Apologia di fascismo

Molto chiaramente, la legge n.645/52 , cosiddetta “legge Scelba”, punisce

“Chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche” .

La stessa legge punisce anche

“Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista”.

Interpretando queste parole, di per sé chiarissime, la Cassazione ha deciso di aggiungere un requisito, ovvero che queste condotte integrano gli estremi di reato solo se “si concretizza un reale rischio per la Repubblica”.

Avete presente quella storiella per cui le sentenze non si possono commentare?
Vale solo se vivi in uno Stato fascista.

Le sentenze si possono e si devono commentare, soprattutto quando stravolgono la lettera della legge per questioni di mera opportunità politica.

La nostra democrazia si illude di mostrarsi forte, perché tollera che un numeroso branco di idioti metta in scena pubblicamente rituali fascisti.

Cosa ci volete fare?
Sono “nostalgici”, “goliardici” e “pittoreschi”…

Insomma, noi li mandiamo a casa con una ramanzina e una pacca sulla spalla.
Mentre in un Paese serio (ad esempio in Germania) butterebbero via la chiave.

19.1.2024

Ho un rigurgito antifascista


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Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

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