Il Signor Mille Occhi

La macchina è un’arma”, mi ripeteva spesso mia madre quando ero bambino, “bisogna avere mille occhi”. Lo diceva sempre. Lo ripeteva ogni santa volta che veniva a prendermi a scuola; quando andavamo a trovare i nonni; quando la accompagnavo per interminabili viaggi a bordo della nella nostra mitica 500 – in una città malata di traffico come Roma. “La macchina è un’arma, bisogna avere mille occhi”.

Sono cresciuto con qualche piccolissima nevrosi, lo ammetto, ma in vita mia ho sempre tenuto il piede leggero sull’acceleratore.

Queste riflessioni mi sono venute in mente ieri, quando ho saputo della morte di Mattia, strappato all’affetto dei suoi cari lunedì sera, a Roma, mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali. Aveva 14 anni. Era uscito per festeggiare con i suoi compagni la fine della scuola. Stavano attraversando quando è sopraggiunta una Peugeot 108, guidata da un ragazzo di ventidue anni.

Alta velocità, scarsa concentrazione, illuminazione stradale insufficiente…

Sull’asfalto è rimasto, esanime, il povero Mattia, assieme a tutti i suoi sogni e alle sue speranze.

Con questo post vorrei manifestare solidarietà e cordoglio a tutte le persone coinvolte in questa tragedia, alla famiglia, ai compagni di scuola e agli amici di Mattia. In particolare vorrei riservare una carezza alla madre che nell’immediatezza dell’incidente, dopo aver baciato il figlio, dopo avergli rimesso l’apparecchio per i denti, domandava sconvolta ai cronisti “e io adesso come faccio senza di lui?”.

Non ci sono davvero parole.

Insegnate ai vostri figli che la macchina è un’arma, educateli alla sacra e noiosa lentezza, alla più saggia prudenza, perché incidenti come questo accadono tutti i giorni e possono segnare, in
maniera profonda e per sempre
, la vita di molti.

Roma 10.6.2020

Ciao Mattia, che la terra ti sia lieve.

Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

1 commento su “Il Signor Mille Occhi”

  1. Buongiorno Professore,
    davvero commovente, non ci sono parole che possano alleviare un dolore così grande per una madre, la Vita ci mette sempre davanti a grandi prove. Per questo motivo trovo sempre più vere le parole contenute nella Bibbia :” Felice l’uomo che non conosce il suo destino”.
    Che la terra sia lieve a questo ragazzo.

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