Non fare scherzi, Johnny.

Giuseppe Mastini, detto “Johnny lo zingaro”, è stato condannato all’ergastolo nel 1989, per aver compiuto una rapina, sequestrato una ragazza e ucciso un agente di polizia nella notte del 23 marzo 1987. All’epoca dei fatti, Johnny era già in carcere per altri omicidi e rapine, ma ne era evaso a seguito di un permesso premio.

Nella sua carriera criminale, comunque lunga e colma di episodi sanguinosi, spicca il sospetto di aver partecipato al massacro di Pier Paolo Pasolini – sebbene Pelosi abbia sempre negato il suo coinvolgimento. Venerdì mattina, Johnny è uscito dal carcere di Fossano per andare al lavoro. Poi, ha fatto perdere le sue tracce e ora è latitante – come Igor “il russo”.

Delle due una: o lo Stato italiano non riesce a seguire gli spostamenti di certe persone, perché non è tecnicamente in grado di farlo. O non vuole farlo. Ci sto pensando da venerdì e sinceramente non ho ancora capito cosa dobbiamo augurarci. Non è comunque troppo rassicurante vivere in uno Stato in cui sembra più facile sottrarsi alle ricerche della polizia piuttosto che evitare gli accertamenti del fisco.

Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

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