IUS CULTURAE

Propongo di togliere la cittadinanza italiana a chi legge meno di tre libri ogni anno, a chi evade le tasse, a chi guida sotto l’effetto di alcol o stupefacenti, a chi picchia, maltratta o violenta le donne.

Propongo di togliere la cittadinanza a chi truffa gli anziani, a chi ride felice quando affonda un barcone, a chi si frega le mani dopo un terremoto pensando ai soldi che farà con i lavori per la ricostruzione.

Non sono italiani gli omofobi, quelli che picchiano i figli, quelli che fanno turismo sessuale. Non sono italiani i mafiosi, i camorristi, i massoni “deviati” e tutti quelli che appartengono ad associazioni di furbi e furbetti che si organizzano per vivere alle spalle delle persone perbene.

Propongo di togliere la cittadinanza a chi raccomanda un parente, ai falsi invalidi, a chi deturpa il paesaggio costruendo case abusive, a chi approfitta della disperazione dei malati per vendere cure “magiche e miracolose” che non hanno mai ottenuto conferme scientifiche.

Togliamo la cittadinanza a chi salta sempre sul carro del vincitore, agli opportunisti, agli ipocriti e ai ruffiani di ogni ordine e specie.

Resteremmo in pochi, vero?

In cosa risiede, allora, la nostra presunta superiorità culturale, la nostra più elevata civiltà rispetto agli altri popoli?

Teramo A. D. 2019

Noi non abbiamo bisogno di difenderci, abbiamo bisogno di crescere.

Autore: Guido Saraceni

Professore di Filosofia del Diritto e di Informatica Giuridica, Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Teramo - In viaggio.

2 pensieri riguardo “IUS CULTURAE”

  1. Egregio professore,le due parole coraggiose mi incoraggiano,nel mio lavoro quotidiano di docente di alunni nella fase forse piu’delicata della loro formazione perche’non ancora capaci di guardare il mondo degli adulti con spirito critico,a non arrendermi nell’insegnare loro che e’solo il sapere che puo’difenderli da una societa’ quanto piu’presuntuosa tanto piu’ignorante e pressapochista.E’questa cio’da cui devono difendersi e reclamare la loro diversita’,orgogliosi di essere diversi non per il colore della pelle ma per il numero di libri che hanno apprezzato.Grazie della sua voce dissonante e del valore che ,come noi ultimi rimasti , riconosce alla cultura.Cordialmente.Antonella

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...