“Da Paura”. Brevi Riflessioni sulla Festa della Zucca Vuota.

Non so cosa ne pensiate voi, ma molte persone si dichiarano contrarie ad Halloween, sostenendo che si tratta di una festività estranea alla nostra cultura, che, peraltro, avrebbe l’effetto di avvicinare i ragazzi al mondo dell’occulto.

Nel post di oggi, vi racconto che idea ci siamo fatti io ed il mio amico Federico.

Buona lettura e buon fine settimana.

“Un ragazzo e la sua fidanzata escono insieme e parcheggiano la macchina sul Viale dell’Amore. Mentre sono in tutt’altre faccende affaccendati, la radio trasmette questa notizia: un pericoloso serial killer, chiamato l’Uncino, è appena scappato dal Manicomio Criminale della vicina cittadina di Sunnydale. Dopo aver fornito alcune informazioni sul modus operandi del maniaco, lo speaker della radio conclude dicendo di segnalare alla polizia ogni persona sospetta e di stare lontani dai posti appartati dove le coppie vanno solitamente per trovare un po’ di intimità. A quel punto, la ragazza dice al ragazzo che vuole andare a casa, ma il ragazzo, che è parecchio muscoloso e gioca a rugby nella squadra locale, risponde di non avere nessuna paura del maniaco, facendole notare che il manicomio criminale si trova a parecchi chilometri di distanza”

1. Mercoledì sera sono andato al solito pub con il mio vecchio amico Federico. Tra una discussione impegnata e l’altra, abbiamo iniziato a parlare di Halloween.

-Insomma, sabato c’è il grande evento…
-Esatto.
-Tu cosa ne pensi?
-Mha, non lo so… se ti devo dire la verità, immagino che sarà una grande festa… ma in fondo in fondo mi fa un po’ paura.
-Lo sapevo. Sei il solito moralista bigotto, cattolico e reazionario.
-Non ti seguo.
-Ma si, dai, con questa storia che Halloween è pericolosa perché avvicina i bambini al mondo dell’occulto. Lascia che ti dica una cosa amicomio: c’avete il cervello tarato. Per carità, si tratta di una festività pagana, nessuno lo nega. Mi rendo anche conto che a voi non faccia per niente piacere vedere le bambine travestite da streghe ed i bambini da zombie, ma non venitemi a raccontare che il Maligno si serve di Halloween per corrompere queste piccole menti, perché a corrompere i bambini ci pensano gli adulti, e sto parlando delle madri ubriacone, delle maestre psicopatiche e dei pedofili di ogni risma e nazione. Adesso mi segui?
-No di certo. Io non mi riferivo mica ad Halloween.
-E di cosa parlavi?
-Di Inter -Roma. Sabato sera c’è l’anticipo.
-…
-…
-Beviamo?
-Beviamo.

Halloween 1

-Comunque non è che Halloween mi stia poi tanto simpatica.
-Perché?
-Perché consentiamo ai bambini di andare in giro travestiti da mostri a minacciare perfetti sconosciuti per avere in cambio qualcosa. Tanto vale che facciano un stage formativo presso  gli uffici di Equitalia. Almeno imparano un lavoro.
Amicomio, potresti essere serio per cinque minuti?
-Va bene. Parliamo seriamente: non mi piace perché si tratta di una festività importata, che chiaramente non appartiene alla nostra cultura, ma a quella anglosassone.
-A parte il fatto che secondo una teoria parecchio accreditata Halloween deriva da una antica festività romana in onore di Pomona – dea dei frutti e dei semi, tu mi vorresti dire che non ti piace perché si tratta di qualcosa di commerciale che abbiamo importato dagli Stati Uniti d’America? Esattamente come il rock, i libri di Stephen King, o l’Iphone?
-No. Halloween proviene dall’America esattamente come i fast food, i centri commerciali, il burro di arachidi, la parola “briefing”  e mille altre cose altrettanto chiaramente legate al mondo degli adoratori di Satana.
-…
-…
-Scherzi a parte, lo so benissimo che l’argomento della provenienza estera è debole, tanto più in un periodo storico come il nostro. Se proprio dobbiamo fare un discorso serio, sono convinto che Halloween sia importante perché funziona come valvola di sfogo, esattamente come le altre festività pagane.
-In che senso?
-Nel senso che viviamo in un mondo di regole, di leggi… di obblighi. Facciamo una vita orribile, fatta di guerre, crisi finanziarie, cravatte, separazioni e divorzi. Abbiamo bisogno di festività sovversive, che ci consentano di giocare con la nostra identità, di fare finta di essere qualcun altro, di mascherarci, allontanandoci dalle regole almeno per una notte. Rifletti su questo: ad Halloween i bambini possono chiedere caramelle agli sconosciuti. Insomma, possono infrangere la prima e fondamentale regola che tutti i genitori insegnano ai figli.
-Ci rifletterò. A naso, non mi sembra una bella cosa. La regola è una regola sensata, evita che i bambini facciano brutti incontri.
-Certo che lo è. Ma per consentire che sia rispettata tutto l’anno, devi permettere che venga violata, almeno per una notte e sotto il controllo degli adulti. Quando costruisci uno tempo eccezionale di libertà, la regola generale acquista vigore.
-Insomma la tua tesi è che Halloween è importante perché consente alle persone di travestirsi da ciò che non sono per una notte ed ottenere in cambio dolci e dolcetti?
-Più o meno.
-E non bastava S. Valentino?
-…
-…
-Beviamo?
-Beviamo.

