo contro una vetrina.

Poi, scende, recupera la sua borsetta e se ne va. Lasciando a terra il corpo senza vita del ladro.

Quando gli investigatori vedono le immagini restano esterrefatti. Individuano facilmente la donna e la fermano per omicidio volontario. Lei si giustifica così: mi aveva scippato.

La Lega interviene prontamente in difesa dell’assassina. Aggiungendo schifo allo schifo.

Punto primo: chi sbaglia deve pagare in base alle leggi. Nessuno può farsi giustizia da solo. Se salta questo principio, vengono meno le fondamenta stesse della società civile.

La difesa, per essere legittima, deve essere necessaria, contestuale e proporzionata. In questo caso non ricorre neanche uno dei tre requisiti previsti dal codice.

Punto secondo: mi dispiace darti questa brutta notizia: ma la tua sacra borsetta non vale la vita di un’altra persona.

11.9.2024

Restiamo umani


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Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

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