La solidarietà e la multa

(Roma) – La trasmissione Report è stata multata dall’Autorità Garante per la Privacy per aver mandato in onda una telefonata di Sangiuliano (all’epoca Ministro della Cultura) relativa all’affaire Boccia (all’epoca sua collaboratrice e amante).

Fin qui nulla di troppo rilevante.

A parte il fatto che il contenuto della telefonata era già di dominio pubblico.

A parte il fatto che pochi giorni fa l’intera classe politica italiana (destre incluse) si è sperticata per mostrare la più totale solidarietà a Ranucci, dichiarandosi a favore della libertà di stampa.

La cosa peggiore arriva ora.

Un componente dell’Autorità Garante, il cui voto è stato essenziale per comminare la multa a Report, è stato filmato mentre entrava nella sede di FdI poche ore prima che venisse pubblicato il decreto con la sanzione.

Report sostiene che ad attenderlo ci fosse Arianna Meloni – sorella di Giorgia e responsabile del partito.

A me tutto questo sembra di una gravità estrema.

I politici sanno benissimo che non è sufficiente essere onesti, bisogna anche apparire onesti. Ovvero evitare contatti, incontri, conciliaboli che possano mettere in dubbio la propria rettitudine.

Cosa direste se un filmato mostrasse un membro della terna arbitrale mentre entra nella sede della squadra rivale, a poche ore dal fischio di inizio della partita?

27.10.2025

Le destre sono “a favore” della libertà di stampa, basta che la stampa non sia libera.

La verità è sempre pericolosa

Anni fa ero fidanzato con una ragazza parecchio intelligente e di una bellezza unica, ma totalmente, completamente e definitivamente incapace di guidare. Capitava raramente che prendesse la sua macchina, ma quando accadeva passavo letteralmente le pene dell’inferno. Considerato che non metteva la freccia, partiva in ritardo ai semafori ed oscillava paurosamente da una corsia all’altra perché era sempre incerta su quale fosse la giusta direzione da prendere, un automobilista su due le suonava, le faceva i fari o la insultava in qualche modo.

E lei, ogni santa volta attaccava con questa storia “fanno così perché sono una donna, se fossi stata un maschio non si sarebbero mai permessi!”. Fino a quando un giorno non ce l’ho fatta più e ho sbottato: “Perdindirindina, fanno così perché sei un PERICOLO PUBBLICO! Guidi peggio di un principiante ubriaco il primo giorno di scuola guida, il sessismo non c’entra nulla, fattene una ragione!” Ovviamente ne è nata una discussione infinita. Il punto è che uno dei peggiori effetti delle discriminazioni sociali è che le vittime finiscono per vederle ovunque. Considerato che la società è effettivamente razzista, classista e prevenuta, alcune persone rischiano di convincersi che nessuno le giudichi MAI per ciò che effettivamente fanno o non fanno.

Come diretta conseguenza, non tollerano le critiche e si convincono di avere sempre ragione. In questo modo, il pregiudizio realizza due danni: danneggia sia chi non ha colpe sia chi ne ha. Ad esempio, le tantissime donne che sanno guidare devono sopportare di essere giudicate “incapaci a prescindere”, mentre le poche che non sanno guidare hanno una comoda scusa per continuare a mettere la freccia a sinistra, prima di svoltare a destra.

Poi, se per il bene di tutti ti azzardi a dire la verità, ti ritrovi magicamente senza ragazza.

Cialtrone