#100libri 3. Il Profeta.

1. A differenza dei libri di cui ci siamo occupati sino ad ora, il Profeta non è un romanzo. Si tratta di un’opera parecchio peculiare e certamente sui generis. Il testo racconta il dialogo tra un Profeta – Almustafa – e il popolo della città di Orphalese – dove il Profeta ha trascorso dodici anni in esilio. Mentre Almustafa sta aspettando la nave che lo riporterà finalmente a casa, gli abitanti di Orphalese lo supplicano di restare presso di loro. Ma considerato che il Profeta non intende desistere dal suo proposito,  lo pregano di consolarli rivelando il frutto delle sue meditazioni. Esattamente, gli chiedono: “trasmettici quello che ti è stato mostrato di ciò che esiste tra la nascita e la morte“. Per facilitare questo compito, apparentemente immenso e impossibile, sollecitano Almustafa su alcuni temi specifici, come, ad esempio, l’Amore, il Matrimonio, la Gioia, il Dolore o la Colpa. In tutti i casi, il Profeta risponde con mirabile lucidità, illustrando, con uno stile semplice e al tempo stesso poetico, le sue molte e profonde idee sulla vita.

2. Per darvi un’idea, riproduco di seguito la prima e bellissima perla che ho incontrato di questo libro: il discorso che Almustafa dedica alla genitorialità. Un capitolo di rara bellezza che qualcuno ebbe cura di incorniciare ed appendere in una splendida casa di montagna in cui ho avuto la fortuna di vivere, tanti anni fa.

E una donna che aveva al petto un bambino disse: parlaci dei Figli.
Ed egli disse:
I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di sé.
Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,
e benché stiano con voi non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri,
Perché essi hanno i propri pensieri.
Potete alloggiare i loro corpi, ma non le loro anime,
Perché le loro anime abitano nella casa del domani, che voi non potete visitare, neppure in sogno.
Potete sforzarvi di essere simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.
Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri.
Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito, e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane.
Fatevi tendere con gioia dalla mano dell’Arciere;
Perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l’arco che sta saldo.

3. Io credo nella verità, credo che una verità esista e che sia estremamente ricca. Talmente ricca che un singolo uomo non è in grado di comprenderla nella sua interezza. Esistono  quindi infiniti modi per esplorare e descrivere la verità, tanti quanti sono gli esseri umani. Ad esempio, riconosco la bellezza nel lavoro di molti e diversi artisti: apprezzo l’arte di Picasso, ma anche le opere di Raffaello o di Kandinskij. La bellezza è così grande, e ricca, che consente a ciascuno di noi di coglierne un aspetto particolare, di raccontarne una porzione in maniera personale e non per forza di cose comprensibile o gradita alle altre persone. Un discorso simile si può fare per la Sofferenza, per la Morale o per l’Amore. Questi concetti sono così grandi e importanti da non poter essere pienamente compresi o espressi da un singolo uomo. Per questo motivo ho amato moltissimo Il Profeta: perché questo libro esprime una visuale molteplice e pluridimensionale della verità. Le liriche di Gibran non raccontano un punto di vista, una religione, una morale, ma si situano all’incrocio esatto tra Oriente e Occidente, stabilendo un proficuo dialogo tra questi due mondi – apparentemente così lontani e conflittuali.

Leggete Il Profeta se amate la filosofia e la poesia, leggetelo se vi piace l’Oriente, ma soprattutto, leggetelo se siete interessati a riflettere sulle principali e più importanti questioni che da sempre affascinano e provocano la mente degli esseri umani.

In conclusione, se dovessi partire per un lungo viaggio e potessi portare con me un solo libro questo libro sarebbe, senza ombra di dubbio, “Il Profeta” di G. K. Gibran. Nella mia biblioteca, custodisco gelosamente pochi altri volumi il cui valore è anche solo lontanamente paragonabile a quello di questo indiscutibile capolavoro.

Voto: 10 e lode.

Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

3 thoughts on “#100libri 3. Il Profeta.”

  1. Domani parto per cinque giorni di viaggio e sto facendo il cambio libri sul kindle. Mi son fatta convincere…Prof la carico di una ulteriore responsabilità!

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