-Insomma non ho ancora capito cosa ne pensi di Halloween.
-Mha, guarda… Da un lato, non puoi negare che Halloween possa avvicinare le persone al mondo dell’occulto. Voglio dire, quanti adolescenti sono fissati con zombie e vampiri? Quanti si vestono di nero, compiono gesti di autolesionismo e giocano a fare i depressi?
-Ti riferisci ai ragazzi che ascoltano una certa musica, usano certe droghe e fanno certi festini?
-Esatto.
-E secondo te si tratta di potenziali satanisti? Stiamo parlando di quattro ragazzini ignoranti come capre che hanno letto mezzo libro, ne hanno capito meno di un quarto ed usano la scusa dell’esoterismo per giocare a fare gli alternativi. Lascia che ti dica una cosa: “se il Diavolo li vedesse li prenderebbe a calci in culo” (cit. Nitro).
-Ne sono certo, ma ancora non ho capito perché per fare festa abbiamo bisogno di svuotare zucche e vestirci da zombie. Insomma, a me sembra che tra Halloween ed il Carnevale ci sia la stessa distanza che separa Manchester da Venezia, Spielberg da Fellini, il ketchup dal ragù che faceva mia nonna.
-Sei vecchio. Ed anche un po’ snob. In fondo, si tratta di una cosa che è partita in un certo modo da Roma ed è tornata stravolta dall’America.
-Come Marino?
-…
-…
-Beviamo.

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2. Una storia di paura
Di seguito, la “più quintessenziale” storia dell’orrore americana (a detta di Stephen King). Un racconto che gli adolescenti si tramandano da generazioni per spaventarsi vicendevolmente quando vanno in campeggio o nella notte di Halloween

“Un ragazzo e la sua fidanzata escono insieme e parcheggiano la macchina sul Viale dell’Amore. Mentre sono in tutt’altre faccende affaccendati, la radio trasmette questa notizia: un pericoloso maniaco omicida, chiamato l’Uncino, è appena scappato dal Manicomio Criminale della vicina cittadina di Sunnydale. Viene chiamato l’Unicino perché, al posto della mano destra ha un uncino affilato come un rasoio. Prima che lo arrestassero, l’Uncino usava sorprendere le coppie appartate, uccidere il ragazzo e tagliare la testa della ragazza. Quando lo presero, nel suo frigorifero c’erano quindici teste di giovani donne. Lo speaker della radio conclude dicendo di segnalare alla polizia ogni persona sospetta e di stare lontani dai posti appartati dove le coppie vanno solitamente per trovare un po’ di intimità. Allora la ragazza dice al ragazzo che vuole andare a casa, ma il ragazzo, che è parecchio muscoloso e gioca a rugby nella squadra locale, risponde di non avere nessuna paura del maniaco, facendole notare che il manicomio criminale si trova a parecchi chilometri di distanza. Ma la ragazza insiste che ha paura e che vuole tornare a casa. Il ragazzo non le presta attenzione e continua a baciarla come se niente fosse. Così, i due si intrattengono per almeno un’ora. Il viale dell’amore è deserto. I discorsi diffusi alla radio devono aver fatto scappare tutti. Ad un certo punto, lei sente un rumore, come un ramo che si spezza, come se ci fosse qualcuno nel bosco a guardarli, così diventa letteralmente isterica, il ragazzo prova a calmarla, dicendo di non aver sentito nulla, ma lei guarda nello specchietto retrovisore e si convince di aver visto qualcuno accovacciato dietro la macchina, che li osserva nell’ombra. E sogghigna. Considerato che lui continua a non prestarle la minima attenzione, la ragazza dice che non lo vorrà più vedere e che una volta tornati a casa lo lascerà per sempre. Al che il ragazzo si arrabbia, mette in moto la macchina e parte per riportarla a casa.

Quando arrivano, lui scende per aprirle la portiera, ma si blocca, occhi sgranati, bianco come un cencio. Lei chiede cosa c’è, ma lui sviene.

A quel punto la ragazza esce per soccorre il suo fidanzato, ma quando sbatte la portiera dell’auto sente uno strano suono metallico.  Si gira per vedere di cosa si tratti e lì, appeso alla maniglia, vede un uncino, tagliente ed affilato come un rasoio”.

Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

7 thoughts on ““Da Paura”. Brevi Riflessioni sulla Festa della Zucca Vuota.”

  1. Halloween non e’ buono o cattivo perche’ e’ nato li o qui l’ Umanita’ e’ una , Dalla notte dei tempi usiamo pensieri, idee e costumi che ci fanno comodo. Brillante come sempre il professor Guido Saraceni usando Tasso mascherato da Federico usa L’ Ornitorinco (il suo simpatico approccio discorsivo) per ” Riflettere sulla Zucca Vuota “, il Professore usa l’idea di due colleghi, Thomas Cathcart e Daniel Klein, laureati di Harvard. Questo non toglie nulla alla validita dello scritto, anzi mostra apertura e mancanza di campanilismi tanto diffusi tra docenti universitari.
    Di questo la ringrazio professore, grazie anche per aver frenato l’ombra di Stephen King, lui quei due li avrebbe fatti a pezzi…Beviamo

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  2. “No. Halloween proviene dall’America esattamente come i fast food, i centri commerciali, il burro di arachidi, la parola “briefing” e mille altre cose altrettanto chiaramente legate al mondo degli adoratori di Satana.” geniale.

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